Curioso come George: Recensione

Mio nipote da qualche mese ha smesso di guardare solo “Rai Yo-Yo” ed ha iniziato a viaggiare verso nuovi orizzonti televisivi, tra cui “Frisbee” canale che si rivolge ad una fascia leggermente più matura di pubblico, od almeno così credevo fino a quando non mi sono imbattuto in “Curioso come George”. Nata come una serie di libri per bambini, creata dalle menti di Margret Rey ed Hans August Rey, “Curious George” racconta le avventure di una scimmietta che sotto la guida del suo tutore, l’Uomo dal Cappello Giallo, alias Ted, scopre ogni giorno qualcosa di nuovo sul mondo. Quindi, a parte il titolo infelice che sembra il nickname di un bisessuale represso che tenta di abbordare altri uomini in chat, si direbbe una serie carina e divertente ricca di gag e situazioni simpatiche, nevvero? Ahaha! Come siete dolci… Purtroppo questo cartone ha una serie di pecche e di illogicità che lo rendono insopportabile per un frantumacoglioni come il sottoscritto. Escludendo un leggerissimo razzismo che emerge di tanto in tanto tramite stereotipi nascosti da una scialba modernizzazione( ma ricordiamo che la prima apparizione della scimmietta è del 1939 su un’altra serie dello stesso autore), il grosso, abnorme, mostruoso ed insopportabile problema di questo cartone è… Il protagonista è una scimmia. O, meglio, il problema non è la natura del protagonista, quanto le forzature richieste dalla trama e dall’ assoluta ipocrisia con cui il tutto viene trattato. Facciamo un esempio pratico:

– “Ciao, scimmia”

– “Hu hu”

– “Ma come sei simpatica ed intelligente!”

– “Ha Ha!”

– “Senti, scimmietta che ho appena incontrato e che normalmente dovrebbe vivere libera in un altro continente o al massimo in uno zoo, io mi devo allontanare perché devo andare a fare la spesa-i cazzi miei- appartarmi con il tuo ambiguo tutore ( a cui non affiderei un minore o un animale) per una sveltina nello sgabuzzino, però ho da fare qui. Perchè non ti occupi tu delle vendite nel mio negozio- ristrutturare casa mia- tenere d’occhio un’intera linea ferroviaria(in un episodio succede davvero, non sto scherzando)- sorvegliare il mio arsenale nucleare? Cioè non dovrei chiedertelo,dato che sei una scimmia, animale molto intelligente, ma che nell’ immaginario collettivo passa le giornate a mangiare banane, dondolarsi sugli alberi e lanciare la propria cacca in giro, ma devo farmi i cazzi miei e la trama altrimenti non va avanti… Ti va?”

– “Ho Ho!”

Le storie si risolvono quasi sempre grazie ad un’intuizione od una botta di culo incredibile della scimmietta che viene acclamata da tutti i presenti, evidentemente troppo rintronati per pensarci loro, mentre il bagaglio culturale del piccolo primate si accresce. Certo, questo cartone insegnerà tante cose ai bambini e lo troverete gradevole se non terrete conto del branco di mentecatti che sono i personaggi secondari, ma sempre presenti, che popolano il mondo simil anni’ 50 dove vive questa curiosa scimmietta, però ci sono altri cartoni, sicuramente più istruttivi… Ora non mi sovvengono, ma nel prossimo articolo… Forse… Vabbè, ci vediamo alla prossima puntata!

Joker: Doppia recensione

Ho deciso di scrivere due recensioni in un unico post. Una senza spoiler, per tutti, ed una che invece ne presenterà alcuni. In caso non abbiate ancora visto il film, vi pregherei di leggere solo la prima.

Un film immenso. Non riesco a trovare altro aggettivo per la storia diArthur Fleck, interpretato da uno straordinario, ma questo lo sapevamo già, Joaquin Phoenix. Un film lento, crudo, straordinario, impreziosito da una colonna sonora sublime che aderisce perfettamente ad ogni situazione presente sulla pellicola e da una fotografia che toglie il fiato. Non è un cinecomic, come molti potrebbero pensare, ma un film che racconta di degrado, follia, tristezza, sogni infranti e tanto altro. Sto continuando a ripetere la frase: “Joker è così bello che ci sono rimasto male”, perché è vero… “Joker” è un film bellissimo e inaspettato, grazie ad una regia ed un cast che hanno reso questa pellicola “pericolosa”(ogni volta che esce una nuova versione cinematografica della nemesi di Batman tratteniamo tutti il fiato) per il già maltrattato Universo DC, un piccolo capolavoro e spero vivamente che il regista e Joaquin Phoenix ricevano i giusti premi. Scusate se mi dilungo nei complimenti, ma sono ancora entusiasta dopo la visione di questo film

Bene. Questa breve recensione è per chi non ha ancora visto il film, mentre per tutti quelli che lo hanno già visto o che se ne fregano degli spoiler metto anche questa seconda recensione. Buona lettura

“Questo film è stato molto bello, pesante ed intenso, quindi ho chiesto ad un altro recensore, tra l’altro un abitante di Gotham City, di venire qui e discuterne con me. Ecco a voi il signor B.Hatmann”

“QUESTO FILM FA SCHIFO!”

“Ma lei è palesemente Batman con un paio di baffi finti…”

“NO! NON E’ VERO!”

“Ma si vede lontano un miglio… E togliti ‘sti baffi! Cosa ci fai qui?”

“DEVO PARLARE DI QUELLA CAZZATA IMMANE DI JOKER!”

“Intanto è un film bellissimo, ma perché tu? E perchè il Batman di Nolan?”

“PERCHE’ NON SONO IL BATMAN CHE MERITI, MA QUELLO DI CUI HAI BISOGNO IN QUESTO MOMENTO…”

“Ah, davvero?”

“NO, SOLO CHE MICHAEL, VAL E ADAM NON TI VOGLIONO PARLARE”

“Perchè?”

“SONO ARRABBIATI TUTTI CON TE!”

“Davvero…?”

“SI’! MICHAEL E’ RIMASTO TUTTO IL GIORNO IN UN ANGOLO BUIO A PENSARE…”

“Cavolo è figo anche da arrabbiato…”

“GIA’, MA FAMMI FINIRE… VAL SI E’ DATO ALL’ INGRASSO DI NUOVO E ADAM HA MANDATO ROBIN PER DARTI UN MESSAGGIO… FORZA, RAGAZZO”

“Santo Giuda, Luca, da te non ci saremmo mai aspettati questo tradimento… Adam ha detto di dirti che la prossima volta che vi vedrete ti infilerà un KAPOW su per il…”

“VA BENISSIMO COSI’, ORA PUOI ANDARE!”

“Ciao, Robin. Aspetta… E Ben?”

“LUI VOLEVA VENIRE A PARLARTI CON UN’AMICA”

“Ah!”

“CALIBRO 12”

“Ah…E George?”

“NON MI SEMBRAVA IL CASO, DATO CHE OGNI VOLTA CHE LO VEDI O NE SENTI PARLARE TI APPARE IN MANO UN’ ASCIA A DUE MANI DEMONIACA SULLA CUI LAMA C’ E’ SCRITTO IN RUNICO ‘NON SONO STORICAMENTE ACCURATA’”

“Ma non è vero!”

“GUARDA COS’HAI IN MANO”

“Ah, cacchio… Ehm, meglio che la metta qui… Così… Comunque, che cos’avrei fatto di male?”

“SEI ANDATO A VEDERE IL FILM!”

“E cosa dovevo fare? Boicottarlo?”

“ESATTO”

“Senti, sto già boicottando i live action della Disney e farò lo stesso con Disney Plus perché metteranno solo lì Moon Knight…”

“AH GIUSTO, IL PLAGIO”

“Ancora con questa storia? Ti ho già detto che non è un plagio! Avete background differenti e poi lui è schizofrenico”

“LO SONO ANCHE IO SOLO CHE NON ME LO HANNO MAI DIAGNOSTICATO!”

“Comunque continua a non essere un plagio!”

“SEH SEH… SE LO DICI TU… COMUNQUE IL JOKER FA SCHIFO!”

“Lo dici perché è la tua nemesi”

“LO DICO PERCHE’ OGNI VOLTA LO OSANNANO, NONOSTANTE ABBIA AMMAZZATO O DEVIATO QUASI TUTTI I MIEI PUPILLI E PERCHE’ MI SONO FRACASSATO LE PALLE DI VEDERE POST SU POST DI BIMBIMINCHIA SUI SOCIAL CHE PUBBLICANO FOTO DI LUI CON FRASI DA ‘BUONGIORNISSIMO’O RAGAZZE CHE SI METTONO COME IMMAGINI DEL PROFILO DI HARLEY QUINN E DICONO: ‘Oh, guarda come sono paxxerella’ E CONTINUANO A VIVERE STORIE D’ AMORE TOSSICHE DI CUI NON FREGA NIENTE A NESSUNO!”

“Aspe…Come hai fatto a fare la voce di Harley Quinn identica?”

“COSA VUOI CHE NE SAPPIA? SONO UNA PROIEZIONE NELLA TUA MENTE”

“E perchè parli in Caps lock?”

“PERCHE’ QUELL’ IDIOTA DELL’ AUTORE DEL BLOG NON SAPEVA COME FARE LA VOCE DI BATMAN”

“Senti, sono io l’autore del blog e… Oh, cacchio, hai ragione… Però il film continua ad essere bello!”

“MA SE QUESTO JOKER AL MASSIMO PUO’ MINACCIARE SOLO DI BALLARE PER RALLENTARE LA GENTE CHE SCENDE LE SCALE O MENTRE SI TROVANO NEI BAGNI PUBBLICI E POI NON CAPISCO PERCHE’ UCCIDERE I MIEI GENITORI ANCHE IN QUESTO FILM!”

“Quella scelta è stata fatta per introdurti comunque in quell’ Universo narrativo”

“MA E’ COSI’ DAL 1939! BASTA!”

“Hai ragione, ma non puoi lasciare che la rabbia e l’invidia ti facciano dare un giudizio negativo”

“INVIDIA?”

“Già, invidia!”

“FOTTITI! CONTINUO AD AVERE UNA DELLE TRILOGIE CINEMATOGRAFICHE MEGLIO REALIZZATE TRA I SUPEREROI”

“Appunto, non devi sentirti sminuito da questo film. Il Joker non esisterebbe senza di te e milioni di fan in tutto il mondo ti amano e ti vogliono bene perché sei stato un tassello delle loro vite o lo sei tutt’ora. Un bel film non farà dimenticare ai lettori ed agli spettatori i piccoli capolavori di cui sei il protagonista”

“MMMMMMH…”

“Ed io non cambierò mai il mio portachiavi di Batman per uno del Joker. Promesso.”

“NON C’ E’ BISOGNO DI TRATTARMI COME UN BAMBINO, MA TI PROMETTO CHE GLI DARO’ UNA POSSIBILITA’…”

“Bene, così ne potremo riparlare con più calma… Hey! Ma dove sei sparito? Batman? Batman? Vabbè, visto che il collega recensore era leggermente di parte, chiamerò un altro signore di Gotham City per parlare di ‘Joker’. Ecco a voi il signor, ah deve essere un giocatore di World of Warcaft, G.Hordeon”

“Questo film fa schifo!”

“ Ma lei è il Commissario Gordon con un paio di baffi finti attaccati ai baffi veri…”

Hollywood e il politicamente corretto: cosa succede ai cast dei film?

“Ma questa nave è piena di N3GR1!”

“Ma,signore…”

-Ramon Ferrer, capitano dell’ Amistad, ed il suo secondo nel 1839

Oggi un annuncio ha turbato una discreta fetta degli appassionati della Marvel, in particolare degli X-Men, i cui diritti di recente sono tornati in mano alla Disney dopo che quest’ultima ha acquisito parte della Fox: Magneto e Charles Xavier saranno afroamericani.

Per carità, qui nessuno è razzista ed il colore della pelle non andrà sicuramente ad influire sullo svolgimento di tram… E qui casca l’asino. E voi mi chiederete: “Perchè, coso, ci sta friggendo le ghiandole riproduttive con un articolo da nerd criticone condito da un chilo di quello che sembra proprio razzismo?”

In realtà io non voglio criticare un’etnia o difendere la purezza della razza, ma esprimere il mio disappunto per il cosidetto “-washing”(aggiungete il colore che preferite davanti a suddetta parola), ovvero il cambiamento etnico di un personaggio senza una determinata ragione, cosa che avviene spesso quando il suddetto viene trasposto dai fumetti alla pellicola. A me personalmente non piace, ma non è sempre un male: J di “Men in Black” non avrebbe avuto un tale successo se non fosse stato interpretato da Will Smith, eppure nel fumetto originale è bianco, biondo e con gli occhi azzurri. Pochi hanno criticato l’utilizzo di Billy Dee Williams come Harvey Dent nel Batman del 1989, o, sempre tornando a Will Smith, anche ai personaggi di Robert Neville (Io sono Leggenda) e Deadshot (Suicide Squad). Perchè ora è un problema per tanti spettatori se una fetta di personaggi,anche minori, cambia etnia o meno? Per una fetta di pubblico, ovviamente non razzista, penso sia dovuto sia ad una voglia di attinenza estetica con le controparti cartacee, sia al fatto che questi cambiamenti spesso sono fatti ad mentulam canis. O cambiano etnia a personaggi con i capelli rossi (Wally West, Jimmy Olsen e Starfire nelle serie DC, Ariel nel futuro live action de “La Sirenetta” e potrei andare avanti, ma mi fermerò qui) o sembra che tirino fuori da un cilindro il nome del personaggio da etnicizzare. Se contiamo che oltre a questo le varie case di produzione esaltano questo aspetto e rispondendo anche in maniera poco professionale a chi critica queste scelte o che Hollywood non sforna qualcosa di nuovo dagli anni’90… Beh, si può capire perché anche il pubblico più liberale inizi a storcere il naso. Le minoranze hanno tutto il diritto di rivendicare il loro spazio nelle società di tutto il mondo, in particolare in quella statunitense dove la questione razziale è particolarmente sentita, ma il sottoscritto ha tutto il diritto di ritenere poco probabile vedere Idris Elba in un film sull’ Inghilterra medievale.

Vorrei anche ricordare ai produttori americani che possono fare un film sull’ estremo oriente senza per forza infilarci attori bianchi come protagonisti… Così…

Tornando però all’ esempio fatto all’ inizio dell’articolo, perché Magneto e Xavier di colore hanno infastidito così tanto i fan Marvel? Perchè, almeno per uno dei due personaggi, si dovrebbero rivoluzionare tutte le sue origini… Magneto è un personaggio di origine tedesca nato e cresciuto durante il nazismo, quindi capirete che la sua trasformazione in un personaggio di colore possa creare un po’ di dubbi. Certo, la Marvel- Disney troverà un escamotage per giustificare ed ammodernare il personaggio… Ma a questo punto mi sorge un dubbio: se devono cambiare così tanto un personaggio sia esteticamente che a livello di storia e, indirettamente, mentalità, che senso ha riportarlo sullo schermo per la terza volta?

Battinson: episodio 4

Nuovo episodio delle disavventure del nuovo interprete di Batman, costretto a dover subire le angherie della Warner

“Era da un po’ che avevo in mente Batman. È una cosa così assurda da dire… Ecco…Era come se avessi questa idea di doverlo interpretare e continuavo a tormentare Matt, ma lui non cedeva mai!”

Grazie a lei e arrivederci. Mi scusi, ma devo tornare sul set”

“Grazie, signor Pattinson, come sempre è un piacere intervistarla.”

AHAHAAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHA!”

Ma cosa…?”

“STO MALISSIMO! AHAHAAHAHAHAHAHAHAHA”

“Signor Warner…Cosa succede?”

“Oh, è lei…Ehm…Si sieda,la prego prego… Dobbiamo parlare…”

“Cosa succede adesso?”

“Che cos’è quel tono aggressivo?”

“Lei passa le sue giornate ad angustiarmi e rovinare questo film su Batman, signor Warner… Come dovrei pormi?”

“Senta, Vam… Signor Cullen…”

“Pattinson”

“Seh, come vuole… Io non voglio rovinare questa pellicola, anzi, è un investimento per un nuovo franchise e una nuova versione di uno dei personaggi di punta della DC Comics. Ora, però, non voglio sfrangiarmi le palle con le sue paranoie da prima donna, ma parlare di una cosa…”

“Ovvero?”

“Questo!”

“Un account Netflix? Lei ha un account Netflix?”

“Che male c’è? Lo hanno quasi tutti!”

“Non sono la concorrenza?”

“Anche la Disney, ma porto sempre la mia dolce mogliettina che ho sposato 5 anni fa nel suo paese d’origine a guardare i cartoni di quegli infidi pezzi di m…”

“Aspetti… Sua moglie ha 21 anni…”

“Ne parliamo dopo… Allora, cosa vede?”

“King… L’ ultimo film che ho fatto. Qual è il problema?”

“Sembra un Targaryen comprato al discount”

“Ma come si permette?”

“Ma lo è, su! A questo giro è la Regina delle Fate?”

“Delfino di Francia”
“Qual è la differenza?”

“Senta, ammetto di essermi dovuto vestire da damerino in questo film, ma ho sempre dato il massimo nell’ interpretarlo!”

“Ah… Capisco… Sono stati delicati con il suo sederino nei camerini?”

“A parte che le battute omofobe non fanno più ridere dagli anni’90, non sono il tipo da fare certe cose…”

“La urta che la paragoni agli omosessuali?”

“Non è proprio quello che lei ha det…”

“Non sapevo che fosse omofobo, signor Pattinson…”

“Ma non sono om…”

“Soprassederò su questa sua grave mancanza umana e le permetterò di continuare a lavorare per me. Sa che il mio carissimo amico Joel Schumacher è omosessuale?”

“Lo sa che parlare di Joel Schumacher su un set di Batman non è proprio…?”

“Un’altra cosa, prima di lasciarla nelle amorevoli mani di Matt Reeves.”

“Lui mi odia…”

“Cosa glielo fa pensare?”

“Ha cambiato la maglietta della Marvel con una di Blade e ogni volta che ci fissiamo mi fa un gesto come se volesse infilarmi un paletto nel cuore!”

“Ma no, è un saluto da regista. Vuole… Ehm… “Esorcizzarla” dall’ interpretazione di Edward Cullen. Ora, però torniamo seri. Devo dirle che…”

“…”

“… IN KING E’ UGUALE A JASPER DI TWILIGHT SOTTO METADONE AHAHAAHAHAHAHAHAAHAHAHAH”

“Ma…”

“Ora se ne vada, devo fare una telefonata.”

“Pronto?”

“Pronto, Michael, sono io, Warner”

“Oh, ciao, Warner. Come stai?”

“Io tutto bene. Tu li senti i 68 anni? Tanti Auguri, vecchione”

“Ahahahaa. Grazie mille, vecchio mio. Il ragazzo come se la passa?”

“Piagnucola”

“Forse dovresti supportarlo di più.”

“Tu non ne avevi bisogno.”

“Ne avevo bisogno anche io. All’epoca dicevano che un attore comico non avrebbe mai potuto fare Batman o che non avevo il fisico adatto”

“Giusto…”

“E poi non hai mai voluto riconoscere che il primo Batman vs Superman lo abbia fatto io”

“Oh, per l’amor del Cielo! Per l’ ultima volta… Ciao Julia sono Kevin non è definibile come primo…”

“C’eravamo io e Christopher Reeve.”

“Uff… Va bene, dai. Visto che è il tuo compleanno…”

“Grazie, caro, e non massacrare troppo quel ragazzo.”

“Tanti Auguri, Batman.”

“Ciao, signor Bros.”

“Signor Pattinson…”

“Mi dica…”

“Mi scusi per prima… Voglio darle una buona notizia.”

“Oh grazie. Che notizia?”

“Ho deciso di prendere una Batgirl”

“Molto bene, una giovane nel cast. E chi sarà?”

“Una sua ex collega. Kirsten Stwart”

“NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO”

Harry Potter e la critica non costruttiva

Recentemente è giunta la notizia che una scuola cattolica di Nashville ha eliminato i libri di Harry Potter dalla propria biblioteca su ordine del pastore responsabile della struttura, dopo che questi si è consultato con diversi esorcisti, per evitare che gli studenti possano evocare demoni e spiriti maligni recitando gli incantesimi letti negli episodi della saga del maghetto più famoso del mondo. Evitando di fare l’ennesimo post contro la religione, poiché questa vicenda è dettata dall’ ignoranza e da una visione distorta del credo e della realtà, ho voluto fare una storia che possa strappare un sorriso.

Hogwarts, ore 11:20
lo studente Grifondoro Harry Potter, insieme ai suoi amici Ron Weasley ed Hermione Granger ed altri studenti , si trova nell’ atrio dell’ingresso del castello, quando il massiccio portone viene sventrato da un’esplosione. Alcune figure simili a cavalieri medievali appiedati avvolti in armature futuristiche ed equipaggiati con alabarde, spadoni e dei grossi fucili mitragliatori irrompono nella struttura e circondano gli ignari studenti, preceduti da una figura alta e magra, chiusa in un pesante soprabito scuro e la testa coperta da un cappello a tronco di cono dalla tesa ampia. L’uomo avanza lentamente e, dopo aver avuto la sicurezza di essere al centro dell’attenzione di tutti i presenti, esclama: “Bonedie, pulchri pueri, mi duole recare meco la vostra dimora in siffatta maniera…”
Ron Weasley: “Ma come parla?”
Hermione Granger: “Shhhhhh”
Inquisitore: “Ma debbo richiedervi di cedere meco lo giovine chiamato Arrigo Vasaio”
Lo sconcerto sul volto dei presenti si trasforma prima in dubbio, poi di nuovo in sconcerto e infine in odio rivolto verso il loro occhialuto compagno che la mano candida e provvidenziale di un certo Draco Malfoy,studente Serpeverde, spinge verso l’ Inquisitore.
L’uomo si avvicina con fare sicuro e maestoso al ragazzo al cui fianco si schierano i suoi sopracitati amici
“Arrigo Vasaio?” chiede la cupa figura
Harry Potter: “Io? No, signore, io non sono Arrigo Vasaio. Io mi chiamo… John… Fitzgerald…K…”
Hermione Granger fa un eloquente gesto davanti al collo di “tagliare” con la finta presentazione, alchè il signor Weasley, stupito dall’ ignoranza della collega, indica mimando ad Harry Potter come il 35° Presidente degli Stati Uniti sia stato ucciso da un proiettile e non tramite ghigliottina, ricevendo dalla collega una gomitata alle costole.
Harry Potter: “Kardashian”
Inquisitore: “Chiedo Venia?”
Harry Potter: “Sì, sono John Fitzgerald Kardashian”
Inquisitore: “Invero uno buffo nome… E li vostri compari?”
Hermione Granger: “Io sono sua cugina… Fitzgerald… Zelda…”
Ron: “Link. Il protagonista del gioco si chiama Link. La principessa si chiama Zelda…”
Hermione: “Ma cosa cazzo c’entra ora, Ron?”
Inquisitore: “E codesto Malpelo quale nome reca?”
Ron: “Ron… aldo. Cristiano.”
La studentessa alza gli occhi al cielo, mentre l’Inquisitore soppesa se freddare il ragazzo dai capelli rossi, e per via di questi palesemente araldo delle progenie infere, od aspettare di avere prima tra le mani Arrigo Vasaio.
Inquisitore: “Non avendo a portata di occhi lo giovine debbo richiedere a voi di portare meco uno tutore o uno nobile con cui disquisire”
Hermione Granger: “Noi non vi porteremo da nessuna parte, fino a quando non ci darete le dovute spiegazioni.”
Inquisitore: “Per quale nefanda ragione la fanciulla favella senza prima richiedere lo permesso?”
Ron: “Me lo chiedo anche io…”
Inquisitore: “Zittitevi, marrano!”
Hermione: “ La smetta! Fate esplodere il portone, invadete la scuola e chiedete di Harry… Ci dica almeno cosa volete?”
Inquisitore: “Ohibò… Ordunque, lo vostro compagno e germano Arrigo Vasaio è stato accusato invero di evocare con metifiche favelle demoni e diaboli!”
Harry Potter: “Perchè assomigliate all’ Inquisizione di Warhammer 40000?”
Inquisitore: “All’ autore del blog piaceva così!”
Ron: “Sbaglio od ha appena perso la parlata finto medievale?”
Inquisitore: “Zittitevi, Serpe!”
Draco Malfoy: “Hey, non insulti i serpenti paragonandoli a Weasley”
Inquisitore: “Orbene, recate meco dal vostro mastro.”
Harry Potter: “Il Professor Silente è salito sulla Torre di Astronomia con il professor Piton… Dobbiamo solo aspettare che torni.”
Ron: “Anche se non si vede da due ore, ovvero dopo aver sentito un ‘Severus… Ti prego” e aver visto un lampo verde seguito da un tonfo…Ma sono sicuro che stiano chiacchierando amabilmente”
Inquisitore: “Ohibò, mi sta venendo il sangue caldo… Indicatemi un altro con cui posso disquisire…”
Hermione: “O un’altra, maschilista!”
Inquisitore: “Ninfa, io non mi definisco uno maschilista… Invero non ho mai tirato un manrovescio ad alcuna fanciulla!”
Ron: “Che cos’è un manrovescio?”
Inquisitore: “Come dipanare lo quesito davanti a vobis… Debbo richiedere lo aiuto di Corrado Augias”

Corrado Augias: “Manrovescio è un termine arcaico e desueto con cui si indica lo schiaffo dato con il dorso della mano. A dire il vero durante la mia lunga e riccca carriera da attore di film pornografici io stesso ho tirato dei discreti manrovesci sulle candide natiche delle fanciulle con cui…”

Inquisitore: “ Ehm… Ringrazio vobis! Melius est non rimembrare la vobis vita o vi rabbuierete…”
Harry Potter: “No, no, a me interessa! Continui!”
Hermione: “Corrado Augias ha fatto dei porno?”
Ron: “Chi è Corrado Augias?”
Inquisitore: “ZITTI! Ordunque portate meco da uno qualsiasi mastro o vi giuro che vi farò passare la mezz’ora peggiore della vostra vita!”
Ron: “Ha perso di nuovo la parlata…”
Inquisitore: “Zittitevi, microcefalo!”
Harry Potter: “Stiamo tutti calmi… Allora io ora vi porto da un professore e voi lascerete la scuola, facciamo così?”
Inquisitore: “No, io non lascerò questo posto fino a quando non avrò Harry Potter e anche la Pietra filosofale”
Ron: “La parl…”
Hermione: “Sta zitto, Ron, glielo diremo dopo! Comunque… Ehm… Noi non abbiamo nessuna pietra filosofale qui…”
Harry Potter: “Sì, infatti… Qui di alchimisti conosciamo solo… Full Metal Alchemist…”
Inquisitore: “Prima serie o Fratellanza?”
Ron, Hermione ed Harry: “Brotherhood!”
Colin Canon: “A me piace la prima serie!”
BANG
Il corpo senza vita di Colin Canon crolla al suolo sotto gli sguardi attoniti degli studenti che poi si rivolgono all’ Inquisitore, con ancora in mano la pistola laser fumante, che spiega: “Era uno heretico… Ordunque, ora portatemi dallo vostro padrone!”
Hermione: “Har… John, cosa facciamo? La McGranitt non c’è, così come la Sprite… Chi chiamiamo?”
Hagrid: “Cosa sta succedendo qui?”
Harry, Ron ed Hermione: “Hagrid!”
Inquisitore: “Ohibò, un ogre!”
Hagrid: “Lei chi è?”
Inquisitore: “Io reco lo nome di Macarius Benedictus e cerco Arrigo Vasaio!”
Hagrid: “ Arrigo… Ah, Harry Potter! Lo ha davanti. Come fa a non conoscere il maghetto più famoso del nostro mondo?”
I Cavalieri Grigi si irrigidiscono, così come l’Inquisitore che sposta il suo sguardo da Hagrid ad Harry. Tutti gli studenti alzano gli occhi al cielo, tranne un sornione Draco Malfoy. Mentre il giovane mago viene portato via dal reparto dell’ Inquisizione e gli studenti fissano Hagrid come una multa sul parabrezza, il mezzo gigante esclama: “Ugh, non avrei dovuto dirlo!”

Toni Servillo e i fumetti: una storia d’amore iniziata malissimo

Ciao, ragazzi, mi scuso per questa pausa estiva, ma avevo bisogno di raccogliere un po’ i pensieri e trovare argomenti di cui valesse la pena parlare. Voi, però, sapete che sono come la peperonata: ritorno nei momenti meno opportuni. Oggi cercherò di essere un po’ più serio mentre parlo di un argomento spinoso, emerso dopo le ultime affermazioni di un noto attore e di un certo esponente politico riguardo ai fumetti. Buona lettura!

Igort è uno straordinario autore di graphic-novel, un genere che si affranca dalla riduttività del fumetto e va verso una ambizione ormai conclamata di vera e propria letteratura e 5 è il numero perfetto appartiene a questo genere, per cui noi non abbiamo mai avuto la sensazione di dover passare dalla bidimensionalità alla tridimensionalità. Sia detto con il massimo rispetto: nessuno di noi ha pensato di fare Paperino e Topolino al cinema”

Queste è la dichiarazione, insieme a quella fatta da un noto politico( inizia per “S” e finisce con “ini”) in cui sono stati usati di nuovo dei personaggi della banda Disney in tono dispregiativo per parlare del nuovo governo, che ha scosso e indignato il mondo degli appassionati di fumetto, in particolare i fan del settimanale “Topolino”. Toni Servillo, uno degli attori italiani più apprezzati degli ultimi anni ed eletto a “Maestro” dopo la sua eccellente interpretazione nel film “La Grande Bellezza” si è così inimicato una discreta fetta di pubblico durante un’intervista rilasciata a “Repubblica” mentre presentava al Festival del Cinema di Venezia “5 è il numero perfetto”, tratto da una graphic novel del nostrano Igort, dimostrando, in realtà, un fatto ben preciso: in Italia il fumetto è ancora visto come uno strumento narrativo di serie B o così è visto dall’ opinione pubblica. Intanto facciamo una distinzione precisa tra i due termini usati dal noto attore:

il fumetto è un mezzo di comunicazione basato sull’uso di una serie di immagini disegnate in sequenza che raccontano una storia, il tutto condito dai caratteristici “balloon” in cui vengono scritti i dialoghi, i monologhi o i pensieri dei personaggi. Tramite questo mezzo sono state scritte storie di tutti i tipi: western, umoristiche, supereroistiche, disneyane, drammatiche, basate su fatti storici, noir, poliziesche e introspettive.

La Graphic Novel,invece, è un genere del fumetto in cui la storia ivi contenuta è auto-conclusiva.

Come vedete non ci sono differenze sostanziali. Probabilmente il signor Servillo voleva indicare lo “spillatino”, ovvero quel formato di fumetto ad uscita settimanale, quindicinale, mensile, bimensile, trimestrale o annuale in cui viene raccontato un episodio di un arco narrativo ben più ampio e che non conclude la pubblicazione, ma anche qui poteva risparmiare questa stoccata alla letteratura di consumo. Mettiamo le cose in chiaro: in Italia esiste un nutrito numero di lettori tra i giovani ed i meno giovani e ricordiamo che anche in questo ambito il nostro paese ha lasciato il proprio segno. Dai fumetti della Bonelli alle storie scritte per la Disney, prima pubblicate dalla Mondadori e in seguito dalla Disney Italia, il Bel Paese ha da sempre creato generato storie che hanno commosso e appassionato generazioni di lettori. Il problema è che non abbiamo una vera cultura del fumetto: mamme che regalano ai bambini del vicino i fumetti dei figli ormai diventati adulti, l’idea che il genere sia rivolto ad un pubblico infantile o immaturo, bambini che trasformano le pagine dei nostri beniamini in barche di carta, noti programmi televisivi che puntano il dito verso il manga, il fumetto giapponese, indicandolo come un ricettacolo di pedofilia o banalmente anche certi edicolanti che ti guardano come una multa sul parabrezza quando compri uno spillatino di un comics americano sono tutti segnali che il fumetto in Italia ha un nemico ben preciso: l’ignoranza. Una persona che utilizza Topolino per denigrare qualcosa non ha mai letto( o forse ha dimenticato) le storie Disney che proprio in Italia hanno influito sul lessico e che spesso hanno mostrato uno spaccato della nostra società utilizzando l’ironia e senza bisogno della volgarità o della risata grassa. I comics americani hanno fatto sognare migliaia di lettori in tutto il mondo e accompagnato adolescenti e adulti con le loro avventure dove spesso le tematiche erano anche delicate: droga, prostituzione, violenza, criminalità ed etica si mescolavano con l’eterno dilemma su quanto essi potessero spingersi verso le tenebre prima di diventare come coloro che combattevano. Tex e Dylan Dog sono le punte di diamante della Bonelli e anche loro sono stati gli eroi di intere generazioni di lettori, tanto che ancora adesso si possono vedere distinti signori andare nell’ edicola sotto casa e prendere un numero di “Tex”prima di andare al lavoro o a svolgere le commissioni di tutti i giorni.

Il signor Servillo non voleva offendere nessuno, ma lo ha fatto. Sicuramente si sarà già frantumato i maroni a forza di leggere post, articoli, commenti e meme fatti da lettori di fumetti, per questo gli consiglierei di andare in una fumetteria o in un’edicola e comprare un qualsiasi spillatino a sua scelta. Certo, a volte la qualità non è eccelsa, spesso si becca il numero brutto, disegnato male, ripetitivo o in cui non capirà nulla, ma… Se avrà pazienza e un pizzico di fortuna, magari si ritroverà ad emozionarsi o sorridere per una frase arguta detta da un signore che combatte il crimine avvolto da un mantello o per le disavventure di un buffo papero vestito da marinaretto senza pantaloni inseguito dai creditori, così come abbiamo fatto noi con i suoi film.

Melevisione: una storia alternativa

Milo Cotogno si alzò all’alba ed iniziò a prepararsi. Aspettava da mesi quel giorno e ormai era pronto. Sopra i soliti vestiti mise una corazza di cuoio, mentre alla cintola legò un fodero contenente una spada da lato, regalo del principe Giglio. Era così emozionato e spaventato allo stesso tempo che quasi dimenticò della pistola a pietra focaia che gli aveva lasciato suo nonno decenni addietro e che gli sarebbe potuta essere utile quel giorno, ma il riflesso del sole sulla lunga canna in acciaio attirò la sua attenzione proprio mentre stava per uscire dalla sua casetta. Quel giorno sarebbe andato con Re Quercia, alcune guardie e perfino due giganti ad affrontare il drago che aveva terrorizzato Tonio fino alla pazzia. Tonio. Quel nome provocò una gran deprestrezza in Milo, poiché il povero Tonio era stato trovato in una radura, delirante, con barba e capelli inspiegabilmente lunghi, visto che era partito solo due giorni prima, mentre farneticava di una bestia mostruosa. Erano stati costretti a legarlo ed a sigillargli la bocca con una museruola perché aveva cercato di tagliarsi le vene con i denti. Milo allontanò dalla mente quel ricordo e iniziò a camminare verso la radura dove avevano trovato Tonio, luogo dove si sarebbero radunati il re, le guardie e forse qualche volontario. Arrivò lì che il sole era già alto, ma non si sentiva per nulla stanco e salutò con gioia Lupo Lucio e la Strega Varana, gli unici, insieme a qualche gnomo, che avevano risposto alla chiamata del sovrano. “Gli abitanti del Fantabosco sono dei pignacodardi” Pensò Milo, esterrefatto. Ad un ordine di Re Quercia la piccola armata partì verso Sud, con il sovrano in testa, seguito dai due giganti, le guardie reali, la strega, il lupo, Milo e gli gnomi volontari. Nonostante la pericolosità della missione, l’umore era allegro e tutti facevano gli spavaldi o raccontavano cosa avrebbero fatto al drago. Il sole scese verso l’orizzonte, mentre le ore passavano e l’armata avanzava, fino a quando non si ritrovarono davanti ad una caverna che squarciava una parete rocciosa. Era così scura che perfino Lupo Lucio e la Strega Varana non riuscirono ad apprezzarla, mentre uno strano silenzio ed un’improvvisa irrequietezza ammorbarono l’aria. Gli alberi intorno erano spogli e l’erba marcescente. Re Quercia capì immediatamente che quella creatura non era un drago normale e subito ordinò: “Presto! Tutti in formazione!” Le guardie armate di alabarde ed archi si disposero intorno al sovrano, mentre i due giganti formarono la prima linea. I volontari, invece, si misero dietro un gruppo di cespugli su chi crescevano dei funghi malati dal colorito marroncino-grigiastro.

Quercia rincuorò i suoi sudditi: “Non temete, figli del Fantabosco, quella creatura non vincerà oggi!”

Uno strano lungo lamento uscì dalla caverna. Terribile. Lento. Abominevole. Gli gnomi iniziarono ad urlare e mettersi le mani sulle orecchie, ma non serviva a nulla. La voce stridula ed aliena berciava cacofonicamente delle parole inizialmente incomprensibili, ma poi sempre più chiare: “VI POVTO AMOVE”. Milo aveva sguainato la spada e ora la teneva malamente puntata verso l’ingresso della caverna, mentre gli tremavano le gambe e la testa gli pulsava sempre di più. Poi la creatura uscì, mostrando un corpo nudo, pallido e informe, avvolto da una pelle grigiastra e sormontato da un volto rugoso, ma allo stesso tempo giovanile, su cui spiccavano due occhi freddi come il vuoto dello Spazio. L’essere fissò uno ad uno i visitatori del suo antro con un sorrisetto malizioso stampato su quel volto simile ad una statua mostruosa, poi disse: “IO SONO IL POVTATOVE DI AMOVE E VOI SIETE TUTTI MIEI. SIETE I MIEI PVEZIOSI FIGLIOLI” Poi si gettò con movimenti scattosi e fulminei sul gigante più vicino, trapassandolo con un osceno pungiglione nero e viscido che spuntò di colpo dalla parte bassa del suo addome, come quello delle formiche guerriere delle giungle del Sud. Il gigante gorgogliò qualcosa con la bocca schiumante piena di sangue, prima di afflosciarsi come un’oscena sacca di carne e ossa. L’altro gigante non ebbe nemmeno il tempo di prendere la clava che le zanne dell’essere gli strapparono via la gola, uccidendolo sul colpo. Mario Giordano, questo il nome del mostro, continuava a gozzovigliare con i corpi degli abitanti del Fantabosco, squarciandoli come se fossero baccelli pieni di succose leccornie. D’altra parte per lui lo erano.

La Strega Varana si parò davanti alla massa di volontari che strisciavano come vermi e tentò di lanciare un incantesimo verso il pallido giornalista, ma prima che potesse terminare di recitare le formule magiche,ad un gesto della mano artigliata dell’incubo incarnato, una strana luce malsana l’avvolse, trasformandola in una massa mostruosa di carne e tentacoli. Milo si rialzò e vide che tutto era perduto: Lupo Lucio era fuggito con i peli che diventavano sempre più grigi a causa del terrore, Re Quercia giaceva con il collo spezzato tra i cadaveri delle sue guardie e intorno a lui le voci e le urla si spegnevano una ad una. Il mostro stava succhiando il sangue dalla carotide di Pigno Arbustino, un giovane gnomo, e stava dando le spalle al bibitiere che, lentamente, tirò fuori la pistola e la puntò verso la schiena gibbosa del Demone. L’arma tremava nella sua mano, mentre Milo sentiva solo una paura opprimente che gli stava serrando la gola e gli offuscava la vista. Non sarebbe servito a nulla sparare a quel mostro… Tutto era perduto e Milo sapeva che poteva fare solo una cosa. Un colpo di pistola l’aria nella valle e Giordano si girò appena, mentre il corpo senza vita di uno gnomo bibitiere si accasciava al suolo con un buco in testa.

Milo si svegliò di soprassalto. Un dolore talmente forte da avergli anestetizzato i sensi si dipanava per tutta la sua testa. La mano aveva tremato troppo e non si era inferto un colpo mortale. Ovunque era buio e i cadaveri dei suoi compagni si ergevano in mezzo alla radura come osceni tronchi o massi. Non vi era traccia del mostro, ma solo il silenzio spezzato dal respiro affannoso e rantolante di Milo. Sarebbe morto lì, soffrendo terribilmente. Voleva urlare, ma non ci riusciva. Non riusciva più a fare nulla. Improvvisamente alcuni passi attirarono la sua attenzione, troppo ovattati per essere quelli del Demone… Milo si trovò davanti alle scarpe di una figura alta, avvolta in un mantello con un cappuccio e una maschera raffigurante un volto umano. Lo gnomo rantolò qualcosa e rimase a fissare con sguardo spento e morente il nuovo arrivato. La figura, a quel punto, si tolse la maschera e, con tono solenne, disse: “CIIIIIAAAAAAOOOO, ragazzi! Eccoci qui per una nuova puntata di ART ATTACK! Oggi faremo un golem di carne da usare come schiavo mentre voi studiate il modo per risvegliare un dio alieno che giace nelle rovine vicine. Per prima cosa vi servono un cadavere od un uomo morente, ma va bene anche uno gnomo, forbici dalla punta arrotondata e, soprattutto, tanta colla vinilica e acqua. Siete pronti per un attacco d’arte?” E Milo capì che l’ Inferno era appena iniziato.

Spider-Man Far From Home. Recensione breve

L’ultima pellicola di casa Marvel e della fase 3 del MCU regala gioie e chicche a non finire. Sebbene, personalmente, abbia preferito “Spider-Man: Homecoming”, questo film ha tutte le carte in tavola per entrare nel cuore di molti fan, nonostante un inizio leggermente trash. Molti richiami alle precedenti pellicole e ad un eroe in particolare, insieme ad un umorismo  leggero e non stucchevole, caratterizzano l’opera con un ottimo Holland e un sempre immenso Jake Ghill…Jake Gyll… Donnie Darko! Comunque, anche se la trama in certi punti risulta un po’ debole, gli effetti visivi, il cast, gli scenari e il marchio Marvel- Disney riescono a far dimenticare qualche piccolo errore o il fatto che per gli americani noi europei siamo una civiltà di carnevalari a cui si possono radere al suolo le città a cazzo di cane, Venezia in particolare. In soldoni, se siete fan della Marvel e dell’amichevole Spider-man di quartiere, questo è il film che fa per voi, anche se non ci saranno più cameo di nonno Stan Lee ad allietarci. Ricordatevi che ci sono ben due scene dopo i titoli di coda, entrambe abbastanza importanti.

Fatemi sapere le vostre opinioni nei commenti e ci vedremo presto con il prossimo articolo!

Luca e Rai Yo-Yo: Un rapporto di amore e odio… Forse più odio che amore: Dottoressa Peluche

Bentornati, cari utenti, su questo blog dopo un periodo di blocco dello scrittore-mancanza di mezzi adeguati o di tempo e aver iniziato a “Doki Doki Literature Club”, gioco che non mi ha assolutamente influenzat…JUST MONIKA!… Ehm… Dicevamo? Ah sì… Nonostante la Disney in questi ultimi giorni mi stia dando parecchi spunti per parlare degli ultimi live action, ho preferito concentrarmi su un altro prodotto della Casa del Topo con protagonista una bambina diversamente lattea, ovvero “Dottoressa Peluche”

La trama è semplice, ovvero in ogni puntata la piccola Dotty (perché il nome deve rispecchiare il mestiere che dovremo fare… Eh? Capita? Dottoressa-Dotty? Ma quanto sono simpatici alla Disney? Per fortuna che la piccola non vuole fare la Pornostar!) anima con il suo stetoscopio  i giocattoli e aiuta quelli bisognosi  di cure, dando anche consigli preziosi ai bambini su cosa fare per evitare di prendere insolazioni e cose simili. Bellissimo, vero? Possiamo far vedere ai piccoli di casa nostra le avventure di una bambina dolce e responsabile che non vuole fare la principessa, ma un lavoro duro e votato ad aiutare il prossimo! E invece no… Questa è la storia di una ragazzina profondamente disturbata che pensa tutto il giorno  in maniera ossessiva a salvare dei giocattoli, evitando spesso di socializzare con i suoi coetanei o sfruttandoli per farsene regalare altri affinchè la sua psicosi possa trovare nutrimento. A volte trascina anche queste povere piccole anime(o sua nonna o il ricordo della vegliarda, perché non si capisce se la vecchia sia viva o meno, o Michelle Obama) nella sua follia, mostrando grande carisma e capacità di manipolazione. Nella seconda stagione la cosa degenera e Dotty dirige un ospedale nel mondo dei giocattoli, assistita dai suoi più fidi pupazzi e peluche. Vediamoli insieme:

Draghetto: Sciocchino e borioso, rappresenta palesemente la società patriarcale(come ci sta insegnando l’esclusione di Mushu dal live action di “Mulan”, il drago è la metafora di un fallo) che crea pasticci e causa problemi agli altri, millantando qualità che non ha. Fino ad ora è riuscito solo ad occuparsi di un cane giocattolo smarrito da un bambino.

Bianchina: Dolce, tenera e amante della danza, la pecorella di Dotty è famosa per dare od offrire  abbracci anche a sconosciuti, sebbene non ve ne sia richiesta o bisogno. Ovviamente lo fa per ricevere attenzioni mai avute nella fabbrica dove è stata cucita o dal suo creatore, indi per cui mercifica il proprio corpo e dà affetto per cercare di ottenebrare quel senso di vuoto che l’accompagnerà per  tutta la vita o fino a quando le medicine che dovrà prendere Dotty da adulta non faranno effetto e Bianchina tornerà ad essere un peluche senza cuore, emozioni o pensieri, lasciata in uno scatolone da sola e abbandonata da tutti, facendole  vivere così il suo peggior incubo.

Nevino: Ipocondriaco, sprovvisto di memoria a breve termine e affetto da un leggero ritardo, questo pupazzo di neve di peluche passa l’esistenza nel terrore di ammalarsi o sciogliersi, combinando spesso disastri. Sebbene debba sempre essere assistito e gli debba essere ricordato che è un giocattolo, a volte viene assecondato con delle visite fasulle che non fanno altro che andare a peggiorare la sua ipocondria, ma che permettono a Dotty di mantenere sotto il suo controllo questo giocattolo dalla mente semplice.

Hallie: L’assistente con maggiore esperienza della dottoressa Peluche e custode del “Grande Libro della Bua” ha un’esperienza pluriennale nell’aiutare i pazienti e ad alleggerire la tensione con battute di basso livello e metafore stupidissime che lei fa per mitigare così quel senso di inferiorità fisica che prova nei confronti di Bianchina, più giovane e fisicamente più in forma di lei, costretta a tenere sempre quei brutti  vestiti a righe e nascondere le sue forme.

Non vi è molto altro da dire su questo cartone, a parte la presenza di un personaggio di nome Squittino, spesso scambiato per Squirtino, e l’ episodio crossover con Winnie The Pooh, in cui stranamente, visto che è un programma  in cui si parla di medicina, all’orsetto più dolce del mondo non vengono mai affibbiate parole tipo “itterico” o “diabetico”. Sembra, inoltre, secondo i rotocalchi, che nel dietro le quinte Bianchina abbia provato a sedurre gli abitanti maschi de “Il Bosco dei Cento Acri” per fare una gangban… Una sessione di gruppo, facendo così indispettire Pimpi, di solito protagonista assoluto delle ammucchiate con Tigro e Co.

A breve torneranno anche le rubriche su Warhammer e su altre amenità simili.

Luca passione Warhammer: Bretonnia

Ritorniamo con la rubrica sul wargame più famoso del mondo, andando a parlare di una fazione così amata dai fan che in “Warhammer: Age of Sigmar”, il seguito del vecchio “Warhammer Fantasy”, questo esercito non esiste più: i Bretonniani.

“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto”

La Bretonnia, seconda fazione umana per importanza all’interno del Vecchio Mondo, è un misto tra la Francia medievale del periodo che va dal 1100 fino al 1300 e l’idea che lo spettatore televisivo-cinematografico medio ha della corte di Re Artù, dominata da un re, 14 duchi e decine di nobili e cavalieri che passano la loro esistenza tra campi di battaglia, banchetti e battute di caccia, mentre il resto della popolazione è formato da legioni di contadini con i volti ricoperti di pustole che indossano abiti sporchi e vanno in guerra con falci e zappe. Bello, eh? Comunque… La divinità principale è “La Dama del Lago”, Dea della Giustizia e della Virtù, che infiamma di sacro furore e di coraggio i cavalieri bretonniani, pronti a caricare bande di orchi, goblin e le armate del Caos senza paura, portando cotte d’arme, bardature e insegne con accostamenti di colori talmente orrendi da far venire attacchi di epilessia a qualsiasi essere vivente nel raggio di 200 metri. Sarà questo il motivo per cui i bretonniani vengono definiti “i migliori cavalieri del mondo”, nonostante abbiano un livello tecnologico inferiore rispetto all’Impero, a Kislev e, praticamente, a qualsiasi fazione umana? Probabilmente sì. I bretonniani, inoltre, sono vicini alla foresta di Athel Loren, patria degli Elfi Silvani, un popolo di orecchie a punta che passa le giornate a guardare male chiunque passi accanto alla propria foresta od a crivellare di frecce gli intrusi. Insomma, non proprio dei mostri di simpatia, soprattutto quando il loro Re, Orion, Avatar del dio della caccia, e consorte di Ariel,reincarnazione della dea madre degli elfi silvani, fa sporadicamente una festicciola detta “Caccia Selvaggia” in cui compie delle sortite a Bretonnia, insieme ai suoi segugi ed un seguito di elfi e altre creature, dove trova ignari viandanti, li cattura o li uccide e li porta nella Foresta. Nonostante questo, e delle spedizioni militari bretonniane nella foresta, le due fazioni hanno una convivenza quasi pacifica e in un paio di casi si è assistito a delle alleanze. I nobili del regno che hanno avuto maggiori onorificenze e un reddito elevato possono permettersi di cavalcare e mantenere Pegasi od Ippogrifi, cosa che nell’impero succede con Grifoni e semigrifoni, fatto che li rende estremamente fighi e carismatici. Questo fino all’incontro con una qualsiasi banda di arcieri… A quel punto rimarranno fighi e carismatici, ma un po’ più fermi.

La prossima volta sceglierete voi con quale fazione iniziare. Fatemi sapere nei commenti se preferite che si parli di Elfi Alti, Elfi Oscuri, Elfi Silvani, Nani, Nani del Caos,Orchi e Goblin, Uomini-Ratto, Uomini-Lucertola, Ogri, Uominibestia, Conti Vampiro, Re dei Sepolcri,Demoni o dei Guerrieri del Caos?