Monster Hunter: la recensione

Sì, signore e signori, il blog è tornato!

Attenzione, potreste assistere ad una drammatizzazione degli eventi non conforme a quanto accaduto davvero

Mesi fa

Produttore: “Allora, devo trovare un regista per il film di Monster Hunter…”

Segretario: “Mi scusi, signore?”

Produttore: “Sì?”

Segretario: “Wes Anderson è qui e ha detto che vorrebbe essere il regista di Monster Hunter”

Produttore: “Wes Anderson? Io lo adoro! Non capisco niente dei suoi film, ma li trovo geniali! Fallo entrare!”

Wes Anderson: “Piacere di conoscerla, Produttore”

Produttore: “Piacere mio! E che bei baffi finti”

Wes Anderson: “Grazie”

Produttore: “Non sto neanche a chiederle per quale motivo un regista così geniale voglia fare un film su dei tizi che cacciano dei mostri, ma quei baffi finti e l’assolutamente mancanza di somiglianza con questa foto che la ritrae e che dimostra che non porta baffi da almeno 8 anni non potrebbero mai farmi dubitare delle sue buone intenzioni o della sua identità”

Wes Anderson: “Perfetto. Allora firmo subito il contratto”

Segretario: “Ehm, signor Produttore…”

Produttore: “Dimmi”

Segretario: “Wes Anderson ha appena postato una foto per far vedere che passerà l’estate seduto su una sedia fissando un muro grigio ciliegia e tenendo in mano una cesta di prugne sulla cui buccia è stata impressa la faccia di Ralph Fiennes…”

Produttore: “Ma allora chi è costui?”

Segretario: “Oh no, ha già firmato!”

Produttore: “Presto, strappa quei baffi finti!”

Wes Anderson: “AHIA!”

Segretario: “Mi ricorda qualcuno…”

Produttore: “Aspetta… Sostituisci la ‘e’ con un punto”

W.S. Anderson: “Non scoprirete mai la mia vera identità, stolti!”

Segretario: “Ha ragione! E’ troppo difficile”

Produttore: “Metti un ‘Paul’ come primo nome…”

Paul W.S. Anderson: “Ormai ho firmato”

Segretario: “Continuo a non capire chi sia…”

Produttore: “Forse ho capito… Metti quel cartonato a grandezza naturale di Milla Jovovich che tengo solo a scopo accademico vicino a lui…”

Segretario: “Oh no, signore…”

Produttore: “Lo sapevo…”

Paul W.S. Anderson: “Ehi, cosa sono quelle macchie bianche e salate sul cartonato di mia moglie?”

Produttore: “Presto, brucia il contratto”

Paul W.S. Anderson: “Troppo tardi, l’ho già scritto su Twitter”

Produttore: “Negheremo tutto. Hai distrutto Resident Evil. Dopo quello che avete fatto tu e tua moglie abbiamo dovuto chiedere l’intervento di un’altra signora di origine est europea per salvare il franchise”

Paul W. S. Anderson: “Lady Dimitrescu?”

Produttore: “Lady Dimitrescu”

Paul W. S. Anderson: “ Non vi servirà comunque, mia moglie lo ha già annunciato al Comicon. Guardate voi”

Milla Jovovich: “Salve, sono Milla Jovovich ed io e mio marito distruggeremo un’altra serie di videogiochi”

Segretario: “ Oh no…Oh no…”

Produttore: “NOOOOOOOOOOOOOOOO!”

Dovrebbe essere andata più o meno così, ma non ne abbiamo prove certe. Quello che sappiamo è che il simpatico duo marito-moglie hollywoodiano ha colpito ancora. Ecco a voi la recensione di “Monster Hunter”. Tratto dall’omonima saga videoludica amata in tutto il mondo, il film di Monster Hunter ne condivide le creature, le armi e…basta. Infatti, dopo un brevissimo prologo ambientato nel mondo del gioco, veniamo catapultati in un “Deserto generico mediorientale numero 1” insieme a Milla Jovovich e tutta la squadra di ranger sotto al suo comando, inviati in quella zona per cercare un altro gruppo di soldati, disperso in missione. Tra interminabili canzoni dell’esercito e spacconate statunitensi, i nostri eroi verranno inghiottiti da una tempesta non naturale che li porterà in un luogo desertico e pieno di mostri pronti ad ucciderli e farli a pezzi… quindi l’ Austral… Il mondo di Monster Hunter. Qui mi fermo per evitarvi diversi spoilers, ma volevo complimentarmi con Ron Perlman per aver fatto sia l’ennesimo film di merda che il cosplay di Trump.

Oltre a questo, il film presenta diverse forzature all’interno della trama, costumi abbastanza bruttini, pezzi noiosi e, in un tentativo di emulare Zack Snyder, tantissimi slow motion, conditi da scene messe. Tipo. Dei. Cazzo. Di. Flash. Così. Insomma, personalmente la trovo una pellicola abbastanza bruttina in cui si salvano le armi, che comunque potevano essere migliori, la colonna sonora e i mostri. Ora mi direte: “Eh, Luca, ma tu sei esagerato” “Sei il solito nerd criticone” “Sei uno stronzo” “So cosa hai fatto l’estate scorsa” e cose simili, ma vorrei far riflettere su un fatto. Un film tratto da un videogioco è per forza destinato, almeno in gran parte, a strizzare l’occhio ai fan ed invogliarli ad andare a vederlo, questo vuol dire che riportare l’estetica o, almeno, gli elementi iconici della saga, sia il minimo. Sarebbe bello anche mettere la trama esatta, ma sappiamo che il nostro amico Paul W.S. Anderson deve per forza infilare nella trama le spacconate e una protagonista Mary Sue creata appositamente per essere interpretata dalla moglie. A questo punto, però, inviterei il suddetto signore a scrivere determinate sceneggiature per un franchise tutto suo, senza sfracellare le ghiandole riproduttive dei vari fandom e creando film che andranno a distruggere i ben miseri tentativi dei produttori cinematografici di buttarsi nell’ambito videoludico. Detto questo, sono comunque contento di essere andato a vedere questo film, visto che me lo sono potuto guardare direttamente al cinema. Faccio un appello: gente, andate al cinema e a teatro! Non sempre usciremo felici o soddisfatti dalla sala, ma ci sono tantissimi addetti ai lavori che hanno bisogno del nostro supporto in questo momento di crisi. Non lasciamo che l’uscire da una sala cinematografica o da una platea teatrale commentando lo spettacolo diventino un lontano ricordo.

P.S: Sono contento di essere tornato