Recensione “The Batman”

“Pronto? Polizia? Ecco sì, salve, senta sono di nuovo io. Il signore di oggi pomeriggio, oltre ad aver posto in maniera illegale un Gargoyle sulla cima del nostro palazzo, ha messo un costume da Batman e sta fissando da ore la città borbottando qualcosa sulla Vendetta e sulla Giustizia. Ah, lo conoscete già? Succede ogni volta che esce un film su Batman? Si chiama Luca… Capisco capisco, va bene. Allora basta aspettare che gli venga in mente che soffre di vertigini e la smette. Chiarissimo! Molto gentile, agente. Buona Serata”

CLICK

Bentornati sul blog. Mi scuso per la mia lunga assenza dovuta a tantissimi fattori che magari spiegherò più avanti in un futuro articolo. Vi basti sapere, intanto, che avevo dato una grossa responsabilità a “The Batman”: se non mi fosse piaciuto, avrei chiuso il blog, in caso contrario avrei ripreso a scrivere recensioni. Quindi, se state leggendo queste righe, sapete già il mio giudizio sul film. La pellicola di Matt Reeves, infatti, ha più che soddisfatto le mie aspettative, mostrando un nuovo Cavaliere Oscuro immerso in una detective story davvero notevole. Le citazioni fumettistiche e i richiami ad alcune letture cult del Pipistrello sono innumerevoli, ma Matt Reeves non si è fermato al mero citazionismo, dando una nuova visione di Gotham, città che in questo film oscilla tra una Londra Gotica e una decadente New York. Un più che ottimo e, purtroppo, sottovalutato Robert Pattinson interpreta un Batman giovane, avventato e, a volte, ancora inesperto, completamente concentrato sulla sua missione di vendetta, accompagnato da una bravissima Zoe Kravitz, qui nei panni di Selina Kyle-Catwoman, un eccellente Jeffrey Wright come Tenente Gordon, un irriconoscibile Colin Farrell come Pinguino e un Paul Dano immenso nella parte dell’ Enigmista. Menzione d’onore sia per Andy Serkis che interpreta un Alfred Pennyworth diverso da quelli a cui il grande pubblico era abituato, sia per John Turturro nei panni di uno spietato e al contempo signorile Carmine Falcone. I combattimenti sono frenetici e feroci, così come gli inseguimenti in macchina, ma nelle tre ore di film vedremo anche diverse scene d’investigazione e ottimi dialoghi. Uniche note dolenti vengono in parte dal doppiaggio e dall’adattamento, soprattutto nelle scene dedicate agli enigmi dell’antagonista, spesso basati su giochi di parole in inglese non replicabili nella nostra lingua. “The Batman” non è un film perfetto, l’eccessiva lunghezza del film e alcune scene più lente non verranno apprezzate dalla maggioranza del pubblico, ma nel complesso tantissimi anche sui social lo hanno apprezzato e ne hanno chiesto un seguito il prima possibile. Personalmente sono uscito entusiasta dalla sala, cosa che non mi succedeva da parecchio con un film a tema supereroistico, ma lo sappiamo tutti che quando si tratta di Batman io dimostro tutta la mia psicopatia tutto il mio entusiasmo. L’unica mia paura, e parlo sempre a livello personale, è che il seguito, visto il finale, ma vi evito gli spoiler, possa scivolare maggiormente verso l’action, minando così l’elemento investigativo che, invece, è stata una parte essenziale di questo film.

Spero che vi sia piaciuta questa recensione e mi farebbe piacere sapere la vostra opinione nei commenti.

A presto

Monster Hunter: la recensione

Sì, signore e signori, il blog è tornato!

Attenzione, potreste assistere ad una drammatizzazione degli eventi non conforme a quanto accaduto davvero

Mesi fa

Produttore: “Allora, devo trovare un regista per il film di Monster Hunter…”

Segretario: “Mi scusi, signore?”

Produttore: “Sì?”

Segretario: “Wes Anderson è qui e ha detto che vorrebbe essere il regista di Monster Hunter”

Produttore: “Wes Anderson? Io lo adoro! Non capisco niente dei suoi film, ma li trovo geniali! Fallo entrare!”

Wes Anderson: “Piacere di conoscerla, Produttore”

Produttore: “Piacere mio! E che bei baffi finti”

Wes Anderson: “Grazie”

Produttore: “Non sto neanche a chiederle per quale motivo un regista così geniale voglia fare un film su dei tizi che cacciano dei mostri, ma quei baffi finti e l’assolutamente mancanza di somiglianza con questa foto che la ritrae e che dimostra che non porta baffi da almeno 8 anni non potrebbero mai farmi dubitare delle sue buone intenzioni o della sua identità”

Wes Anderson: “Perfetto. Allora firmo subito il contratto”

Segretario: “Ehm, signor Produttore…”

Produttore: “Dimmi”

Segretario: “Wes Anderson ha appena postato una foto per far vedere che passerà l’estate seduto su una sedia fissando un muro grigio ciliegia e tenendo in mano una cesta di prugne sulla cui buccia è stata impressa la faccia di Ralph Fiennes…”

Produttore: “Ma allora chi è costui?”

Segretario: “Oh no, ha già firmato!”

Produttore: “Presto, strappa quei baffi finti!”

Wes Anderson: “AHIA!”

Segretario: “Mi ricorda qualcuno…”

Produttore: “Aspetta… Sostituisci la ‘e’ con un punto”

W.S. Anderson: “Non scoprirete mai la mia vera identità, stolti!”

Segretario: “Ha ragione! E’ troppo difficile”

Produttore: “Metti un ‘Paul’ come primo nome…”

Paul W.S. Anderson: “Ormai ho firmato”

Segretario: “Continuo a non capire chi sia…”

Produttore: “Forse ho capito… Metti quel cartonato a grandezza naturale di Milla Jovovich che tengo solo a scopo accademico vicino a lui…”

Segretario: “Oh no, signore…”

Produttore: “Lo sapevo…”

Paul W.S. Anderson: “Ehi, cosa sono quelle macchie bianche e salate sul cartonato di mia moglie?”

Produttore: “Presto, brucia il contratto”

Paul W.S. Anderson: “Troppo tardi, l’ho già scritto su Twitter”

Produttore: “Negheremo tutto. Hai distrutto Resident Evil. Dopo quello che avete fatto tu e tua moglie abbiamo dovuto chiedere l’intervento di un’altra signora di origine est europea per salvare il franchise”

Paul W. S. Anderson: “Lady Dimitrescu?”

Produttore: “Lady Dimitrescu”

Paul W. S. Anderson: “ Non vi servirà comunque, mia moglie lo ha già annunciato al Comicon. Guardate voi”

Milla Jovovich: “Salve, sono Milla Jovovich ed io e mio marito distruggeremo un’altra serie di videogiochi”

Segretario: “ Oh no…Oh no…”

Produttore: “NOOOOOOOOOOOOOOOO!”

Dovrebbe essere andata più o meno così, ma non ne abbiamo prove certe. Quello che sappiamo è che il simpatico duo marito-moglie hollywoodiano ha colpito ancora. Ecco a voi la recensione di “Monster Hunter”. Tratto dall’omonima saga videoludica amata in tutto il mondo, il film di Monster Hunter ne condivide le creature, le armi e…basta. Infatti, dopo un brevissimo prologo ambientato nel mondo del gioco, veniamo catapultati in un “Deserto generico mediorientale numero 1” insieme a Milla Jovovich e tutta la squadra di ranger sotto al suo comando, inviati in quella zona per cercare un altro gruppo di soldati, disperso in missione. Tra interminabili canzoni dell’esercito e spacconate statunitensi, i nostri eroi verranno inghiottiti da una tempesta non naturale che li porterà in un luogo desertico e pieno di mostri pronti ad ucciderli e farli a pezzi… quindi l’ Austral… Il mondo di Monster Hunter. Qui mi fermo per evitarvi diversi spoilers, ma volevo complimentarmi con Ron Perlman per aver fatto sia l’ennesimo film di merda che il cosplay di Trump.

Oltre a questo, il film presenta diverse forzature all’interno della trama, costumi abbastanza bruttini, pezzi noiosi e, in un tentativo di emulare Zack Snyder, tantissimi slow motion, conditi da scene messe. Tipo. Dei. Cazzo. Di. Flash. Così. Insomma, personalmente la trovo una pellicola abbastanza bruttina in cui si salvano le armi, che comunque potevano essere migliori, la colonna sonora e i mostri. Ora mi direte: “Eh, Luca, ma tu sei esagerato” “Sei il solito nerd criticone” “Sei uno stronzo” “So cosa hai fatto l’estate scorsa” e cose simili, ma vorrei far riflettere su un fatto. Un film tratto da un videogioco è per forza destinato, almeno in gran parte, a strizzare l’occhio ai fan ed invogliarli ad andare a vederlo, questo vuol dire che riportare l’estetica o, almeno, gli elementi iconici della saga, sia il minimo. Sarebbe bello anche mettere la trama esatta, ma sappiamo che il nostro amico Paul W.S. Anderson deve per forza infilare nella trama le spacconate e una protagonista Mary Sue creata appositamente per essere interpretata dalla moglie. A questo punto, però, inviterei il suddetto signore a scrivere determinate sceneggiature per un franchise tutto suo, senza sfracellare le ghiandole riproduttive dei vari fandom e creando film che andranno a distruggere i ben miseri tentativi dei produttori cinematografici di buttarsi nell’ambito videoludico. Detto questo, sono comunque contento di essere andato a vedere questo film, visto che me lo sono potuto guardare direttamente al cinema. Faccio un appello: gente, andate al cinema e a teatro! Non sempre usciremo felici o soddisfatti dalla sala, ma ci sono tantissimi addetti ai lavori che hanno bisogno del nostro supporto in questo momento di crisi. Non lasciamo che l’uscire da una sala cinematografica o da una platea teatrale commentando lo spettacolo diventino un lontano ricordo.

P.S: Sono contento di essere tornato

Happy Birthday, Godzilla!

Tanti Auguri, Godzilla! Infatti oggi, 3/11/2020, è l’anniversario dell’uscita del primo capitolo sul dinosauro atomico più famoso nel cinema, avvenuta nel 1954. Nato come denuncia sugli esperimenti nucleari e ispirato, in parte, alla pellicola americana “Il Risveglio del Dinosauro” del 1953 che, insieme a “IL Drago degli Abissi” del 1959 e “Gorgo” del 1961, formava la cosiddetta “Trilogia dei Dinosauri” di Eugène Louriè, il Kaiju della Toho Productions ha permesso la creazione di un intero franchise e di una saga cinematografica che vanta ben 35 film, contando sia gli originali giapponesi, sia le pellicole americane. I film giapponesi sono divisi in quattro ere: l’Era Showa, dal 1954 al 1975, l’Era Heisei, dal 1984 al 1995 l’Era Millennium dal 1999 al 2004 e l’Era Reiwa, iniziata nel 2016 e ancora in corso, formata da: “Shin Gojira” del 2016 e la trilogia animata della Polygon Pictures, distribuita da Netflix. I film americani hanno visto decine di soggetti mai realizzati, come “Godzilla 3D” negli anni’80 o la pellicola del 1992 dalla Tristar, il cui progettò si trasformò nel non eccelso “Godzilla” di Roland Emmerich nel 1998… E pensare che è stato il primo film per cui ho pianto… Sono sensibile ,ok? Avevo 6 anni… Comunque… Dicevo…Sia per gli elevati costi di produzione sia per le critiche che rischiavano di colpire le produzioni americane in caso di un flop, il nostro amato dinosauro atomico faticò molto ad approdare ad Hollywood, sebbene sia uno dei pochi personaggi immaginari che può vantare il proprio nome sulla “Walk of Fame”. Le impronte non ci sono, ma sarebbe stato oggettivamente difficile fargliele imprimere senza distruggere l’intera strada. Con la conclusione dell’Era Heisei nel 2004 con “Godzilla: Final Wars”, La Toho chiuse quasi totalmente il franchise. Questo fino al 2014, sessantesimo anniversario dell’uscita del primo film, quando la Legendary portò nei cinema “Godzilla” che, grazie al successo al botteghino, mostrò ai produttori della Toho, i quali iniziarono poi a lavorare al già citato “Shin Gojira”, che il Kaiju più famoso del mondo aveva ancora un pubblico che lo amava e che non voleva lasciarlo. Il Monsterverse americano è ancora in corso e molti fan stanno aspettando con ansia “Godzilla vs King Kong”, previsto per il 2021, sperando che nessuno dei due muoia davvero…Cioè una cosa alla “Batman vs Superman”, cioè tipo ad un certo punto Kong urlerà: “Devi salvare Mothra”. Godzilla capirà che Kong è una brava scimmietta e via a radere al suolo città da super amiconi. Ecco, cioè così nessun fan s’incazzerà e ci potremo concentrare sul vero mostro presente sul suolo statunitense, ovvero Trum…GHIDORAH! Ho detto Ghidorah! Tanto lo sapete che tornerà anche in questo film. I mostri ritornano sempre perché qualcuno li riporta in vita… O li rielegge. Spot sulla politica americana a parte, io consiglio sempre la visione di un film giapponese su Godzilla, per quanto l’idea di vedere un tizio con un costume da dinosauro atomico che prende a pattoni altri tizi in costume o dei pupazzoni possa non far impazzire, sicuramente regaleranno dei momenti in cui venire a contatto con il proprio bambino interiore. O farsi delle risate con i propri amici. In realtà i film su Godzilla sono necessari, sia per ricordarci che non devono essere sempre gli effetti visivi a farla da padrone, sia per incontrare un cinema culturalmente diverso da quello a cui siamo abituati e per ricordare la tematica di denuncia sull’uso sconsiderato dell’energia nucleare e delle conseguenze che può avere sull’ambiente.

Ps: Per i non appassionati di film consiglio la lettura dei fumetti, editati in Italia da Saldapress, usciti di recente.

Battinson: Episodio 5

Warner: Matt, Matt, Matt, Matt, Matt…

Matt Reeves: Mi dica, signor Warner

Warner: Senti, io ho speso circa due milioni di dollari in costumi di Bloom principessa delle Fate con annesse altrettante parrucche da porno di Andrea Diprè da far indossare al signor Twilight. Ora, perché io durante la visione del trailer non ho visto nulla di simile addosso alla nostra Vampirella?

Matt Reeves: Aveva detto che non gli avrebbe più dato nomignoli simili…

Warner: Ho anche detto alla mia domestica che l’avrei messa in regola. E invece…

Matt Reeves: Ma…

Warner: Torniamo a noi… Cosa è successo? Perchè Cullen indossa un costume da pipistrello?

Matt Reeves: Mi sono state fatte… Pressioni…

Warner: E da chi?

Matt Reeves: Ehm…

Qualche mese fa nella casa di Matt Reeves

Nolan: Vedi, se tu non darai la parte a Pattinson o gli farai indossare qualche vestitino strano, lui sarà deconcentrato e reciterà male anche nel mio film “Tenet” e io non voglio che succeda. Quindi cosa farai ora?

Matt Reeves: Lo renderò un… Un… Batman fico, per quanto io sia un regista mediocre che non potrà mai nemmeno paragonarsi a lei, signor Nolan…

Nolan: Esatto. Io ho diretto “Memento”, “Inception”, “Dunkirk”e tu “Il pianeta delle scimmie”. Sappiamo entrambi chi ha fatto il Batman migliore. Anzi, prima di andar via vorrei farti vedere due CD. Potresti leggere i titoli?

Matt Reeves: Uno è la Quinta Sinfonia di Beethoven, l’altro “La Isla” di Elettra Lamborghini e Giusy Ferreri.

Nolan: E sai perché te li sto facendo vedere?

Matt Reeves: Ehm, non ne ho idea.

Nolan: Per farti vedere la differenza tra il mio ed il tuo cinema. Ora, potresti cantare la hit delle due signorine mentre vado via? Non importa se stoni, tanto non mi aspetto che tu sappia fare qualcosa. A presto. Buona giornata

Matt Reeves: Tu mi fai cantaareee…Ti giuro… Non ho più bisogno di niente… Se stai con me, me, me… Lo giuro… Non ho più bisogno di niente…

Il Presente

Warner: Ah… Quindi dovrò tenermelo così?

Matt Reeves: Circa

Warner: Devo trovare un modo per distogliere l’attenzione da quella specie di fatina senza ali… Ho trovato!

Pochi giorni dopo

Pattinson: Ehm, signor Warner?

Warner: Che vuoi, Barbie Mariposa?

Pattinson: Aveva detto che non mi avrebbe più dato nomignoli simili…

Warner: Ho anche detto ai miei figli che provo affetto nei loro confronti. E invece…

Pattinson: Lei è un mostro

Warner: Almeno non sbrillo

Pattinson: Ma cosa devo fare per farle cambiare idea…Aspetti, ma cosa ci fa lei qui?

Warner: Oh, cacchio! Ehm, vedo come se la cava…Ehm…Il mio attore preferito?

Pattinson: E’ la scusa più stupida che abbia mai sentito

Warner: Te ne vai se ti do dieci dollari?

Pattinson: Mi ha preso per un bambino di 8 anni?

Warner: La recitazione è quella

Pattinson: Io non la sopporto più… Ma dietro di lei c’è un set. E quello è Ezra Miller

Warner: Beh, sì, stiamo girando il film su Flash

Pattinson: Perchè ci sono Michael Keaton e Ben Affleck? Mi vuole rimpiazzare?

Warner: Intanto si dice “migliorare”. E comunque non è che se chiamo due attori che hanno interpretato Batman, di cui uno presente nello stesso universo in cui sarà ambientato questo film, debbano interpretare per forza quel personaggio.

Pattinson: Sono entrambi vestiti da Batman

Warner: Vabbè, io andrò a prendermi un caffè…

Pattinson: Signor Affleck, signor Keaton, ma perché avete accettato?

Keaton: Ah, tu sei quel ragazzo che ha lavorato con tanti registi, ma che tutti ricordano per aver fatto la Fata

Pattinson: Vampiro

Keaton: Non direi proprio, gioia

Affleck: Fa male quando sei in un momento di difficoltà e ti sostituiscono con un altro, vero? Vero?

Keaton: Ben, ragazzo mio, so che sei arrabbiato con il fanciullo qui presente, ma lui ha solo accettato una proposta di lavoro. Lascia che ci parli io

Affleck: Ma…

Keaton: Su su, ora vai di là, ti bevi un succo di frutta, limoni Ana de Armas e mi lasci risolvere la situazione. Ok?

Affleck: Mmmmhhh

Keaton: Quel verso lo fa già il tuo amicone Cavill. Su, ci vediamo dopo

Pattinson: Perchè avete accettato?

Keaton: Beh a entrambi piace Batman e … Beh, ci pagano

Pattinson: Ma così nessuno si ricorderà del mio film

Keaton: Sei giovane e talentuoso. Il tuo Batman ha già incuriosito tante persone e sono sicuro che, per quanto possa andare male, avrà comunque una piccola cerchia di fan che lo apprezzerà sempre. Ogni attore che ha interpretato il Cavaliere Oscuro ha messo qualcosa di suo e per questo, ad anni di distanza, nessuno di noi viene criticato

George Clooney: Nespresso. What else?

Keaton: Levati dalle palle, George. Non sei d’aiuto così

Pattinson: Ecco ad esempio lui…

Keaton: Ma non pensare a lui e concentrati su quello che devi fare.

Pattinson: Ma ho paura ed il signor Warner mi odia

Keaton: Lui odia tutti

Pattinson: Ah… Davvero?

Keaton:Sì. Ora tocca a te, domani succederà la stessa cosa a Taron Egerton e poi toccherà ad un altro

Pattinson: Ma il signor Warner mi chiama sempre alle 3 di notte e non fa altro che ridere…

Keaton: No, quello dovrebbe essere Willem Dafoe. Penso non sia ancora uscito dal personaggio di “The Lighthouse”

Pattinson: Questo spiegherebbe perché sento la risata del Green Goblin quando rispondo… Ma quindi cosa devo fare?

Keaton: Stacca il telefono la notte, evita il signor Warner e dai il meglio di te. Ora torna sul tuo set, concentrati e fai il tuo Batman

Pattinson: Grazie, signor Keaton

Keaton: Ma figurati

Affleck: E’ andato via?

Keaton: Sì

Affleck: Secondo te può davvero riuscirci?

Keaton: Sì, ma aspettiamo che esca il film prima di giudicare

Affleck: Giusto. Torniamo a recitare?

Keaton: Uh sì, certo

Affleck: Chissà cosa starà facendo Nolan in questo momento?

Keaton: Che razza di domanda è? Comunque penso che sarà lì a crogiolarsi nel suo successo, dopo l’uscita di Tenet

Intanto a casa di Christopher Nolan

Fantasma di Kubrick: Allora, ripeti con me…

Nolan: Io non sarò mai alla tua altezza… E posso anche smettere di cercare di fare a gara con te a chi lo ha più lungo perché il tuo cazzo è molto più grosso del mio…

Fantasma di Kubrick: Bene, ora, per favore, prendi questi due CD. Puoi dirmi i titoli?

Nolan: “Le nozze di Figaro” di Mozart e “Non mi basta più” di Baby K e Chiara Ferragni.

Fantasma di Kubrick: E sai perché te li sto facendo vedere?

Nolan: Non ne ho idea…

Fantasma di Kubrick: Oh, sì che lo sai. Per farti vedere la differenza tra il mio ed il tuo cinema. Ora, potresti cantare la hit delle due signorine mentre vado via? Non importa se stoni, tanto non mi aspetto che tu sappia fare qualcosa. A presto. Buona giornata

Nolan: E non mi basta più… E non ti passa più… Ne voglio ancora, ancora… E non mi basta più…

365 giorni: La Recensione

“365 giorni”, intitolato anche “365 days” o “365 Dni”, ma potevano chiamarlo anche “ Un anno” o “Un giro completo della Terra intorno al Sole”, è un film erotico-sentimentale polacco del 2020, tratto dall’ omonima trilogia di romanzi scritti da Blanka Lipinska. La risposta di Netflix a “50 sfumature” racconta la storia d’amore tra Laura Biel, interpretata da Anna-Maria Sieklucka, e don Massimo Torricelli, interpretato da Michele Morrone. Da questo punto in poi potreste trovare all’ interno della recensione parolacce, turpiloqui ed altri elementi volgari per descrivere quello che è, fondamentalmente, il più aggressivo attacco ai miei coglioni che io ricordi. Facciamo un breve riassunto: Massimo Torricelli, figlio di un boss mafioso, vede una bellissima ragazza in spiaggia dopo un incontro con alcuni esponenti del mercato nero. Pochi istanti dopo lui e suo padre scoprono un fatto abbastanza increscioso: non sono a prova di proiettile. Mentre il padre di Massimo, interpretato da Gianni Parisi, stira le zampe, il giovane, gravemente ferito accanto a lui, non smette di pensare alla ragazza vista sulla spiaggia quel giorno. Bel figlio di merda. Cinque anni dopo, vediamo Laura, una giovane donna polacca che fa la… Manager? L’imprenditrice cazzuta? Avere problemi di coppia e, soprattutto, sessuali con il suo ragazzo Martin, l’uomo perennemente in calzoncini. Durante una scena in cui Laura si masturba con un giocattolo erotico, possiamo osservare dall’ altra parte Massimo, diventato capo del clan mafioso, costringere, e vorrei soffermarmi sul termine “costringere”, una hostess a praticargli del sesso orale. La signorina, dopo l’atto sembrerebbe pure lusingata. Complimenti, Netflix, mandiamo questi messaggi ai ragazzi di oggi. Davvero. Anni per spiegare alla gente che “no” è “no”, poi mettiamo la scena dove uno fa mettere in ginocchio una hostess e si fa fare del sesso orale. Comunque, torniamo alla trama principale…Laura va in Sicilia con Martin e due amici per festeggiare il compleanno e qui, dopo che il fidanzato la mette in imbarazzo, fa una passeggiata notturna. Incontra Massimo che riconosce in lei la ragazza che aveva visto 5 anni prima in spiaggia e che da allora lo ossessiona… E la fa rapire, perché, ovviamente, non può cercare di parlarle, sedurla, iniziare una conversazione come tutti gli esseri umani…Eh, lui è l’uomo che non deve chiedere mai. Che schifo di film… La fanciulla si risveglia e, dopo uno spavento iniziale, riceve la proposta di Massimo: se in 365 giorni di quello che è un rapimento a tutti gli effetti, lei non si innamorerà di lui, verrà lasciata libera. Quanto è umano. Per la cronaca, lui arriva a minacciarla di toccare la sua famiglia e e i suoi amici. Ah, in tutto questo viene anche a sapere che Martin la cornificava e quella sembra la cosa che la preoccupa di più in assoluto. Dopo alcune scene imbarazzanti su cui non voglio soffermarmi troppo, arriviamo a penso una delle battute migliori di tutto il film: i due che non hanno ancora consumato, stanno facendo la doccia insieme, lei sotto ad un soffione, lui sotto un altro in una posa che si vede solo nelle pubblicità dei profumi, e, ad un certo punto, notando che lo sguardo di Laura si sofferma sul suo pene, si gira e con un posa tra l’orco peone di Warcraft e Fabrizio Corona che ha visto Lele Mora nudo la prima volta, le chiede: “Perchè lo guardi? Vuoi toccarlo?” Fanculo “Le pagine della nostra vita”, fanculo Shakespeare, fanculo Leopardi, il bacio tra Spiderman e Mary Jane o la scena dell’ascensore in “Drive”. Questo è il vero romanticismo che ci piace. Infatti, Laura e Massimo, subito dopo, limonano con passione sotto l’acqua scrosciante. Viva l’Amore! Ma non consumano ancora. Infatti dovremo aspettare che, dopo una serata dove il clan di Massimo ed uno rivale proveranno a riappacificarsi(cosa che non avverrà perché uno dei membri di suddetto clan verrà ucciso da Massimo dopo un tentativo di stuprare Laura) i due siano sulla barca di famiglia e, durante una litigata in cui il nostro principe azzurro darà della troia alla nostra eroina e farà intendere che la violenza sia stata colpa del suo abbigliamento e dei suoi atteggiamenti, i due faranno sesso per tutte le superfici possibili. Perchè? Perchè mentre saranno intenti litigare lei cadrà in acqua e lui si tufferà per salvarla e, soprattutto, perché Massimo si aprirà sui suoi sentimenti… Non penso ci sia altro da aggiungere. Andiamo avanti veloce. Dopo due mesi dal rapimento, i due sono innamorati e il giovane capoclan manda la ragazza in Polonia. Laura rivede la sua migliore amica, Olga, e le parla di Massimo come se fossero due adolescenti che passano un pomeriggio qualsiasi a chiacchierare. Seguono minuti imbarazzanti dove vediamo interi spezzoni tra saloni di bellezza e Spa in cui la maggioranza degli addetti è gay, ma quelli macchiettistici tanto anni’90, belli offensivi. Altro elemento “divertente” è sentire Olga chiamare gli italiani “Mozzarelle”. Ah Ah Ah Ah Ah. Che ghigne, signora Olga, capisco che il vostro umorismo sia stato piallato come il vostro esercito dai panzer tedeschi nel 1939, ma almeno potevate sforzarvi un po’ di più. Laura si fa un caschetto biondo tanto “Uomini e Donne” e durante una serata in discoteca viene tallonata fino al suo appartamento da Martin, l’uomo calzoncino, dove comparirà Massimo in tutto il suo splendore. Segue ovvia scena di sesso. Il giorno dopo lui chiederà a Laura di sposarlo. I due tornano in Italia e Massimo viene a sapere che le tensioni con la famiglia sono aumentate. Olga è l’unica persona nella vita di Laura che viene invitata al matrimonio, mentre la famiglia di lei può attaccarsi al caz… Cioè, volevo dire, per evitare che i familiari della ragazza si spaventino sapendo che tipo di vita conduce il futuro sposo. Tra una scena e l’altra Laura confida ad Olga di essere incinta, ma di non averlo ancora detto a Massimo. Dopo aver provato l’abito da sposa, la manager telefona al compagno per dirgli che avrebbe voluto parlargli in privato il prima possibile, bloccando così la telefonata di Mario, il secondo di Massimo, che voleva informarlo che la famiglia rivale avrebbe ucciso a breve Laura. La macchina della ragazza entra in una galleria da cui non uscirà più e l’arrivo di una pattuglia sul luogo della polizia ci farà capire che la ragazza è andata incontro alla sua fine. E fine anche di questa diarrea misogina e maschilista in cui si confonde Bondage e BDSM, che praticamente manco ci sono, con… Relazione tossica? Sindrome di Stoccolma? Fantasie di una che ha letto troppo “50 sfumature”? Comunque in questo abominio di fanfiction de “Il Padrino” con “La Bella e la Bestia: patriarcato edition” fatto a film in cui si gettano nel cesso decenni di lotta all’ uguaglianza per barattarli con un rapporto di merda, io salverei… Un cazzo! Davvero, è orrendo, al massimo posso dire che i due protagonisti hanno… Dei bei corpi? Cioè, davvero, fatevi un favore ed evitate questa schifezza.