“365 giorni”, intitolato anche “365 days” o “365 Dni”, ma potevano chiamarlo anche “ Un anno” o “Un giro completo della Terra intorno al Sole”, è un film erotico-sentimentale polacco del 2020, tratto dall’ omonima trilogia di romanzi scritti da Blanka Lipinska. La risposta di Netflix a “50 sfumature” racconta la storia d’amore tra Laura Biel, interpretata da Anna-Maria Sieklucka, e don Massimo Torricelli, interpretato da Michele Morrone. Da questo punto in poi potreste trovare all’ interno della recensione parolacce, turpiloqui ed altri elementi volgari per descrivere quello che è, fondamentalmente, il più aggressivo attacco ai miei coglioni che io ricordi. Facciamo un breve riassunto: Massimo Torricelli, figlio di un boss mafioso, vede una bellissima ragazza in spiaggia dopo un incontro con alcuni esponenti del mercato nero. Pochi istanti dopo lui e suo padre scoprono un fatto abbastanza increscioso: non sono a prova di proiettile. Mentre il padre di Massimo, interpretato da Gianni Parisi, stira le zampe, il giovane, gravemente ferito accanto a lui, non smette di pensare alla ragazza vista sulla spiaggia quel giorno. Bel figlio di merda. Cinque anni dopo, vediamo Laura, una giovane donna polacca che fa la… Manager? L’imprenditrice cazzuta? Avere problemi di coppia e, soprattutto, sessuali con il suo ragazzo Martin, l’uomo perennemente in calzoncini. Durante una scena in cui Laura si masturba con un giocattolo erotico, possiamo osservare dall’ altra parte Massimo, diventato capo del clan mafioso, costringere, e vorrei soffermarmi sul termine “costringere”, una hostess a praticargli del sesso orale. La signorina, dopo l’atto sembrerebbe pure lusingata. Complimenti, Netflix, mandiamo questi messaggi ai ragazzi di oggi. Davvero. Anni per spiegare alla gente che “no” è “no”, poi mettiamo la scena dove uno fa mettere in ginocchio una hostess e si fa fare del sesso orale. Comunque, torniamo alla trama principale…Laura va in Sicilia con Martin e due amici per festeggiare il compleanno e qui, dopo che il fidanzato la mette in imbarazzo, fa una passeggiata notturna. Incontra Massimo che riconosce in lei la ragazza che aveva visto 5 anni prima in spiaggia e che da allora lo ossessiona… E la fa rapire, perché, ovviamente, non può cercare di parlarle, sedurla, iniziare una conversazione come tutti gli esseri umani…Eh, lui è l’uomo che non deve chiedere mai. Che schifo di film… La fanciulla si risveglia e, dopo uno spavento iniziale, riceve la proposta di Massimo: se in 365 giorni di quello che è un rapimento a tutti gli effetti, lei non si innamorerà di lui, verrà lasciata libera. Quanto è umano. Per la cronaca, lui arriva a minacciarla di toccare la sua famiglia e e i suoi amici. Ah, in tutto questo viene anche a sapere che Martin la cornificava e quella sembra la cosa che la preoccupa di più in assoluto. Dopo alcune scene imbarazzanti su cui non voglio soffermarmi troppo, arriviamo a penso una delle battute migliori di tutto il film: i due che non hanno ancora consumato, stanno facendo la doccia insieme, lei sotto ad un soffione, lui sotto un altro in una posa che si vede solo nelle pubblicità dei profumi, e, ad un certo punto, notando che lo sguardo di Laura si sofferma sul suo pene, si gira e con un posa tra l’orco peone di Warcraft e Fabrizio Corona che ha visto Lele Mora nudo la prima volta, le chiede: “Perchè lo guardi? Vuoi toccarlo?” Fanculo “Le pagine della nostra vita”, fanculo Shakespeare, fanculo Leopardi, il bacio tra Spiderman e Mary Jane o la scena dell’ascensore in “Drive”. Questo è il vero romanticismo che ci piace. Infatti, Laura e Massimo, subito dopo, limonano con passione sotto l’acqua scrosciante. Viva l’Amore! Ma non consumano ancora. Infatti dovremo aspettare che, dopo una serata dove il clan di Massimo ed uno rivale proveranno a riappacificarsi(cosa che non avverrà perché uno dei membri di suddetto clan verrà ucciso da Massimo dopo un tentativo di stuprare Laura) i due siano sulla barca di famiglia e, durante una litigata in cui il nostro principe azzurro darà della troia alla nostra eroina e farà intendere che la violenza sia stata colpa del suo abbigliamento e dei suoi atteggiamenti, i due faranno sesso per tutte le superfici possibili. Perchè? Perchè mentre saranno intenti litigare lei cadrà in acqua e lui si tufferà per salvarla e, soprattutto, perché Massimo si aprirà sui suoi sentimenti… Non penso ci sia altro da aggiungere. Andiamo avanti veloce. Dopo due mesi dal rapimento, i due sono innamorati e il giovane capoclan manda la ragazza in Polonia. Laura rivede la sua migliore amica, Olga, e le parla di Massimo come se fossero due adolescenti che passano un pomeriggio qualsiasi a chiacchierare. Seguono minuti imbarazzanti dove vediamo interi spezzoni tra saloni di bellezza e Spa in cui la maggioranza degli addetti è gay, ma quelli macchiettistici tanto anni’90, belli offensivi. Altro elemento “divertente” è sentire Olga chiamare gli italiani “Mozzarelle”. Ah Ah Ah Ah Ah. Che ghigne, signora Olga, capisco che il vostro umorismo sia stato piallato come il vostro esercito dai panzer tedeschi nel 1939, ma almeno potevate sforzarvi un po’ di più. Laura si fa un caschetto biondo tanto “Uomini e Donne” e durante una serata in discoteca viene tallonata fino al suo appartamento da Martin, l’uomo calzoncino, dove comparirà Massimo in tutto il suo splendore. Segue ovvia scena di sesso. Il giorno dopo lui chiederà a Laura di sposarlo. I due tornano in Italia e Massimo viene a sapere che le tensioni con la famiglia sono aumentate. Olga è l’unica persona nella vita di Laura che viene invitata al matrimonio, mentre la famiglia di lei può attaccarsi al caz… Cioè, volevo dire, per evitare che i familiari della ragazza si spaventino sapendo che tipo di vita conduce il futuro sposo. Tra una scena e l’altra Laura confida ad Olga di essere incinta, ma di non averlo ancora detto a Massimo. Dopo aver provato l’abito da sposa, la manager telefona al compagno per dirgli che avrebbe voluto parlargli in privato il prima possibile, bloccando così la telefonata di Mario, il secondo di Massimo, che voleva informarlo che la famiglia rivale avrebbe ucciso a breve Laura. La macchina della ragazza entra in una galleria da cui non uscirà più e l’arrivo di una pattuglia sul luogo della polizia ci farà capire che la ragazza è andata incontro alla sua fine. E fine anche di questa diarrea misogina e maschilista in cui si confonde Bondage e BDSM, che praticamente manco ci sono, con… Relazione tossica? Sindrome di Stoccolma? Fantasie di una che ha letto troppo “50 sfumature”? Comunque in questo abominio di fanfiction de “Il Padrino” con “La Bella e la Bestia: patriarcato edition” fatto a film in cui si gettano nel cesso decenni di lotta all’ uguaglianza per barattarli con un rapporto di merda, io salverei… Un cazzo! Davvero, è orrendo, al massimo posso dire che i due protagonisti hanno… Dei bei corpi? Cioè, davvero, fatevi un favore ed evitate questa schifezza.
Devo fare le mie più sincere scuse ai miei lettori
Covidius: Luca
Luca: Sì?
Covidius: Ma i racconti? Non dovevi pubblicarne un po’ in questo periodo?
Luca: Sì, ma non riesco… Ho perso la mia creatività…
Covidius: Ah… E non intendi fare nulla?
Luca: Cosa intendi?
Covidius: Boh, non saprei… Sforzarti? Provare nuovi generi? Almeno scusati con i tuoi lettori!
Luca: Cavolo… Hai ragione! Mi devo scusare con i miei lettori…
Covidius: Siiiiii
Luca: …Dopo aver scritto un pezzo senza senso ambientato nella mia mente nel vano tentativo di ritrovare la mia creatività
Covidius: Nooooooooo
Luca: Senti è tutta colpa della quarantena causata da te
Covidius: Certo, diamo la colpa al virus cattivo ed evitiamo di prenderci le nostre responsabilità.
Luca: A proposito, ma perché sei ancora qui?
Covidius: Hanno trovato una cura?
Luca: No
Covidius: Hanno trovato un vaccino?
Luca: No
Covidius: Ecco perché… A proposito, dov’è Barbero?
Luca: E’ andato via un paio di mesi fa con indosso un costume da luchador e borbottando di una lotta all’ultimo sangue con Alberto Angela. Vedrai che tornerà. Ma, tornando a noi, pronto ad un fantastico viaggio pieno di citazioni nerd con brutte copie di me stesso nella mia mente?
Covidius: No, Luca, nessuno vuole stare nella tua mente. Nemmeno tu vuoi stare nella tua mente… Ma ti aspetto qui.
Luca: Sicuro?
Covidius: Sicurissimo
Nella mente di Luca
Luca: Lucalfred
Lucalfred: Bentornato alla Lucaverna,signore. Come ha passato questo periodo?
Luca: Bene, ma ora abbiamo una missione. Devo ritrovare la mia creatività. Chi è disponibile?
Lucalfred: Nessuno
Luca: Come nessuno? Luca- Detective?
Lucalfred: Non si è ripreso dopo che ha sbagliato una soluzione ad un caso de “La Settimana Enigmistica”
Luca: Luca-poliziotto?
Lucalfred: Non è un buon momento per la polizia americana…
Luca: Luca-poliziotto corrotto?
Lucalfred: Come sopra
Luca: Luca-Inquisitore?
Lucalfred: In Lucarcere… Signore, potremmo parlare dei giochi di parole con il suo nome? Sono imbarazzanti!
Luca: Non adesso! Come in Lucarcere? Che ha fatto?
Lucalfred: Ha eliminato Luca-strano
Luca: Aspetta… Luca-Strano, Luca-che-parla-di-cose-strane o Luca-che-parla-strano?
Lucalfred: Il secondo
Luca: Perchè?
Lucalfred: Beh…
Flashback
Luca-che-parla-di-cose-strane: E allora, cioè cioè, se tu prendi il Megazord, ma non quello con i pettorali del 1993. Insomma quello del film del 2017. Ok. Mi segui? Ecco. Se tu prendi quello che ha un minimo di fianchi e, cioè cioè, ci sincronizzi Joi di “Blade Runner: 2049”, però quella di 20 metri, rosa e i capelli blu. Ok? Ci sei? Allora se li sincronizzi hai una Ana de Armas di 20 metri con delle spalle da nuotatore,certo, ma è sempre Ana de Armas e ci puoi anche salire sopra. Cosa ne pensi?
Luca-Inquisitore:…
Luca-che-parla-di-cose-strane: Allora?
Luca-Inquisitore: Io non lo reggo più! La mia pistola, presto!
Fine Flashback
Luca: Beh, come dargli torto? Vorrà dire che dovrò intervenire io stesso… Lucalfred, qualcuno qui dentro mi odia?
Lucalfred: La odiamo tutti, signore.
Luca: Sì sì, va bene. Ma uno in particolare?
Lucalfred: Luca-Metal
Luca: Quel rompicoglioni? Perchè?
Lucalfred: Beh, signore, ne potremmo parlare per ore, ma forse dovrebbe chiederlo direttamente all’interessato al Monte Metallo.
Luca: Giusto, devo prepararmi un mezzo.
Lucalfred: Attivo subito il Crea-mezzi signore, ma vorrei ricordarle che la sua immaginazione è compromessa e che se ne usa troppa dovrà aspettare almeno tre ore per un’uniforme, a meno che non ne prenda una dal magazzino.
Luca: Quante ne abbiamo in magazzino?
Lucalfred: Una sola, signore, ma…
Luca: Andrà bene
Lucalfred: Ma…
Luca: Mi fido del mio gusto ed ho bisogno di un mezzo che crei paura e riverenza in quel bisteccone norreno. Allora, usiamo il Batwing, però ci metto dei cingoli tipo carro armato, ecco, delle casse da concerto per sparare la musica a palla, un acquario con dei pesci tropicali, più alettoni a forma di ala di pipistrello e lo facciamo trainare da dei lupi… Su delle moto a reazione!
Lucalfred: Abominevole, signore. Anni di “Pimp my ride” le hanno rovinato il gusto estetico. A proposito, non potrà più creare un costume per almeno tre ore. Prende quello in magazzino?
Luca: Sì, Lucalfred. Non ho tempo da perdere, per cui mi cambierò strada facendo. Ci sentiamo via radio
In viaggio Verso Monte Metallo
Luca: Lucalfred?
Lucalfred: Sì, signore?
Luca: Potevi dirmelo che era il costume da Robin della serie tv anni ‘60…
Lucalfred: Ci ho provato, signore…Però lei poteva almeno farsi la ceretta alle gambe…
A Monte Metallo
Luca: Eccoci a Monte Metallo e… Ma si è fatto una statua? Che megalomane
Lucalfred: Da che pulpito…
Luca: Hai detto qualcosa?
Lucalfred: No, signore, devono essere delle interferenze nell’auricolare. Comunque non è così male. Lo guardi. Alto, bello, intelligente, muscoloso, carismatico, ascolta buona musica e sembra lei nella sua versione migliore… Cioè guardi che mascellone scolpito e che bel…
Luca: Sì sì, ho capito. Comunque ora lo vado ad affrontare. Ah, eccolo lì sul suo trono di chitarre
Luca-Metal: Oh no… Lo sapevo che saresti finito così a forza di ascoltare gli Eiffel 65
Luca: Cavolo, anche comico…
Luca- Metal: Perchè sei venuto vestito così?
Luca: Avevo finito i costumi. Problemi?
Luca-Metal: No no…però almeno una ceretta…
Luca: E basta con questa storia. Ora, sai dove si trova la mia creatività?
Luca-Metal: Sì, ma non te lo dirò.
Luca: Come no?
Luca-Metal: Sono deluso da te. Ho letto la tua cronologia…
Luca: Oh! Ehm, posso spiegare…
Luca- Metal: …Di Youtube, deficiente!
Luca: Aaaahhhh! Quella! Qual è il problema?
Luca-Metal: Mahmood, Sia, i cantanti di Sanremo a parte Ultimo, le canzoni pop anni’90… La Disco Dance… Shakira e Rihanna? Davvero?
Luca: Sia ha una delle voci più belle, gli altri li ho ascoltati per curiosità e il video di Shakira e Rihanna non ha musica in sottofondo.
Luca-Metallo: Sì che ha la musica in sottofondo
Luca: Guarda, ora metto Youtube e ved…
Luca-Metal: NO!
Luca: Perchè no?
Luca-Metal: Vedo già una discreta pressione interna in quello slippino verde. Non vorrei mi schizzasse in faccia
Luca: Pessima scelta di parole.
Luca-Metal: Imbecille
Luca: Senti, stereotipo uscito male di una sottocultura,questo articolo sta diventando lunghissimo ed i miei lettori meritano di ricevere delle scuse. Quindi, ora, dimmi dove si trova la mia creatività!
Luca-Metal: Fottiti!
Luca: Capisco… Allora mi costringi…
Luca-Metal: A fare cosa?
Elettra Lamborghini: EeEeEeLEeEeTtRAaAaA
Luca-Metal: Oh no…
Elettra Lamborghini: Elettra Lamborghiniiiiiiii
Luca-Metal: Ti prego no…
Elettra Lamborghini: QuaANndo hOo BisOGno di TeeEeEeE
Luca-Metal: Sadico bastardo…
Luca: Aspettiamo di arrivare al pezzo con Miss Keta
Luca-Metal: No! Miss Keta no! Non canta nemmeno… Parla male su una base musicale!
Luca: Allora dimmi cosa voglio sapere
Luca-Metal: La tua creatività è stata presa… da lui…
Luca: Lui chi?
Luca-Metal: Il… Tuo gemello…Malvagio…
Luca: Jean Luc!
Elettra Lamborghini: Non suCCeDerà più
Luca: Devo andare.
Al covo di Jean Luc
Luca: Ridammi la mia creatività!
Jean Luc: Oh, Bonsoir, mon frère. Come và? Perchè sei vestito così?
Luca: Storia lunga…
Jean Luc: Beh, almeno una sceretta…
Luca: Che stai facendo?
Jean Luc: Una cosa très mauvais, mon amì. Sto guardando Dumbò
Luca: Non è molto malvagia come cosa…
Jean Luc: bevendo una Pina Colada
Luca: Brutto pezzo di merda…
Jean Luc: Ma Pourquoi es-tu ici?
Luca: Per la mia creatività! La rivoglio, cavolo di mia brutta copia francese vestita da Mandrake
Jean Luc: Io non sono franscese…Sono Belgà!
Luca: Oh,scusa… Perchè dovrei avere un gemello belga?
Jean Luc: Perchè dovresti avere un gemello francese?
Luca: Sbaglio od hai appena perso l’accento…?
Jean Luc: Oh, no no no! Ho sempre mio ascentò! Tu vois?
Luca: Comunque rivoglio la mia creatività!
Jean Luc: Tu non hai ancora capito, mon amì…
Luca: Cosa?
Jean Luc: La tua creatività non è mai andata via…
Luca: Non capisco… Allora perché non ho più idee?
Jean Luc: Perchè non hai un metodo di lavoro efficace e ti fai travolgere dagli eventi invece di reagire come tutti gli altri. Dovresti lavorare su questo e ritornare a scrivere, non avendo paura dei giudizi altrui, ma accogliendo le critiche costruttive e imparando da esse.
Luca: Hai perso di nuovo l’accento
Jean Luc: Non distrarti! Se hai un blog e ti piace così tanto scrivere dovresti darti un metodo di lavoro e non stare mesi senza farti sentire, soprattutto se hai fatto una promessa. Devi rispolverare anche la rubrica di Warhammer…
Luca: Giusto… Ma se sei il mio gemello malvagio, perché mi stai aiutando?
Jean Luc: Mai pensato di essere tu il gemello malvagio?
Luca: Non sono io quello vestito da Mandrake
Jean Luc: Va bene, ora però vai e ricordati che ci sono delle persone a cui piace leggere quello che scrivi.
Luca: Va bene… Meglio che vada
Jean Luc: Bravo… Ma hai tolto “ Non succederà più” da Monte Metallo?
Luca: Oh merda…
Fuori dalla mente di Luca
Covidius: Quindi hai… Perso tempo?
Luca: No, dai, è stato un viaggio interiore…
Covidius: Per sentirti dire quello che ti ripeto da settimane!
Luca: Ma dovevo arrivarci da solo…
Covidius: Oh, per Nonno Nurgle. Ora ti scusi con i tuoi lettori?
Luca: Sì sì, ora lo faccio… Aspetta perché non parli più in caps?
Covidius: Perchè prima non avevi voglia di scrivere i nomi e dovevi usare altri caratteri e font per distinguerci
Luca: Giusto… Dovrei mettere un siparietto con un personaggio che parla in caps, giusto per scaramanzia…
Nella mente di Luca
Luca: Beh, il nuovo Bat-Shuttle funziona a meraviglia
Lucalfred: Sì, signore. E questa volta ha anche un costume da Batman,anche se non proprio quello che desiderava lei…
Luca: Mmmmmhhh
Lucalfred: Allora, signore, come abbiamo detto prima, lei ora sta raggiungendo il Tardis di Doctor Lu per cercare di arginare la sua voglia di procrastinare nel tempo le cose, ma si ricordi che il soggetto in questione è fuso ad un altro personaggio di un film incentrato sul viaggio nel tempo.
Luca: Doc di “ Ritorno al Futuro”?
Lucalfred: No, signore, quell’altro film sui viaggi nel tempo…
Luca: Ehm, “A spasso nel tempo” con Boldi e De Sic…?”
Lucalfred: Noooo, signore, quell’ALTRO film sui viaggi nel tempo…
Luca: Ah
Sul Tardis di Doctor Lu
Luca: Doctor Lu, perché indossi quello stupido costume da coniglio?
Doctor Lu: PERCHE’ INDOSSI QUELLO STUPIDO COSTUME CON I CAPEZZOLI DI GOMMA?
Se siete arrivati fino a qui, vi ringrazio di aver letto tutto e di darmi il vostro sostegno ad ogni articolo. Spero che questo in particolare vi abbia divertito e vi prometto che il blog tornerà a pieno regime prima che riusciate a dire: “Tre tigr… Tre trig…” Insomma, quello!
Racconti brevi: “La Giungla dei Draghi”
L’ aria della giungla era carica delle urla delle scimmie e del cantare degli uccelli variopinti, mentre la vegetazione avvolgeva i cacciatori con le sue verdi membra. Camminavano da giorni, armati di archi, giavellotti e coraggio, per trovare nuove aree dove cacciare la selvaggina e i grandi bufali d’acqua che si erano spostati verso i territori di altre tribù. Il loro sciamano, un rachitico essere di nome Hun’Ga, aveva indicato loro di dirigersi oltre il passo dei Denti,ad Est, al Mare di Nebbia e da lì continuare per giorni, fino a trovare i segni dei grandi erbivori. Ku’than, il capo della spedizione, un uomo alto e possente dalla pelle abbronzata e dai lunghi capelli neri, odiava il piccolo sciamano e la sua debolezza. Lui era un guerriero ed un cacciatore e non credeva alla magia ed ai presagi. Non era stata la magia a fargli decapitare il più potente guerriero dei Serpenti Azzurri con la sua accetta di bronzo che, in quel momento, riposava, dondolandosi appesa alla sua cintura come un pipistrello. Non si era guadagnato il titolo di Capo cacciatore con i presagi, ma uccidendo il giaguaro nero che dimorava nell’ Acquitrino Sacro a Nord e che aveva divorato molte delle loro capre . Lui ed i suoi compagni avevano superato tutte le prove per diventare adulti agli occhi degli altri membri dei Giaguari Sanguinari , questo era il nome della tribù, e invece il gracile Hun’Ga aveva dovuto solo respirare del fumo e comunicare con gli spiriti per essere acclamato sciamano. Ku’than era ancora immerso nei suoi pensieri quando l’agile Teh’ka lo prese per un braccio. “Vedo qualcosa laggiù” disse il veloce arciere e immediatamente il Capo Cacciatore fece segno ai suoi compagni di abbassarsi in mezzo all’erba alta. Tra due alberi a poca distanza da loro vi era un alto cervo dalla corporatura snella e le corna che s’innalzavano verso il cielo, così intento a brucare l’erba da non accorgersi della loro presenza. Ku’than indicò ai suoi di stare fermi ed incoccò l’arco silenziosamente. Sentiva la sua accetta fremere al suo fianco, assetata del sangue dell’animale,ma lui voleva abbatterlo con un solo colpo pulito e preciso. Puntò l’arma e trattenne il respiro. Anche gli altri cacciatori erano pronti a colpire,ma lui doveva essere il primo e avrebbe avuto le parti migliori della preda. Il Capo Cacciatore espirò, mentre scoccava la freccia che fischiò nell’aria calda e umida della giungla per un attimo che sembrò eterno, per poi conficcarsi nel corpo del cervo, uccidendolo all’istante. Urla eccitate esplosero dal piccolo gruppo di cacciatori che, però, attesero che fosse Ku’Than il primo ad muoversi. L’uomo muscoloso si avvicinò solennemente alla preda, si assicurò che fosse morta ed, estratto il coltello, iniziò ad occuparsi del corpo con fare metodico. “Prendete più carne possibile. Questo cervo ci sfamerà per i prossimi giorni. Non sappiamo quando torneremo a casa” Il Capo Cacciatore era sempre stato molto asciutto nel dare ordini e non gioiva quasi mai, nemmeno quando la caccia era prodigiosa. Prese i tagli migliori, li mise nella propria sacca e lasciò la carcassa alle cure dei suoi compagni, mentre rifletteva su quanto aveva detto. A volte si chiedeva se avesse fatto bene a portare così tanti cacciatori, dieci compreso lui , in una zona sconosciuta e lontana dal villaggio, ma era il minimo per catturare i bufali e trasportare la maggior quantità possibile di carne. Certo, le riserve di cereali non scarseggiavano, ma Ku’than non voleva dipendere dai contadini con i vestiti di lino e dai i pescatori con le nasse fluviali. Una piccola guerra tra caste si stava muovendo nella sua tribù senza che nessuno se ne fosse accorto, ma doveva portare alla vittoria dei cacciatori. Già gli allevatori erano un problema da quel punto di vista, ma almeno dovevano chiedere la loro protezione quando i lupi delle montagne, i giaguari della giungla od i leopardi ed i leoni delle Savane del Nord aggredivano le greggi. I contadini facevano sbocciare il cibo dalla terra ed i pescatori erano loro rivali da quando gli uomini avevano memoria. Doveva dimostrare che i cacciatori erano essenziali per la tribù. Si passò una mano sporca di sangue sui pantaloni in pelle mentre era distratto e subito imprecò. Il sangue era difficile da togliere dai vestiti e lui non poteva sempre portarne l’odore o non avrebbe più potuto cacciare. Gli animali non erano sempre facili da uccidere come il cervo di poco prima e avere l’odore di morte addosso avrebbe solo fatto fuggire le prede ed attirato i predatori. Quel giorno avevano incrociato un ruscello che scorreva verso la loro destra e con un po’ di fortuna avrebbe potuto trovarlo andando in quella direzione. L’uomo si girò verso i due compagni più vicini ed urlò: “Danu, Ke’hetu, io mi allontano un attimo. Fate attenzione” I due, un uomo un po’ robusto e pelato che si appoggiava ad una corta lancia da caccia ed un individuo dal fisico nervoso e dai corti capelli castani che portava con sè dei giavellotti, fecero un cenno del capo per far intendere di aver capito e poi tornarono a parlare tra loro. Passarono pochi minuti e Ku’than arrivò al corso d’acqua che stava cercando, un dolce rivo che attraversava la vasta giungla, fino a gettarsi chissà dove, forse in una vasta palude od un impetuoso fiume. Il Capo Cacciatore appoggiò la sacca a terra e cercò di togliere la macchia di sangue. Non si preoccupava di pulire anche la sacca in pelle di bufalo che portava la carne, dato che l’avrebbe tenuta con sé solo durante la marcia, mentre nelle battute di caccia vere e proprie sarebbe rimasta nell’accampamento improvvisato. Accampamento che avrebbe dovuto scegliere in fretta dove disporre per permettere poi ad ognuno di costruire il proprio rifugio con rami e larghe foglie. La notte spesso pioveva ed era meglio tenere lontani serpenti ed altri animali velenosi dai propri corpi. Vicino a quel ruscello, magari in uno spiazzo leggermente rialzato, sarebbe stato l’ideale, almeno secondo Ku’than, ma non vedeva un punto adatto da dove si trovava. Decise di concentrarsi sul togliere la macchia di sangue e che poi avrebbe esplorato un po’ la zona per trovare il luogo adatto. Era così concentrato che quasi non si accorse che gli animali intorno a lui era diventati silenziosi, ma, a dire il vero, non ebbe nemmeno il tempo di farci troppo caso. Improvvisamente le urla di Gunen, uno dei cacciatori, riempirono le sue orecchie e Ku’than ebbe giusto il tempo di girarsi per vedere il compagno uscire dalla boscaglia con gli occhi spalancati ed il terrore dipinto sul volto. Il cacciatore correva e continuava ad urlare una parola, ma a Ku’than sembrava strano che ripetesse istericamente: “Drago! Drago!”come se ne andasse della vita di entrambi. Il Capo Cacciatore fece due passi incerti verso il compagno, ma si fermò quando sentì lo schiocco secco delle fauci di una creatura e vide il biondo Gunen sparire in un fiotto di sangue. Al suo posto, sollevata diversi metri da terra, vi era una massa di carne sanguinolenta prostrata tra le zanne di un essere mostruoso, più alto di una capanna. Il corpo ricordava quello degli orsi delle foreste, ma era più muscoloso,ricoperto di squame e terminava in una lunga coda sottile. Le enormi zampe erano dotate di lunghi artigli, mentre una piccola gobba sorgeva tra le scapole,rendendo la creatura ancora più deforme. La cosa più inquietante, però, era la massiccia testa, identica a quella di un coccodrillo, con grandi occhi neri che si erano posati con espressione feroce sulla figura di Ku’than. Il Capo Cacciatore era rimasto sconvolto e non riusciva nemmeno a pensare, mentre la creatura sollevava la testa per far scivolare facilmente il corpo martiorato di Gunen nella sua gola. Ku’than fuggì. Non riusciva nemmeno lui a capire come, ma passò incolume di fianco al gigantesco essere e si ritrovò a correre in direzione di dove aveva lasciato i suoi compagni. Arrivò velocemente e trovò solo cadaveri massacrati e interiora sparse. I corpi di Teh’ka, Danu, Ke’hetu, Ruhl, Sub’dar, Ba’gha, Nuhu o, almeno, quello che ne rimaneva, erano sparsi per la radura e il Capo Cacciatore non riusciva a vedere i resti di Lo’hi. L’ uomo era troppo inorridito e disperato per poter avere una qualsiasi reazione che non fosse fissare sconvolto la scena. I suoi compagni erano morti e non avrebbe nemmeno potuto riportare i corpi a casa. Un conato di vomito eruppe dalla sua bocca e lo costrinse ad abbassarsi. Maledì Hun’Ga per averlo spedito in quel territorio ed iniziò ad urlare e piangere. Poi un basso e prolungato ringhio lo fece voltare. La bestia lo aveva seguito lentamente e ora lo stava fissando dalle fronde degli alberi con quello sguardo folle e feroce che emergeva dagli occhi neri e privi di anima. Il cacciatore fuggì di nuovo, superò i cadaveri e corse nella giungla, inseguito dalla creatura. Il terreno degradava sempre di più e la giungla si stava diradando, ma questo non importava a Ku’Than, la cui mente era ormai piena solo di paura e disperazione. Uscì dalla vegetazione più fitta e si ritrovò in un grande spiazzo erboso con al centro un lago animato da un fiumiciattolo. Ma quello che vide lo atterrì ancora di più. Su alcune rocce vicino al lago , delle creature, grandi quanto il mostro che lo stava inseguendo, stavano prendendo il sole,tirarono su contemporaneamente i grossi musi squadrati, dotato ognuno di un piccolo corno sul naso e fissarono il nuovo arrivato. Sembravano delle gigantesche iguane mostruose, con gli occhi simili a quelli dei serpenti e colli rugosi con prominenti pappagorge. Iniziarono a strisciare lentamente verso l’uomo, forse più incuriosite che affamate. Ku’than si voltò alla sua sinistra e vide avvicinarsi un essere strisciante con un corpo mastodontico a barile, zampe simili a quelle degli ippopotami, una coda possente ed un lungo collo serpentino che terminava con una testa piccola ed affusolata. Teneva la bocca spalancata con i denti aguzzi ben evidenziati e, nonostante la mole, si stava avvicinando a gran velocità con la pancia che strisciava lungo il terreno. Il rumore dei passi del mostro dalla testa di coccodrillo era diventato più intenso e vicino. Il cacciatore dei Giaguari Sanguinari fece l’unica cosa possibile ed iniziò a correre verso il lago, nonostante vedesse altre figure dal collo serpentino che sguazzavano nelle acque scure. Corse con tutte le forze che gli rimanevano e superò un altro essere simile ad un’iguana, ma con due file di creste ossee che correvano lungo l’alta schiena fino a terminare con quattro lunghi spuntoni ossei in fondo alla coda, che stava brucando l’erba con sguardo bovino. Un boato ed una cacofonia di ruggiti e sibili fecero voltare Ku’than, mostrandogli i quattro rettili che lo avevano puntato azzuffarsi in una lotta terribile e sanguinosa, piena di morsi e artigliate. Corse ancora più volcemente, superando sia una mastodontica tartaruga terrestre con due corna che spuntavano dalla testa e una specie di coccodrillo gigante che stava prendendo il sole. Arrivato alla riva deviò verso destra, l’unico punto dove non gli sembrava di scorgere altri esseri simili. Si ricredette quando incrociò due rettili bipedi,scuri e alti quanto un orso che si stavano contendendo i resti di una preda Era allo stremo delle forze e continuava a sentire sibili, schiocchi e ruggiti dietro di lui. Si inoltrò nella boscaglia e si fermò un attimo. Non lo stava seguendo nessuno. Guardò in lontananza e vide che le creature si stavano ancora dilaniando a vicenda. Cercò di respirare a pieni polmoni ed a quel punto l’odore di carne putrefatta gli riempì le narici. Si girò lentamente e vide a poca distanza la carcassa di una di quelle creature parzialmente divorata. Stava per rimettersi a correre verso il lago, ma non riuscì a scattare in tempo e qualcosa lo lanciò verso un albero. Un dolore lancinante alla schiena lo bloccò a terra e lo fece gridare così forte da rendere flebili perfino i rumori della lotta tra i grandi rettili. Ku’than alzò lo sguardo, mentre il sangue caldo gli scendeva dal naso e gli riempiva il viso e la bocca. A quel punto lo vide. Il rettile era bipede e con la schiena arcuata, il corpo massiccio e squamoso, dotato di una lunga coda, zampe posteriori possenti e corti arti superiori. La testa era grande e mostruosa, un orrore dalle zanne lunghe come coltelli e occhi scuri, privi di emozioni che si erano posati sul cacciatore. Ku’than non riusciva più ad alzarsi od a muovere le gambe, nonostante ci provasse. Terrore e disperazione erano sempre più accentuati nel suo sguardo, mentre con voce stridula e piagnucolante tentava di chiedere una pietà che non sarebbe mai arrivata “ Ti prego! No! No! No! No! Per gli dèi, non lo fare! Non…” Poi le fauci della bestia si serrarono su di lui con uno schiocco secco.
Hun’Ga stava fissando il fuoco al centro della capanna, mentre era avvolto in una larga pelliccia di roditore. Le sue gambe deboli e le braccia magre erano ben nascoste, quasi si vergognasse della debolezza fisica che lo accompagnava fin dalla nascita. Il suo sguardo acuto, però, doveva far capire che non era diventato lo sciamano per pietà o perché non in grado di fare altro. Aveva affrontato stregoni, bestie oniriche e demoni nel piano dello Spirito, dove egli dominava come un predatore della foresta, uccidendo qualsiasi minaccia sovrannaturale potesse toccare i Giaguari Sanguinari.Era così immerso nei suoi pensieri che quasi non si accorse dell’uomo di mezza età che stava entrando nella sua capanna con indosso un lungo mantello di lino. I due si salutarono con un cenno del capo e l’uomo si sedette davanti allo sciamano per chiedere con una leggera apprensione: “Li percepisci?”
Hun’Ga guardò La’ru, il capotribù, con uno sguardo indecifrabile e poi scosse lentamente la testa. “I Draghi hanno fatto il loro dovere” rispose lentamente. Lo sguardo di La’ru divenne più malinconico e poi annuì con la testa:“Dovevamo farlo, Hun’Ga. Non avevamo altra scelta… Ku’than mi avrebbe ucciso e avrebbe cercato di far diventare i cacciatori la casta dominante, anche con la forza. La nostra tribù ne sarebbe uscita distrutta.” Lo sguardo dello sciamano divenne meno enigmatico e più rancoroso. La sua voce, di solito calma, divenne improvvisamente rabbiosa: “Pensi che mi interessasse qualcosa di Ku’than? A me dispiace per gli altri. Ognuno di loro era un prode guerriero ed un fratello spirituale. Dovevi far uccidere Ku’than nel suo letto da uno dei tuoi e non mandare a morire tutti quei cacciatori. Solo lui era scomodo”
“Hai ragione, ma se lui fosse morto qui i suoi uomini più fedeli avrebbero cercato vendetta. Anche loro dovevano morire.”
“A che prezzo, La’ru? Certo, da domani Bedi sarà il nuovo Capo Cacciatore e quindi non avremo più problemi. Poi con la morte di Ku’than puoi permettere di fondere la nostra tribù con i Serpenti Azzurri, facendo sposare tua figlia con il primogenito del loro capotribù. Ma a questo punto non…”
Il capotribù si alzò di scatto, spazientito: “Ho fatto tutto quello che dovevo per salvare il nostro villaggio e creare prosperità nella vallata. Quando creeremo la tribù dei Giaguari Azzurri, vedrai che la situazione migliorerà ulteriormente e…”
“Non dire a me cosa succederà, vecchio stupido. Lo so meglio di te e ricordati che tutto quello che ho fatto in questi anni mi è stato ordinato da qualcuno ancora più importante di noi per questa tribù.” La’ru, per un secondo intravide una strana sagoma dagli occhi luminosi. Un giaguaro dalla pelliccia rosso sangue che lo stava fissando con le orecchie abbassate e le zanne in mostra, pronte a colpire. L’ uomo si accasciò al suolo, terrorizzato da quella visione, sebbene fosse comparsa solo per pochi secondi. Nella capanna scese un silenzio interrotto solo dal crepitio del fuoco, mentre i due uomini si fissarono, uno pieno di rabbia e l’altro di terrore. La’ru si alzò di scatto e si avviò verso l’uscita, ma si fermò sulla soglia e si girò lentamente verso lo sciamano. Con voce tremante disse: “Mi dispiace averti chiesto tutto questo, ma ti assicuro che andava fatto.” “Lo so” rispose asciutto l’altro. Il capotribù prese un po’ di coraggio e poi chiese: “Come sapevi che non sarebbero sopravvissuti andando verso la Giungla dei Draghi? Insomma, avrebbero anche potuto trovare prima i bufali o magari passare inosservati tra quelle bestie.”
Hun’Ga alzò i suoi occhi grigi verso il capotribù e, tranquillamente, rispose: “Diciamo che difficilmente qualcuno scappa da lì. E’ stata fortuna” La’ru fece un sorriso freddo e augurò un felice riposo allo sciamano che ricambiò il saluto e poi tornò a fissare pensoso il falò. I suoi incantesimi per far allontanare i bufali verso i territori delle altre tribù con illusioni e miraggi a forma di predatori e mostri aveva funzionato. Ku’than si era rivolto a lui a malincuore, ma alla fine si era fidato delle parole dello sciamano. Hun’Ga si continuava a chiedere se non avesse potuto fermare il cacciatore in altro modo, ma ormai era una questione superflua.Anche i bambini sapevano che non si doveva andare oltre il Mare di Nebbia a causa dei mostri che abitavano quelle terre e i cacciatori che avevano seguito il loro capo fino alla Giungla dei Draghi sapevano che avrebbero potuto anche non tornare, così come era stato. Lo sciamano iniziò a ricordare i loro volti uno ad uno e immaginò che fossero con i loro antenati nel Piano dello Spirito, trasformati in giaguari. Tutti tranne Ku’than che aveva ucciso il giaguaro nero nell’Acquitrino Sacro, sebbene gli fosse stato vietato da tutti, perfino dagli allevatori che avevano perso parte delle loro capre, e per questo motivo avrebbe vagato nelle lande spirituali sotto forma di un cervo. Un cervo molto simile a quello che Hun’Ga aveva controllato mentalmente affinché si facesse abbattere dai cacciatori, attirando così il Drago dal muso di coccodrillo che camminava a poca distanza. Lo sciamano avrebbe chiesto soprattutto il perdono di quell’animale. Chiuse gli occhi e iniziò a respirare i vapori del falò, mentre, a miglia di distanza, il ruggito euforico di un giaguaro dalla pelliccia rosso sangue si univa a quello degli antichi draghi.
La quarantena fa male?
“STOLTO MORTALE, ORDUNQUE SONO GIUNTO QUI PER…”
“Shhhh!”
“SHHHHHH? A ME???”
“Esatto, sto facendo una cosa importante”
“MA STAI GUARDANDO ‘WINNIE THE POOH E GLI EFELANTI’”
“Sì, mi aiuta a ragionare”
“MA FA SCHIFO”
“Ma poi immagino che finisca come ne ‘Il Cavaliere Oscuro’ e migliora tutto”
“NON PUOI MIGLIORARE TUTTO METTENDO A CASO IL FINALE DE ‘IL CAVALIERE OSCURO’”
“Guarda che funziona!”
“TU NON STAI BENE,LO SAI?”
“Senti, dimmi perché sei qui e perché parli in caps, così la finiamo subito.”
“PERCHE’ DEVO AFFRONTARE QUESTA QUARANTENA CON TE E PERCHE’ SEI TROPPO PIGRO PER SCRIVERE I NOMI DEI PERSONAGGI NEI DIALOGHI, QUINDI USI FORMATI DIVERSI PER OGNUNO DI NOI”
“Perchè devo passare la quarantena con un demone della pestilenza? Va bene che non sei la cosa più strana che è venuta a trovarmi, però…E comunque non è vero che sono pigro…”
“VISTO IL PERIODO SEMBRAVA APPROPRIATO E COMUNQUE E’ VERO CHE SEI PIGRO”
“No, hai la voce in caps solo perché sei grosso e cupo”
“VEDIAMO AL PROSSIMO PERSONAGGIO CHE INTRODURRAI”
“Ordunque, le crostatine sono quasi pronte e tra poco metterò in forno le meringhe”
“Grazie, professore, è molto gentile”
“…”
“Che hai?”
“ A PARTE CHE HO RAGIONE IO… COSA CI FA ALESSANDRO BARBERO VESTITO DA CARLO MAGNO E CON UN GREMBIULE ROSA CHE PREPARA DOLCI NELLA TUA CUCINA?”
“Ah,boh, a volte passa e lo fa. Dice che lo aiuta a distrarsi”
“NON TI SEMBRA STRANO?”
“Molto, all’inizio pensavo di essere diventato pazzo, ma quei dolci sono particolarmente reali”
“MA DORME QUI?”
“No”
“MA COME FA A VENIRE QUI SENZA ESSERE FERMATO DALLE FORZE DELL’ORDINE?”
“Usa una macchina leonardiana posteggiata in terrazzo che viene alimentata da due bombole piene di un propellente estratto dal sudore del petto di Alberto Angela che viene raccolto da degli studenti di Lettere Antiche”
“STAI SCHERZANDO?”
“Chiedi pure a Carlo Magno se non mi credi…”
“MA NESSUNO PROVA A FERMARLO MENTRE E’ IN VOLO?”
“Non serve l’autocertificazione quando hai una copia della Magna Charta Libertatum con te”
“Visto?”
“IO NON…”
“A proposito, come ti chiami?”
“COVIDIUS”
“Che fantasia… Chi è l’idiota che ti ha dato questo nome?”
“LO STESSO IDIOTA CHE STA SCRIVENDO SU QUESTO BLOG”
“…Fanculo”
“SENTI, IO AVREI PREFERITO STARMENE A CASA MIA BELLO COMODO OD A CASA DEL VOSTRO PREMIER E INVECE MI RITROVO NELL’ARTICOLO DI UN BLOG CHE SEMBRA SCIMMIOTTARE MALE ‘NON E’ SUCCESSO NIENTE’”
“…”
“CHE HAI?”
“Quel blog mi tocca l’anima ogni volta”
“GIA’… ANCHE A ME…VUOI UN ABBRACCIO?”
“No, col cavolo… Mi vuoi attaccare qualcosa!”
“OPS, MI HAI BECCATO… E’ NELLA MIA NATURA, COME LA FIABA DELLO SCORPIONE E DELLA RANA”
“Vuoi uccidermi con una malattia od a colpi di frasi da Buongiornissimo? Vuoi anche raccontarmi la storia che dentro di noi ci sono due lupi?”
“SPIRITOSO! SEI COSI’ SIMPATICO ANCHE NELLA VITA REALE O E’ TUTTA SCENA?”
“Fottiti”
“MI SPIEGHI TUTTO QUESTO ASTIO?”
“A parte che sei piacevole come la voce della Littizzetto che parte a caso mentre sto ascoltando Spotify…Non posso uscire di casa”
“MA TU ODI USCIRE DI CASA. LO SANNO TUTTI CHE TI COSTA UN CASINO SOCIALIZZARE CON ALTRE PERSONE”
“Sì”
“IL TUO MODELLO DI CASA IDEALE E’ LA BAITA DEL NONNO DI HEIDI, MA CON UN FOSSATO PIENO DI COCCODRILLI INTORNO”
“Già”
“E ALLORA QUESTO PER TE DOVREBBE ESSERE IL PARADISO!”
“No! Il fatto che io sia asociale non vuol dire che mi piaccia sempre stare in posizione fetale sul letto mangiando schifezze. A volte anche io vorrei uscire, a volte ho voglia di vedere le persone a cui voglio bene, anche se mi prosciuga dover parlare con altri esseri umani. E, soprattutto, mi picchia in culo che un coso piccolissimo possa decidere della mia vita sociale senza chiedere”
“CERTO, RADAGAST, SE FAI IL BRAVO TI PORTERO’ IN MEZZO AL BOSCHETTO A PARLARE CON I RICCI, MA PRIMA DEVI ASPETTARE CHE PASSI QUESTA QUARANTENA! FINO AD ALLORA DOVRAI STARE CHIUSO QUI ED USCIRE AL MASSIMO PER FARE LA SPESA! NE VALE LA VITA DI UN SACCO DI PERSONE CHE NON HANNO LA FORTUNA DI AVERE UN SISTEMA IMMUNITARIO ABBASTANZA FORTE DA RESISTERE AL VIRUS. QUINDI BASTA CAPRICCI E RESTA SEDUTO A GUARDARE UN FILM D’ANIMAZIONE SU UN ORSO CON PROBLEMI DI DIABETE, MENTRE GUSTI DEI DOLCETTI PREPARATI DA UN PROFESSORE UNIVERSITARIO CON UN EVIDENTE CROLLO EMOTIVO IN CORSO! ”
“Ok…”
“VEDRAI CHE PASSERA’ IN FRETTA”
“Ok”
“SU SU, BASTA FARE COSI’…VUOI GIOCARE A TOTAL WAR?”
“No. Voglio finire di guardare il film”
“BENE. STAI MEGLIO?”
“Sì…”
“MI VUOI BENE?”
“No”
“VABBE’…NOTAVO UNA COSA,QUI NESSUNO STA CANTANDO O SUONANDO DAL PALAZZO DI FRONTE. COME MAI? ”
“Ah, sai, non sono i tipi…”
“PERCHE’ SUL TUO TERRAZZO C’E’ UNA CATAPULTA CHE PUNTA PROPRIO VERSO IL PALAZZO DI FRONTE E DEI MASSI CON SU SCRITTO SOPRA ‘NON ROMPETE CON LA VOSTRE MUSICA DI MERDA’?”
“Ehm… Guarda c’è il finale del film”
Il Bosco dei Cento Acri
Tappo: E allora perché sono io l’unico a cui è stata tolta ogni cosa?
Pooh: TI SBAGLI
Tappo: Tigro ha scelto me
Pooh: PERCHE’ TU ERI IL MIGLIORE DI NOI! VOLEVA DIMOSTRARE CHE PERSINO UN CONIGLIO COSI’ INTEGRO COME TE POTEVA CADERE
Tappo: E aveva ragione
Pooh: SEI TU QUELLO CHE HA LA PISTOLA IN MANO. QUINDI PUNTALA CONTRO LE PERSONE CHE SONO RESPONSABILI.
Tappo: Mi sembra giusto. Tu sei il primo.( lancia la moneta e spara a Pooh) Tocca a me.( lancia di nuovo la moneta e poi punta la pistola verso Ro)
Pimpi: Tappo, hai ragione. La distruzione della tua carota è stata colpa mia. M-ma p-per favore, non punire mio figlio. Ti prego, punisci me.
Tappo: Sto per farlo. Dì a tuo figlio che andrà tutto bene. Menti… Come ho fatto io
Pimpi: Andrà tutto bene, Ro (Tappo sta per sparare, ma Pooh si getta su di lui, facendolo precipitare nel vuoto. Solleva Ro, ma cade vicino al corpo di Tappo)
Pimpi: Grazie
Pooh: NON DEVI RINGRAZIARMI
Pimpi: Sì, invece. Tigro ha vinto. Il processo di Tappo, tutto quello per cui si è battuto… E’ distrutto. Qualunque possibilità di mettere a posto i Cento Acri muore con la reputazione di Tappo. Avevamo puntato tutto su di lui. Tigro ha preso il migliore di noi e l’ha fatto a pezzi. La gente perderà la speranza.
Pooh: NON LA PERDERA’. NESSUNO DEVE SAPERE COSA HA FATTO.
Pimpi: Cinque efelanti morti. Due dei quali poliziotti.Non si può cancellare tutto
Pooh:NO, NO. PERCHE’ TIGRO NON PUO’ VINCERE. IL BOSCO DEI CENTO ACRI HA BISOGNO DEL SUO VERO EROE
Pimpi: No
Pooh: O MUORI DA EROE O VIVI TANTO A LUNGO DA DIVENTARE IL CATTIVO. IO POSSO FARE QUESTE COSE, PERCHE’ NON SONO UN EROE. NON COME TAPPO. HO UCCISO IO QUEGLI EFELANTI. QUESTO POSSO ESSERE
Pimpi: No, no,no, non puoi, non sei così…
Pooh: IO SONO QUELLO DI CUI IL BOSCO DEI CENTO ACRI HA BISOGNO. DILLO A TUTTI
Pimpi: Ti daranno la caccia.
Pooh: TU MI DARAI LA CACCIA. MI SGUINZAGLIERAI DIETRO GLI HI HO. PERCHE’ E’ QUELLO CHE DEVE SUCCEDERE. PERCHE’ A VOLTE, LA VERITA’ NON BASTA. A VOLTE LA GENTE MERITA DI PIU’, COME DEL DOLCE MIELE CHE ESCE DAL BARATTOLO E…
Pimpi: Pooh, muoviti!
Pooh: OH CAVOLO, HAI RAGIONE!
Ro: Pooh! Pooh! Perchè scappa?
Pimpi: Perchè dobbiamo dargli la caccia
Ro: Ma non ha fatto niente…
Pimpi: Perché Pooh è l’eroe che il Bosco dei Cento Acri merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe. È un guardiano silenzioso che vigila sul Bosco dei Cento Acri. Un Pooh bello!
Eroi del Fantasy
Attenzione: Questo post è soggettivo e non vuole dare un giudizio oggettivo… Non prendetelo seriamente
DLIN-DLON
Una piccolo sportello si aprì, lasciando vedere solo due occhi azzurri ed enigmatici che si posarono sul giovane ritto davanti alla soglia. La porta si spalancò lentamente, mostrando un’alta figura che fece segno al ragazzo di entrare. Dopo pochi passi i due si ritrovarono in una grande stanza ad anfiteatro, sui cui spalti erano seduti diversi uomini e donne di tutte le razze. Un vecchio vestito di grigio, colui che ha accolto il ragazzo, gli porse con grazia una sedia e con un sorriso cortese gli indicò di sedersi. Una voce tonante si alzò dagli spalti con un’ esclamazione
Conan: “Ordunque, perché siamo stati radunati qui, nobile Gandalf?”
Gandalf: “Poderoso Conan, siamo stati riuniti su richiesta del nostro ospite di questa sera, Eragon, per decidere se può stare con noi o tornarsene tra i personaggi dei libri d’infanzia dell’autore di questo blog o in quelli fant…”
Conan: “Ancora?”
Gandalf: “Già, ancora… Questa volta con quale pretesto sei venuto a smantellarci i maroni, piccolo mortale?”
Eragon: “Io ho tutto il diritto di venire a vivere qui!”
Gandalf: “E questo lo hai già detto le 1498 volte precedenti… Ora, perché secondo te dovremmo aver cambiato idea?”
Eragon: “Avete accettato Geralt, potete prendere anche me”
Geralt: “Hmmm”
Aragorn: “Ehm… Geralt è un eroe…”
Eragon: “Lo sono anche io!”
Aragorn: “Di un mondo grande quanto la provincia di Como e che è la brutta copia de La Terra di Mezzo”
Eragon: “Ma lui ammazza i mostri per soldi, io invece sono il Cavaliere dei Draghi e uccido…”
Gandalf: “…Soprattutto umani. Sai che sforzo… Comunque Geralt non è un banale mercenario, ma un Witcher e uccide i mostri non senzienti. Lo fa in cambio di denaro,è vero, ma questo non lo rende meno di nobile di noi…”
Ranuncolo: “E poi è il protagonista della mia ballata più famosa… Toss a co…”
Conan: “No, ti prego, evita!”
Ranuncolo: “Va bene… Poi lui è il Lupo Bianco! Ditemi solo uno che abbia questo appellativo…”
Elric: “Ehm!”
Geralt: “Scusalo, Elric…”
Elric: “Tranquillo…”
Ranuncolo: “Ah giusto, messer Elric di Melnibonè, ma voi avete anche una spada nera e tutte le donne che vi hanno amato sono morte… Non penso che altri possano vant…”
Tùrin: “Ehm…”
Elric: “Scusalo, Tùrin…”
Geralt: “Ranuncolo…”
Ranuncolo: “Sì?”
Geralt: “Stai zitto per la prossima mezz’ora!”
Ranuncolo: “Uff…”
Eragon: “Ma andiamo! Prendete tutti a parte me! Avete pure Faramir!”
Faramir: “Io almeno mi faccio la ragazza a fine libro e sono il personaggio tolkieniano preferito dall’autore di questo blog”
Eowin: “Non esagerare, caro… Sei solo quello de ‘Il Signore degli Anelli’”
Faramir: “Scusa,tesoro…”
Eragon: “E avete pure un cane!”
Elrond: “Non azzardarti a prendertela con Huan, il cane di Valinor!”
Conan: “Il bel cagnone non si tocca!”
Elric: “La mia spada Tempestosa berrà la tua anima, sciocco ragazzo!”
Aragorn: “Messeri, placatevi! Il ragazzo ha esagerato, ma…”
Eragon: “Io comunque cavalco un drago, Aragorn è solo uno sfigato!”
Aragorn: “Senti, piccola merdina…”
Legolas: “No, Aragorn, non farlo!”
Gimli: “Abbassa Anduril”
Fingolfin: “Che è sto baccano??? Ero di là a riposarmi che ho un attacco di cervicale…”
Elrond: “Perdonaci… Eravamo in una riunione e…”
Fingolfin: “Io torno a riposare…Ahhhh… E’ come se avessi il peso di una collina sul collo…”
Elrond: “Avrei detto più il piede di Morgoth…”
Fingolfin: “Cosa?”
Elrond: “Cosa?”
Eragon: “Comunque nessuno di voi ha cavalcato un drago…”
Qualsiasi eroe di Dragonlance: “Io”
Daenerys: “Io. E ne ho tre”
Elric: “Io”
Ged: “Io ho conversato con uno di loro”
Bard: “Io… Non guardatemi così, su! Anche Tùrin ne ha ucciso uno…”
Ciuchino: “Beh…Io… Diciamo che il termine ‘cavalcare’…”
Elrond: “Va bene così, Ciuchino…Lascia perdere”
Eragon: “Io alla fine abbraccio la ragazza che mi piace”
Aragorn: “Io mi sposo”
Faramir: “Io pure”
Geralt: “Hmmm”
Conan: “Questa è troppo facile…”
Elric: “Non fatemi parlare…”
Qualsiasi personaggio del Trono di Spade: “Ehm…”
Eragon: “Ho una storia tragica…”
Tùrin: “Mettiti in fila, cucciolo…”
Eragon: “Il mio nemico finale è un mago…”
Harry Potter: “Già dato…”
Eowyn: “Anche con il re degli Stregoni…”
Eragon: “Posso essere la vostra quota nera…”
Elrond: “Non sei nero e per quello abbiamo già Drizzt”
Drizzt: “Ma io sono un drow… La quota nera non era Ged?”
Ged: “Io sono mulatto… Non nero…”
Eragon: “ Oh, ma insomma… Cosa posso fare per venire a stare qui con voi?”
Gandalf: “Nulla!”
Eragon: “Ma…”
Gandalf: “Sei uno splendido ragazzo, ma sei nato in un libro scopiazzato da altri 20 fantasy, la cui trama si svolge come la vecchia trilogia di Guerre Stellari. Non puoi stare qui… Se lo facessimo dovremmo invitare anche gli abitanti di Shannara e il signor Tumnus…”
Eragon: “Quelli di Shannara sono con me tra i libri d’infanzia, ma Tumnus…”
Gandalf: “Horror… Come altro vuoi vedere un fauno che invita i bambini a bere il tè nella sua tana e poi narcotizzarli?”
Eragon: “In effetti…”
Gandalf: “Ora torna con gli altri eroi che hanno accompagnato tanti ragazzi e adolescenti verso libri più maturi e gioisci dei momenti meravigliosi che hai vissuto e che vivrai con le nuove generazioni di lettori”
Eragon: “Grazie… Lo farò…”
Il giovane uscì dalla stanza e tornò verso la sua vecchia dimora, mentre uno strano sorriso, quasi sollevato, compariva sul suo volto
Elrond: “Bene, amici, è andato via… Chissà se i cattivi del fantasy hanno finito con l’antagonista di Eragon…Come si chiama?”
Legolas: “Asterix”
Gimli: “ No no… Era Obelix”
Gandalf: “Avrei detto Panoramix”
Aragorn: “No, aspettate… Era… Era…Galbatorix!”
Conan: “Non era una marca di formaggio?”
Nel covo dei malvagi del Fantasy
Galbatorix: “No… Argh! Ah! Che Maleee!”
Voldemort: “Certo che Malekith di Warhammer e Morgoth ci stanno andando pesante con Automatix…”
Sauron: “Non si chiama Idefix?”
Morathi: “No no… E’ Galbatorix”
Arthas: “Sembra la marca di un formaggio”
Voldemort: “Ma cosa ne vuoi che sappia un’esibizionista incestuosa come Morathi”
Morathi: “Ma che villani! Malekith, qui insultano la mamma”
Malekith: “Non ora, esibizionista incestuosa”
Morgoth: “Certo che qui si respira sempre un’aria distesa. Sauron, mi vuoi dare il cambio?”
Sauron: “Oh no, grazie, mio signore, come ho detto ieri sera a madama Morathi prima che si appartasse con Malekith… Da quando sono un occhio preferisco guardare”
Malekith: “Cosa?”
Sauron: “Cosa?”
Recensione di “Underwater”
Attenzione: questa recensione è piena di spoiler. Io vi ho avvisati,eh…
La trivella (ovviamente alimentata da un reattore nucleare, altrimenti non era abbastanza tosta) più grande al mondo si trova negli abissi marini per estrarre petrolio ed altre risorse, perché fanculo Greta. Un giorno, però, essa viene gravemente danneggiata da un terremoto e i pochi superstiti all’interno della struttura che la sorreggeva devono trovare un modo per fuggire… Così inizia “Underwater” un film che, però parla di qualcosa di mostruoso…No, non sto parlando del basso livello recitativo di Kristen Stewart, anche perchè a questo giro la vediamo con una nuova espressione, ovvero con gli occhiali! Comunque lei, Vincent Cassel, capitano della struttura, una ragazza asiatica, un ragazzo con la bandana, l’amico di Deadpool con un coniglio di peluche di e un uomo di colore sono il gruppo di sfigat… Intrepidi eroi che devono raggiungere una delle trivelle secondarie, e la struttura annessa, per attendere i soccorsi, visto che la base principale non ha più capsule di salvataggio disponibili e sta collassando lentamente. Succede, eh. Unico problema… Il loro obbiettivo si trova ad un chilometro di distanza e per raggiungerlo dovranno arrivare ad una struttura secondaria e da lì camminare nella Fossa delle Marianne al buio con delle tute speciali. Qui smettiamo di vedere la Stewart, che a questo giro sfoggia dei capelli rasati biondo Eminem nel 2000, in reggiseno e pantaloni del pigiama e indossare la tuta da sub-astronauta che, devo ammettere, è stata una delle poche cose che ho apprezzato del film. E qui abbiamo il primo morto. Il nero, giusto per non essere razzisti… Che muore a causa della rottura del vetro del casco e del cambio di pressione durante la loro prima uscita verso il montacarichi che li avrebbe dovuti portare a livello del fondale. A detta della protagonista, lui sapeva di avere il casco, uno dei pochi rimasti dopo la scossa che ha distrutto gran parte della base, difettoso, ma non aveva detto niente per proteggere gli altri. Ok, ma non vedo cosa serva esplodere in mille frattaglie davanti a tutti… Però contenti voi… I nostri eroi vanno avanti, ma durante un controllo in uno dei livelli inferiori, l’amico di Deadpool e il ragazzo con la bandana(che ha una relazione con la ragazza asiatica) trovano,all’interno di un cadavere, una specie di mini alien dei poveri, dotato di tentacoli. Durante la discesa del montacarichi, il gruppo vede una creatura più grande osservarli da un oblò, ma la base esplode ed i nostri intrepidi si trovano in mezzo alla caduta dei detriti. Arrivano ad un corridoio sicuro e per un po’ viaggiano a bordo di un carrello su rotaia, ma un tratto allagato li costringe a continuare a piedi fino ad una zona con il soffitto crollato,per cui si ritrovano ad immergersi e ad avanzare uno alla volta. E qui abbiamo il secondo morto. Il tizio di Deadpool che con le sue “gag” aveva anche sfracellato le palle. Qualcosa lo estrae dalla tuta, sbranandolo, ma, per fortuna, il coniglio di peluche è salvo. Piccola parentesi: durante la scena in cui i sopravvissuti indossano le tute, la Stewart dice all’altra ragazza di togliersi i pantaloni perché non ci sarebbero stati, in quanto queste erano troppo strette, con annesse alcune inquadrature di femminei culi e della pancia dell’amico di Deadpool, il quale,però, è riuscito a far stare un coniglio di peluche con tanto di marsupio… Io non capisco… Andiamo avanti. Il gruppo esce dal corridoio con il ragazzo con la bandana indebolito dal filtro per l’aria danneggiato. Durante la marcia, dopo una scena in cui cercano con la luce la creatura, la beccano e questa rapisce il tipo con la bandana. Arriva il terzo morto! Vincent Cassel recupera il ragazzo rapito, ma lui e la Stewart vengono catturati dall’essere e trascinati lontani dal fondale. Visto che l’eccessivo sbalzo di pressione rischia di ucciderli il nobile capitano sgancia la fune a cui era legata la nostra protagonista ed esplode… Ma non come il nero, cioè esplode davvero tipo una mini bomba sottomarina… Io non so cosa succeda davvero a qualcuno con un cambio di pressione così repentino, ma non credo sia possibile che sembri fatto di tritolo ed emani luce durante l’esplosione. Bella arriva in una mini base abbandonata ( esclusa da Cassel come punto di ristoro, nonostante fosse anche nel tragitto più breve per il loro obbiettivo) e qui sostituisce la tuta con un modello più vecchio, ma funzionante. Nel vecchio armadietto del capitano trova un foglio in cui si scopre che la figlia del suddetto, nominata spesso durante il film, era morta a 14 anni e vediamo anche una cartina del fondale con tanto di musichetta inquietante, ma Eminem in gonnella non indaga e ci lascia col dubbio. L’ ex marito della Bellucci sapeva qualcosa dei mostri?
E chi minchia lo sa! La Stewart, dopo aver fatto la doccia in reggiseno e mutande, raggiunge la ragazza asiatica, intenta a delirare per la mancanza di ossigeno ed a trascinare il ragazzo con la bandana lungo il fondale oceanico. Arrivano alla seconda trivella ed a pochi passi dall’ ingresso trovano centinaia di mostri addormentati… Passano lentamente ma, come nei migliori clichè di Hollywood, la tuta dell’altra ragazza fa sapere a tutto l’ Oceano Pacifico quanto poco ossigeno essa abbia, risvegliando le creature. Una ingoia la Stewart intera, ma la fanciulla gli fa esplodere un razzo di segnalazione dentro, salvandosi così la vita. Proprio quando le protagoniste stanno per essere sopraffatte, la copertura da cui penzolavano i mostri si solleva, dimostrando di essere così la punta di un tentacolo di un mostro gigantesco, semi umanoide nella parte superiore, come nelle creature più piccole, ma con tanti tentacoli sulla testa e sul muso, senza contare quelli che fungono da arti inferiori. Eminem, l’altra ragazza e il bell’ addormentato con la bandana entrano nella base, si tolgono le tute e vanno dalle capsule. Il ragazzo parte per primo con il peluche del coniglio e la sua ragazza per seconda,dopo un battibecco con la Stewart che le darà un pugno in faccia per farla partire, visto che la terza capsula necessita di alcune riparazioni. La nostra protagonista si ritrova davanti al mostro che sta danneggiando la base, così come, evidentemente, aveva fatto con l’altra, ma,vedendo che le creature più piccole stanno partendo per raggiungere i due fuggitivi, decide di far esplodere il nucleo della trivella, uccidendo tutti i mostri e permettendo così agli altri di scappare.
Ho sentito tanti affermare che questo film sia un omaggio ad Alien e, addirittura, che avesse richiami lovecraftiani. Non mi dilungherò su Alien, non ho le competenze per parlare di tutto quello che viene rappresentato nel primo film, ma ci terrei a dare una piccola precisazione di letteratura. Lovecraft ha creato, invero, un mondo orrorifico in cui una discreta fetta delle entità presenti è in qualche modo legata agli abissi marini. Tuttavia, il fulcro della letteratura lovecraftiana si basa su un unico elemento… Il terrore cosmico che va oltre la ragione davanti a cui anche l’ uomo più stabile impazzirebbe o vacillerebbe, quindi smettiamo di dire ad ogni fottuto mostro abissale dotato di tentacoli che è simile alle creature di Lovecraft. Cerchiamo di avere un po’ di rispetto… Con questo ragionamento anche la categoria “tentacle” degli hentai (sapete benissimo cosa sono, non fate i puritani) ricadrebbe in ambito lovecraftiano… E non mi sembra il caso… Eh…
Geralt vs Il Cinema
Potrei scrivere una recensione sulla nuova serie Netflix, un prodotto fantastico, divertente, sebbene sia macchinoso sulle linee temporali, corredato da una colonna sonora e ed effetti speciali stupefacenti e dalle graziose grinze scrotali messe a cazzo sulle corazze dei nilfgaardiani… Sì,dai, quelle sono grinze delle palle fatte su corazza. Che sia una fine metafora per indicare che gli abitanti di Nilfgaard siano tutti dei coglioni? Un tentativo di rendere più cupe le corazze? Un armaiolo sotto l’effetto dei peyote? Comunque, sì, potrei dire tutto questo, ma preferisco darvi un’idea di cosa accadrebbe se il nostro nuovo beniamino si ritrovasse in altre situazioni:

Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’ Anello
“Hai la mia spada”
“Hai il mio arco”
“E la mia ascia!”
“Io vengo per 300 corone…”

Le Pagine della nostra vita
“Che cosa vuoi?”
“Non lo so!”
“CHE. COSA. VUOI?”
“Non lo so!”
“Hmmmm… Io me ne vado. Ciao”

Batman e Robin
“Dona un soldo al… Hey, ma questa tutina? Oh, mi aggrada! Guarda il mantello! Ho pure una mascherina ed una R sul petto! R come Ranuncolo! Guarda queste linee sulla corazza perfettamente scolpita per modellare un fisico eroico su… Geralt, perché la tua armatura ha i capezzoli?”
“Hmmmmmm”

Predator
“Dove diavolo si nasconde quel mostro?”
“Lì sull’albero a destra e ci sta fissando”
“Ah… Ok, ragazzi, sparate pure!”

Jurassic Park
“Si muovono in branchi… Si muovono in branchi…”
“Ci serviranno più spade…”

Come d’incanto
“Oh, messer Capelloargenteo, sebbene abbiate quell’espressione cupa, vi ringrazio per avermi salvata. Se voi aveste i capelli neri, gli occhi azzurri e vi dilettaste nel mestiere dello scrivano, cosa che potrei fare anche io, saremmo la coppia ideale”
“Perchè questa cosa non mi è nuova?”
Marvel Cinematic Universe
“Geralt di Rivia? Mi chiamo Nick Fury e sono qui per formare una squad…”
“No!”

Star Wars- Episodio V: L’Impero colpisce Ancora
“Io sono tuo padre!”
“…Cazzo…”

Twilight
“So cosa sei…”
“E cosa sono?”
“Una Pixie… Ranuncolo, passami la spada d’argento”

Harry Potter e la Pietra Filosofale
“Tu sei un mago, Harry, ed anche un mago con i fiocchi. Non come Yennefer, ma quasi. Però sei anche un horcrux di Voldemort che tornerà presto in vita e Silente ti userà come agnellino sacrificale per poterlo fermare.”
“Ma…”
“Cazzo… Non dovevo dirlo”

La Storia Infinita
“Forza, Atreyu”
“Sono Geralt”
“Forza, Atreyuuuuu! Voliamo verso Fantàsia! Siiiiiiiiiiiii!”
“Hmmmm…”

Ralph Spacca l’ Internet
“Messer Ranuncolo, ha lei capelli magici?”
“Ehm… Non prop…”
“Mani magiche?”
“Beh, certe signore potrebbero dire di s…”
“Gli animali le parlano?”
“Direi più mostr…”
“E’ stato avvelenato?”
“Sì”
“Maledetto?”
“Oh sì”
“Rapito o fatto schiavo?”
“Beh, sì!”
“Pensano che lei non abbia dei problemi perché un uomo possente è entrato nella sua vita?”
“Assolutamente sì!”
“E’ uno di noi!”

“Batman vs Superman”
“Devi salvare Marthaaaaa!”
“PERCHE’ HAI DETTO QUEL NOME? E PERCHE’ MI SOMIGLI?”
Recensione “Star Wars Episodio IX: L’ascesa di Skywalker”
Star Wars: episodio IX la recensioncina… Quella completa e divertente arriverà domani sul blog. Però volevo lasciare una piccola anteprima con un breve giudizio. Il film a me, personalmente, è piaciuto. È il peggiore? No. È il migliore della saga? No, dai, non scherziamo. È stato un tentativo da parte del regista di mettere delle pezze ai buchi lasciati dal film precedente, comprimendo il tutto in una prima parte al cardiopalma con uno sviluppo che si sarebbe potuto mettere tranquillamente in un film unico? Sì. Hanno cagato fuori dal vaso nel secondo tempo? Sì. Ho apprezzato l’evoluzione di Kylo e ritengo Adam Driver un bravissimo attore? Sì. Ho copiato la mia recensione di Facebook e l’ho messa prima di quella più lunga, comica e spoilerosa perchè sono pigro? Certo!
Ora parte la recensione piena di spoiler. Da qui in poi è a vostro rischio e pericolo.
La Galassia è in subbuglio. Pensavamo che Palpatine fosse morto. In effetti il Signore dei Sith era stato ucciso da Darth Vader, ma era sopravvissuto. Snoke? Creato da Palpatine. Le voci che Kylo Ren sentiva e che lo consigliavano su come conquistare Rey con frasi del tipo: “Tu non sei niente!”? Opera di Palpatine. Comunque, il nuovo zombie Sith, come una novella Fata Smemorina, consegna al Leader Supremo una flotta di Star Destroyers potenziate, il comando del futuro nuovo impero, una fettina di culo ed un pacchetto di Nutella Biscuits. In cambio? Kylo deve uccidere Rey. Il nostro fanciullino raduna i Cavalieri di Ren, la boyband più famosa della galassia, intenti fino a poco prima a scegliere una location adatta per la copertina del loro nuovo album “Tears of Alderaan”, e va da uno scimpanzè goblin per farsi riparare l’elmo, ma lascia che rimangano i segni rossi delle riparazioni… Cosa non si fa per non pagare i sovrapprezzi,oh… Intanto Poe e Finn scaricano illegalmente film e informazioni da una spia del Primo Ordine con un mega cavo usb su R2 D2, per gentile concessione di un alieno che verrà decapitato nella scena successiva. Scappano dai caccia del Primo Ordine con dei salti nell’Iperspazio a cazzo di cane. Rey continua il suo addestramento, sotto la supervisione di Leia, che consiste nel correre nella giungla e tirare alberi in faccia a BB8. Poe e Finn rientrano alla base e il pilota litiga con Rey. In soldoni vengono a scoprire che devono trovare un’altra mappa a piramide per trovare il pianeta Sith in cui si è nascosto Palpatine e farlo fuori, Arrivati su un pianeta desertico dove si potrebbe trovare degli indizi sul manufatto incontrano Lando Calrissian da cui vengono a sapere dove si trova la navicella di un cacciatore di Jedi, unico luogo dove potrebbero trovare qualcosa. Kylo arriva sul pianeta con i Cavalieri di Ren, dando loro un preciso ordine: “Ok,ragazzi, ora ci mettiamo su questa formazione rocciosa e ognuno di noi guarda una direzione diversa a cazzo con ‘Everybody’ dei Backstreet Boys in sottofondo. Tutto chiaro?”Dopo questo ed aver visto Rey, Finn e Poe venir inseguiti da dei trooper sulle moto di Batman, i nostri eroi finiscono in delle gallerie dove trovano una Lama Morg… Sith e dove dimora un serpentone alieno ferito che verrà curato da Rey e si sdebiterà liberando loro la via. Raggiunto il relitto dell’astronave, dove trovano un droide-megafono, i trooper catturano Chewbecca e lo portano via su un mezzo di trasporto,mentre Rey taglia un’ala del caccia di Kylo. Rey blocca con la Forza il mezzo di trasporto del Primo Ordine, ma viene contrastata dal Leader Supremo. Vorrei ricordare questo momento con le probabili frasi dei passeggeri del cargo: “ Mi viene da vomitareeeeee!” “ Aiutoooooo!” “’Arruolati e vedrai la galassia’ dicevano… Maledetti…” “Noooooo! Mi sono vomitato nel casco… Qualcuno mi uccida…” BOOOOOOOOMMM “Ah,bene… Mi hanno ascoltato”
Il mezzo, infatti viene distrutto da delle scariche elettriche generate da Rey in un moto di rabbia. Per fortuna Chewbecca era in un altro cargo. Rey così scopre di essere nipote di Palpatine… Ora vorremmo sapere chi ha avuto il coraggio di darla al Signore Oscuro dei Sith, ma non viene specificato, così come non ci verrà mai detto se lui durante i coiti tendeva ad urlare: “POTEEEERREEEEEE! ILLIMITATO POOOOTEEEEREEEEEEEEE”, ma andiamo avanti. C3PO nella caverna aveva tradotto la frase riportata sul pugnale Sith, ma non poteva pronunciarla per un blocco di programmazione. I nostri, eroi, allora, decidono di andare sul pianeta Ebay… Kijiji… Ah, giusto… Kijimi e qui si scopre da una vecchia amica di Poe che, insieme alla suddetta fanciulla, formava i Daft Punk… Volevo dire contrabbandava la Spezia… No, Lynch, non adesso… La ragazza li porta da Babu Frik, un adorabile alienetto che sembra perennemente ubriaco di vodka che riesce a sbloccare la traduzione dell’iscrizione sul pugnale, ma azzerando così la memoria del droide. Nel mentre Kylo arriva su Kijimi con la sua Star Destroyer e Rey avverte che Chewbecca è ancora vivo. La Jedi, Finn, Poe e C3PO salgono sulla nave e recuperano il wookie, ma durante una connessione mentale tra Kylo e Rey, le cui battute finali possiamo riassumere così : “Ma hai fatto cadere il casco di nonno. Quindi sei sulla mia nave. Allora quella cosa che devo dirti…” “Cosa dovevi dirmi? COSA? COSA???” “Aspetta, non lo voglio fare via telefono. Faccio le scale e arrivo.” Poe e Finn vengono catturati, ma il generale Hux, la spia del Primo Ordine, li fa fuggire. Verrà giustiziato poco dopo. I nostri eroi riescono a fuggire e vanno nelle rovine della Seconda Morte Nera in un pianeta ricoperto da praterie e mari in tempesta, dove incontrano degli ex soldati del Primo Ordine che, come Finn, hanno disertato e si sono dati alla guerriglia in sella a dei cavallinghiali, mezzi cavalli e mezzi cinghiali. Rey, grazie ad un altro indizio del pugnale, capisce dove potrebbe essere la mappa e, abbandonando i suoi amici, entra nelle rovine. Qui incontra una sua versione malvagia, come successe a Luke in Episodio V, e Kylo che durante il duello distrugge la mappa. Leia usa le sue ultime energie per comunicare con entrambi e, mentre lo sforzo la uccide, Rey ferisce mortalmente Kylo, ma lo cura, presa dal rimorso, per poi fuggire verso Ahch-To e ritirarsi come fece il suo maestro. Kylo parla con lo spirito od il ricordo di suo padre, in forse quello che per me, personalmente, è stato il momento più toccante. Il giovane decide di far morire Kylo Ren e tornare ad essere Ben Solo. Il fantasma della Forza di Luke raggiunge Rey e le spiega che non è importante il sangue che scorre nelle sue vene, che i suoi genitori hanno dato comunque la vita per evitare che finisse nelle mani del Signore dei Sithe el consegna la spada di Leia. Grazie al vecchio X-Wing di Luke e ad un’altra mappa, Rey giunge sul pianeta dove dimora Palpatine, non prima di aver avvisato la Ribellione della sua posizione che con la piccola flotta rimasta organziza un attacco. Palpatine spiega a Rey che se lo ucciderà il suo spirito entrerà in lei e diventerà la nuova signora dei Sith. La giovane inizialmente si rifiuta, ma vedendo le poche navi dei suoi alleati cadere una dopo l’altra decide di accettare il patto, ma l’arrivo di Ben Solo, che uccide i Cavalieri di Ren, riaccende la Speranza. I due vengono prosciugati delle energie vitali da Palpatine che così ritorna in vita, ma grazie all’arrivo di Lando e di tutte le navi della Galassia, la distruzione dell’ammiraglia da parte di Finn e del sacrificio di Rey che, supportata da tutti i Jedi vissuti prima di lei, riesce ad eliminare il signore dei Sith. La ragazza muore, ma Ben da la sua vita per riportarla in vita, non prima di averle dato un bacio. Poe riunisce i Daft Punk, Lando ci prova con quella che potrebbe essere sua nipote. Tutti i pianeti fanno festa. I fan meno, m a quello è normale.
Recensione “Frozen 2- Il segreto di Arendelle”
Sono andato a vedere “Frozen 2” ed ho deciso di dividere la recensione in due parti
Il film è carino. Cioè la fotografia è fantastica, la grafica anche, l’ambientazione è stupenda e pure i vestiti sono stupendi. E anche grazie al cazzo, visto che è un film per bambine. Insomma, è ovvio che le principesse siano vestite in un modo fighissimo e mega uber iper bellerrimo. Però finisce lì… Cioè per il resto il film cerca solo di mettere una grossa pezza ad alcune cose della prima pellicola che non avevano convinto i fan. Ah, sono riuscito a rendere ancora più molesto Olaf…Insomma il film è carino e siete fan della Disney lo apprezzerete sicuramente, ma in generale direi che è molto sottotono rispetto al primo. E comunque è meglio “Rapunzel”
Bene, da qui in poi partono gli spoiler di “ Frozen 2- L’ultimo Dominatore dell’Aria”, quindi da qui è a vostro rischio e pericolo. Il film si apre con il padre delle due protagoniste, tacciato di non essere il genitore dell’anno perché comunque aveva segregato nel castello le sue figliole, che racconta loro di una foresta stregata del Nord dove un popolo parlava con gli spiriti degli elementi ed aveva iniziato dei rapporti d’amicizia con Arendelle. E della morte del nonno delle piccole durante una battaglia con questo popolo di simil eschimesi, di come lui stesso abbia rischiato di morire e della misteriosa nebbia che avvolge ancora la foresta. Darth Vader ha mozzato una mano al figlio e ucciso i genitori adottivi della figlia ed è comunque un padre migliore. Comunque, tutto andava bene ad Arendelle, Elsa ed Anna vivevano in pace con la loro famigliola formata dalle suddette sorelle,Kristoff, ovvero il sempliciotto con un principio di bipolarità che doppia la propria renna domestica, la suddetta renna domestica e quella sottospecie di gonorrea fatta a pupazzo di neve di nome Olaf. Le comunità afroamericane e ispaniche di Arendelle sono improvvisamente cresciute dal primo film, ma ad Elsa questo non basta. Le manca qualcosa. Una sana scop… avventura! Ecco cosa! Per questo, mentre ascolta la misteriosa voce che solo lei può sentire pensa bene di svegliare tutto il regno alle 3 di notte cantando a squarciagola: “ FORSE SCOPRIROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, QUELLO CHE NON SOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!” che è fighissimo solo se non hai passato tutta la giornata a spalare merda di renna dal parquet del palazzo reale a causa dello scemo del villaggio che ha una relazione con la principessa e non capisce che l’ungulato erbivoro che si porta appresso dovrebbe stare nelle stalle! Oltre a questo, Elsa risveglia gli spiriti degli elementi che devastano la città. Mi chiedo ancora perché nessuno voglia un regime repubblicano. La famiglia delle meraviglie allora va verso la foresta incantata, dopo aver parlato con i troll di pietra, lasciando il potere a… Boh… Gli abitanti di Arendelle non hanno manco le tende e staranno per il resto del film ad aspettare buoni buoni che ritornino le loro regine. Dicevamo… Ah sì, i nostri eroi giungono alla foresta del Nord per subire il torto che fa infuriare gli spiriti della natura. Dopo essere entrati grazie ai poteri di Elsa ed un paio di sequenze incontriamo il popolo dei North… I nord… Gli Esquimesi e cinque vecchi soldati di Arendelle rimasti lì. Cosa ancora più importante, grazie al nuovo superpotere di Elsa, ricostruire scene del crimine col ghiaccio, e la teoria di Olaf che “ L’ acqua ha memoria”, giusto per dare un po’ di voce all’ Omeopatia, veniamo a sapere che la misteriosa fanciulla che salvò anni prima il padre delle ragazze, altri non è che… La madre di Elsa ed Anna!
Ora dovrebbe partire la musica di tensione… Ah no? Vabbè, dicevamo… Dopo questa scoperta prodigiosa che non verrà vista in flashback se non di sfuggita, anche se è il fulcro del film, ma dettagli, Elsa doma due spiriti, L’ aria, rappresentata da un paio di foglie di vento, e il fuoco che è una salamandra… Una principessa con un dolce animaletto che vagamente ricorda una lucertola, anche se in questo caso parliamo di anfibi… Dove lo avevo già visto? Sì, ok, Pascal è un camaleonte…Però… Andiamo avanti. Si scopre che in teoria esiste un quinto spirito,ma il gruppo si divide quando Kristoff, cercando di preparare una cerimonia per chiedere ad Anna di sposarlo, si allontana con Sven, la renna, e una comparsa del popolo Esquimese, appassionato di renne e bipolare come il nostro biondino, mentre le principesse ed Olaf vanno a Nord. Poco dopo assisteremo alla prima, e si spera ultima, canzone di Kristoff, simile ad una di quelle hit da boyband di serie b ormai allo sfascio. Elsa ed Anna trovano il relitto della nave in cui morirono i loro genitori e scoprono che questi non stavano andando a Sud, ma verso il misterioso fiume all’ estremo Nord per scoprire la verità sui poteri di Elsa, mentre Olaf diventa sempre più verboso e palloso. La regina dei ghiacci manda via sua sorella e l’ echimosi genitale parlante su una barca di ghiaccio, mentre lei si dirige verso il Mare Oscuro, mandandoli involontariamente tra i Giganti di Pietra, ma i due si rifugiano in una grotta. Elsa arriva al Mare Oscuro in tempesta e qui doma il terzo elemento, l’Acqua, simile ad un cavallo, e giunge all’isola con il fiume del passato, fatto di ghiaccio. Qui si scopre che gli spiriti sono arrabbiati perché la diga che il nonno delle principesse donò ai Lapponi dei poveri non avrebbe tenuto le loro acque, ma indebolito le entità della natura e il caro sovrano lo fece perché temeva questo popolo. La battaglia che scoppiò tra i soldati di Arendelle e i ghiacciolini avvenne proprio perché il nonno di Elsa ed Anna uccise il capotribù, cosa che il padre delle ragazze non seppe mai perché non lo vide. Dopo aver scoperto questo, però, Elsa congela e riesce a mandare un ultimo messaggio ad Anna, ovvero l’immagine del nonno che compie il suddetto delitto. Il messaggio arriva poco dopo, ma Olaf muore alla “Endgame”. Il mattino dopo Anna sveglia i giganti di pietra che iniziano a inseguirla, viene salvata da Kristoff e conducono gli spiriti della Terra verso la diga. Le creature distruggono l’ abuso edilizio e un’ onda enorme si dirige verso Arendelle ed i profughi che intanto hanno messo radici, ma Elsa, che si scopre essere il quinto spirito ed, essendo figlia di entrambi i popoli era l’unica che avrebbe potuto salvare la situazione, a cavallo dello Spirito dell’Acqua salva il regno,si ricongiunge ad Anna, Kristoff e Sven, riportano in vita Olaf e il feticista delle renne chiede alla principessa di sposarlo. Passa un po’ di tempo e, durante l’inaugurazione della statua dedicata ai genitori delle ragazze, si vede Anna, nuova regina di Arendelle, chiedere allo Spirito dell’ Aria di portare un messaggio ad Elsa, residente nella Foresta Incantata con i Lapponi.
Reazione alla nuova traduzione de “Il Signore degli Anelli”
Il viaggio era stato lungo e periglioso, i giovani eroi avevano vagato a lungo nelle Terre Desolate, passando per le Scogliere del Tormento, le Montagne del Lamento e la Foresta Tetra, fino a giungere alla Torre d’Ottone, dimora del loro avversario. I paladini del Bene,armati solo del loro coraggio, osservarono il grande portone di bronzo, ricoperto da immagini di bestie del passato e di guerrieri in armature nere come le ali di un pipistrello, e, in un attimo che sembrò un’eternità, bussarono
DLIN-DLON
Cioè,volevo dire, suonarono
Citofono: “Sì?”
Paladino1: “Signor Luca M…”
Citofono: “Sì, sono io. Mi dica”
Paladino1: “Siamo qui per parlare del Signore…”
Citofono: “Come ho già detto agli altri Testimoni di Geova, ho uno spadone a due mani e non ho paura di usar…”
Paladino1: “…degli Anelli”
Citofono: “Ma entrate pure!”
Paladino1: “Grazie, molto gentile! Ora, compagni paladini, dovremo affrontare un mostro di perfidia e malvagità, la cui sola visione della cronologia del pc potrebbe condurre alla follia anche il più temprato cavaliere. Qualsiasi cosa succeda, sappiate che è stato un onore combattere al vostro fianco.”
GNEEEEEEEEKKKKK
Paladino2: “Che gelo di ombre e morte qui…”
Paladino3: “Un fetore così l’ho sentito solo nelle più tetre catacombe brulicanti di Ghoul”
Paladino4: “Avete visto i suoi ritratti? Egli non è umano, non può essere un uomo questo essere, basso, brutto e deforme… Guardate qui che faccia di…”
Luca: “Oh!Eh! Non s’insulta il padrone di casa. E perché siete vestiti come i paladini della Mano d’Argento di Warcraft?”
Paladino1: “Messer Luca, abbiamo affrontato un lungo viaggio per poter parlare con voi…”
Luca: “Ah ok… Guardate che quella storia lì con l’Australia era tutta legale e nessuno si è fatto male…”
Paladino1: “Non capisco di cosa parliate. Siamo qui per conto del nostro padrone Octavius Fatigatis Aptum”
Luca: “Il nome mi dice qualcosa, ma cosa ha che fare questo con ‘Il Signore degli Anelli’?”
Paladino2: “Beh, siamo qui per darle un dono. Come può vedere da questa copertina, ho qui tra le mani la nuova versione tradotta del capolavoro tolkieniano e il nostro padrone vorrebbe che lei lo leggesse, senza perdersi in sciocchi sentimentalismi o pregiudizi.”
Luca: “Ah, immagino dalla copertina con sopra Marte…”
Paladino3: “…Mordor”
Luca: “… Vi piacerebbe. Dicevo, dalla copertina e dal fatto che il cognome sembra stato latinizzato usando Google translate, che voi lavoriate per il signore che si è occupato di questa…”
Paladino4: “Esatto. Proprio così!”
Paladino2: “Beh, messer Luca, sembrate particolarmente tranquillo… Insomma, ci avevano avvisati che avrebbe potuto diventare un demone o iniziare a parlare in r’lyehiano,ma direi che non è questo il caso…”
Luca: “PH’NGLUI MGLW’NAFH CTHULHU R’LYEH WGAH’NAGL FHTAGN”
Non ripeteremo in questa sede cosa successe ai paladini,basti solo sapere che uno di loro fuggì nella Foresta Tetra, ma fu raggiunto da una malvagia entità…
Paladino1: “Devo… Fuggire… Devo…”
Luca: “ORA NE PARLIAMO!”
Paladino1: “Aaaaaaahhhhh”
Luca: “NON URLARE!”
Paladino1: “Ma lo sta già facendo lei!”
Luca: “IO STO PARLANDO IN CAPSLOCK, NON STO URLANDO!”
Paladino1: “Ma non è la stessa cosa?”
Luca: “NO!”
Paladino1: “Ma non ha fatto la stessa cosa quando ha recensito il Joker?”
Luca: “TI CREA QUALCHE PROBLEMA?”
Paladino1: “No… No… Comunque lei non capisce un cazzo in fatto di traduzioni!”
Luca: “DA CHE PULPITO!”
Paladino1: “Questa è stata approvata da Tolkien”
Luca: “NON VORREI SEMBRARE INSENSIBILE, MA E’ UN PO’ TROPPO FREDDO PER POTER ESPRIMERE DELLE OPINIONI”
Paladino1: “Ma guardi che non parlavo di J…”
Luca: “SEMBRA FATTA CON GOOGLE TRANSLATE”
Paladino1: “Suvvia, è solo un po’ letterale…”
Luca: “COSA CAZZO C’E’ DI LETTERALE NEL TRADURRE RANGER IN FORESTALE? PERCHE’ NON ANCHE FINANZIERE? MAGARI CI STAVA ANCHE QUELLO!”
Paladino1: “Guardi che è colpa delle precedenti traduzioni se qui non è mai arrivato ‘History of Middle-Earth’ in italiano”
Luca: “TI POSSO ASSICURARE CHE QUESTO POPO’ DI AFFARE NON MIGLIORERA’ LA SITUAZIONE”
Paladino1: “Intanto hanno valorizzato la nostra lingua, italianizzando i nomi”
Luca: “L’ULTIMO CHE HA VOLUTO ITALIANIZZARE TUTTI I NOMI NON E’ FINITO MOLTO BENE”
Paladino1: “ Lei è solo un retrogrado”
Luca: “PREFERISCO UNA TRADUZIONE VECCHIA CON LA GIUSTA MUSICALITA’ A QUESTO ORRORE RACCHIUSO IN UN PAESAGGIO MARZIANO”
Paladino1: “Intanto è Mordor…”
Luca: “MARTE”
Paladino1: “Ha rotto con questa storia e, comunque, anche questa traduzione ha la sua musicalità”
Luca: “NON AVEVO NOTATO LE FETTE DI LEMBAS SUGLI OCCHI!”
Paladino1: “Umpf… Comunque i gusti sono gusti!”
Luca: “APPUNTO, QUINDI LEGGO QUEL CAZZO CHE MI PARE!”
Paladino1: “Vabbè, chiudiamola qui… Ora cosa mi succederà?”
Luca: “LA CHIUDEREMO QUANDO SMETTERANNO DI VENDERE COPIE DI QUELLO SCHIFO. TU, INVECE, DOVRAI FARE UNA COSA…”
Pladino1: “Per gli Dèi… Cosa?”
DRRRRIIIIIINNNN
DRRRRIIIIIINNNN
C.: “Pruonto?”
Paladino1: “Pronto, mi scusi, è lei che ha tradotto Evangelion?”
C.: “Invero sono io!”
Paladino: “Ah ecco, avrei un messaggio da parte di un certo Luca…”
C.: “Orbene, dite meco cosa contiene il messaggio”
Paladino1: “Arastabana…”
C.: “Eh?”
Paladino1: “CIUPAAAAAA!”





