“365 giorni”, intitolato anche “365 days” o “365 Dni”, ma potevano chiamarlo anche “ Un anno” o “Un giro completo della Terra intorno al Sole”, è un film erotico-sentimentale polacco del 2020, tratto dall’ omonima trilogia di romanzi scritti da Blanka Lipinska. La risposta di Netflix a “50 sfumature” racconta la storia d’amore tra Laura Biel, interpretata da Anna-Maria Sieklucka, e don Massimo Torricelli, interpretato da Michele Morrone. Da questo punto in poi potreste trovare all’ interno della recensione parolacce, turpiloqui ed altri elementi volgari per descrivere quello che è, fondamentalmente, il più aggressivo attacco ai miei coglioni che io ricordi. Facciamo un breve riassunto: Massimo Torricelli, figlio di un boss mafioso, vede una bellissima ragazza in spiaggia dopo un incontro con alcuni esponenti del mercato nero. Pochi istanti dopo lui e suo padre scoprono un fatto abbastanza increscioso: non sono a prova di proiettile. Mentre il padre di Massimo, interpretato da Gianni Parisi, stira le zampe, il giovane, gravemente ferito accanto a lui, non smette di pensare alla ragazza vista sulla spiaggia quel giorno. Bel figlio di merda. Cinque anni dopo, vediamo Laura, una giovane donna polacca che fa la… Manager? L’imprenditrice cazzuta? Avere problemi di coppia e, soprattutto, sessuali con il suo ragazzo Martin, l’uomo perennemente in calzoncini. Durante una scena in cui Laura si masturba con un giocattolo erotico, possiamo osservare dall’ altra parte Massimo, diventato capo del clan mafioso, costringere, e vorrei soffermarmi sul termine “costringere”, una hostess a praticargli del sesso orale. La signorina, dopo l’atto sembrerebbe pure lusingata. Complimenti, Netflix, mandiamo questi messaggi ai ragazzi di oggi. Davvero. Anni per spiegare alla gente che “no” è “no”, poi mettiamo la scena dove uno fa mettere in ginocchio una hostess e si fa fare del sesso orale. Comunque, torniamo alla trama principale…Laura va in Sicilia con Martin e due amici per festeggiare il compleanno e qui, dopo che il fidanzato la mette in imbarazzo, fa una passeggiata notturna. Incontra Massimo che riconosce in lei la ragazza che aveva visto 5 anni prima in spiaggia e che da allora lo ossessiona… E la fa rapire, perché, ovviamente, non può cercare di parlarle, sedurla, iniziare una conversazione come tutti gli esseri umani…Eh, lui è l’uomo che non deve chiedere mai. Che schifo di film… La fanciulla si risveglia e, dopo uno spavento iniziale, riceve la proposta di Massimo: se in 365 giorni di quello che è un rapimento a tutti gli effetti, lei non si innamorerà di lui, verrà lasciata libera. Quanto è umano. Per la cronaca, lui arriva a minacciarla di toccare la sua famiglia e e i suoi amici. Ah, in tutto questo viene anche a sapere che Martin la cornificava e quella sembra la cosa che la preoccupa di più in assoluto. Dopo alcune scene imbarazzanti su cui non voglio soffermarmi troppo, arriviamo a penso una delle battute migliori di tutto il film: i due che non hanno ancora consumato, stanno facendo la doccia insieme, lei sotto ad un soffione, lui sotto un altro in una posa che si vede solo nelle pubblicità dei profumi, e, ad un certo punto, notando che lo sguardo di Laura si sofferma sul suo pene, si gira e con un posa tra l’orco peone di Warcraft e Fabrizio Corona che ha visto Lele Mora nudo la prima volta, le chiede: “Perchè lo guardi? Vuoi toccarlo?” Fanculo “Le pagine della nostra vita”, fanculo Shakespeare, fanculo Leopardi, il bacio tra Spiderman e Mary Jane o la scena dell’ascensore in “Drive”. Questo è il vero romanticismo che ci piace. Infatti, Laura e Massimo, subito dopo, limonano con passione sotto l’acqua scrosciante. Viva l’Amore! Ma non consumano ancora. Infatti dovremo aspettare che, dopo una serata dove il clan di Massimo ed uno rivale proveranno a riappacificarsi(cosa che non avverrà perché uno dei membri di suddetto clan verrà ucciso da Massimo dopo un tentativo di stuprare Laura) i due siano sulla barca di famiglia e, durante una litigata in cui il nostro principe azzurro darà della troia alla nostra eroina e farà intendere che la violenza sia stata colpa del suo abbigliamento e dei suoi atteggiamenti, i due faranno sesso per tutte le superfici possibili. Perchè? Perchè mentre saranno intenti litigare lei cadrà in acqua e lui si tufferà per salvarla e, soprattutto, perché Massimo si aprirà sui suoi sentimenti… Non penso ci sia altro da aggiungere. Andiamo avanti veloce. Dopo due mesi dal rapimento, i due sono innamorati e il giovane capoclan manda la ragazza in Polonia. Laura rivede la sua migliore amica, Olga, e le parla di Massimo come se fossero due adolescenti che passano un pomeriggio qualsiasi a chiacchierare. Seguono minuti imbarazzanti dove vediamo interi spezzoni tra saloni di bellezza e Spa in cui la maggioranza degli addetti è gay, ma quelli macchiettistici tanto anni’90, belli offensivi. Altro elemento “divertente” è sentire Olga chiamare gli italiani “Mozzarelle”. Ah Ah Ah Ah Ah. Che ghigne, signora Olga, capisco che il vostro umorismo sia stato piallato come il vostro esercito dai panzer tedeschi nel 1939, ma almeno potevate sforzarvi un po’ di più. Laura si fa un caschetto biondo tanto “Uomini e Donne” e durante una serata in discoteca viene tallonata fino al suo appartamento da Martin, l’uomo calzoncino, dove comparirà Massimo in tutto il suo splendore. Segue ovvia scena di sesso. Il giorno dopo lui chiederà a Laura di sposarlo. I due tornano in Italia e Massimo viene a sapere che le tensioni con la famiglia sono aumentate. Olga è l’unica persona nella vita di Laura che viene invitata al matrimonio, mentre la famiglia di lei può attaccarsi al caz… Cioè, volevo dire, per evitare che i familiari della ragazza si spaventino sapendo che tipo di vita conduce il futuro sposo. Tra una scena e l’altra Laura confida ad Olga di essere incinta, ma di non averlo ancora detto a Massimo. Dopo aver provato l’abito da sposa, la manager telefona al compagno per dirgli che avrebbe voluto parlargli in privato il prima possibile, bloccando così la telefonata di Mario, il secondo di Massimo, che voleva informarlo che la famiglia rivale avrebbe ucciso a breve Laura. La macchina della ragazza entra in una galleria da cui non uscirà più e l’arrivo di una pattuglia sul luogo della polizia ci farà capire che la ragazza è andata incontro alla sua fine. E fine anche di questa diarrea misogina e maschilista in cui si confonde Bondage e BDSM, che praticamente manco ci sono, con… Relazione tossica? Sindrome di Stoccolma? Fantasie di una che ha letto troppo “50 sfumature”? Comunque in questo abominio di fanfiction de “Il Padrino” con “La Bella e la Bestia: patriarcato edition” fatto a film in cui si gettano nel cesso decenni di lotta all’ uguaglianza per barattarli con un rapporto di merda, io salverei… Un cazzo! Davvero, è orrendo, al massimo posso dire che i due protagonisti hanno… Dei bei corpi? Cioè, davvero, fatevi un favore ed evitate questa schifezza.
365 giorni: La Recensione
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Pubblicato da Luca Mevilli
Nato a Santa Margherita Ligure il 26 Aprile 1992 e attualmente residente a Rapallo(GE), mi sono appassionato alla Storia, alla Mitologia, al folclore e alla letteratura fin dalla tarda infanzia e, grazie agli studi classici, ho potuto continuare a coltivare questa passione. Ho iniziato a leggere i romanzi di Tolkien all'età di 11 anni e con quelle opere mi sono avvicinato al genere fantasy. Vedi tutti gli articoli di Luca Mevilli
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