Bentornati sul blog con le mie opinioni a caldo sulle prime due puntate della nuova serie Amazon “The Lord of The Rings-The Rings of Power” ovvero “Il Signore degli Anelli- Gli Anelli del Potere”. Prima di iniziare vorrei solo puntualizzare alcune cose:
– L’articolo sarà pieno di spoiler e sarà molto lungo ,quindi, se non l’avete ancora vista, evitate di leggerlo
– Parlare con me di Tolkien è come parlare di musica con i metallari o di Religione con le vecchie che vanno a messa la domenica mattina, tanto per farvi capire la mia apertura mentale sull’argomento. Alcuni miei contatti mi hanno sentito ululare per questa serie, ma nell’articolo ho cercato di scindere l’appassionato di Tolkien dal recensore di film e serie tv. Probabilmente non riuscendoci
-Non entrerò nella discussione del colore della pelle di alcuni attori della serie in questo articolo. Ne accennerò sicuramente , ma non voglio che i commenti sotto di esso si concentrino solo su un argomento
– Questo articolo non è una vera e propria recensione, dato che la serie non è uscita interamente e, ovviamente, le mie opinioni sono perfettamente confutabili. Nessuno qui ha la Verità Assoluta.
Bene. Ora possiamo iniziare
La serie si apre con un prologo che, esattamente come succede nella trilogia cinematografica di Jackson, vede Galadriel raccontarci i fatti che portarono alla situazione attuale nella Terra di Mezzo. Solo che questa volta il minutaggio si concentra più sul classico clichè della bambina coraggiosa che pesta i bulletti elfi che le hanno affondato la barca di carta gettandoci contro un sacco di sassi, che non sugli avvenimenti della Prima Era. Perchè? Beh, ci sono diversi motivi: intanto Amazon non ha i diritti su tanti elementi del Legendarium tolkieniano, quindi non li hanno potuti inserire se non accennandoli, le scene dove i bulletti le prendono piacciono un sacco ad Hollywood, allo spettatore medio che guarda le serie tv mentre scorre Instagram non frega un cazzo di chi sia Morgoth e anche perché così viene introdotto il fratello maggiore di Galadriel, Finrod.
Segue dialogo tra i due fratelli:
Finrod: “Sai perché la barca non affonda e il sasso sì?”
Galadriel: “Per le Leggi della Fisica?”
Finrod: “No, sciocchina, ma perché il sasso guarda sempre in basso e la barca, invece, in alto”
Galadriel: “Hai fumato di nuovo l’ Erba Pipa?”
Potrei aver parafrasato qualcosa.
Comunque, in pochi minuti vengono condensati alcuni fatti della Prima Era, ridotti ad un lungo viaggio degli Elfi da Valinor alla Terra di Mezzo con un sacco di battaglie e caduti, la comparsa di Sauron e la morte di Finrod per mano del suddetto. Tutto questo pezzo introduce la nostra eroina nel bel mezzo del posto più freddo al mondo per cercare tracce dell’ Oscuro Signore che è scomparso da così tanto tempo che molti elfi se lo sono praticamente dimenticato o hanno smesso di preoccuparsene, tra cui Gil-Galad ed Elrond. La Compagnia del Ghiacciolo trova, quasi per caso, una fortezza di Morgoth in cui si trovano tracce palesi, ma vecchie, di Sauron e un troll delle nevi non particolarmente gentile che viene ucciso da Galadriel grazie alla tecnica elfica del farsi lanciare da un compagno tramite spadone a mo’ di catapulta. Herbert Ballerina approves. Galadriel vuole continuare la caccia, ma i suoi sottoposti ne hanno i coglioni pieni e la costringono a tornare a casa. Intanto tutti noi ci stiamo facendo una domanda:

Nella seconda sottotrama vediamo i Pelopiedi, antenati degli Hobbit, nascondersi dalla gente alta, in particolare due cacciatori che hanno avuto la brillante idea di vagare per delle zone piene di lupi con dei palchi d’alce legati alla schiena, in una regione della Terra di Mezzo e vivere tipo… I Bimbi Sperduti? Da nomadi, ma senza animali da traino per i carri? Qui conosciamo Nori che sarà l’ equivalente di una Baggins nella serie… Vuole vedere il mondo, ma tutti le dicono di evitare i pericoli e di non andare all’ avventura. Tanto poi si ritroverà un uomo meteora davanti alla faccia. Non scherzo. Cade un tizio tipo meteorite durante la serie. In un’altra regione incontriamo Arondir, un elfo di un avamposto di frontiera che deve controllare che la popolazione locale, umana, non torni a venerare Morgoth o allearsi con orchi e altri mostri, innamorato di Bronwyn, una donna del posto, il cui figlio, Theo, oltre ad essere il bambino dell’ “Era Glaciale” ormai cresciuto, nasconde una spada spezzata con il simbolo di Sauron, mentre fenomeni di corruzione si manifestano per tutta la zona, così come l’arrivo degli orchi, ritenuti scomparsi da tempo. Almeno per gli Elfi. Perché ritornando alla sottotrama di Galadriel, rimandata a Valinor da Gil-Galad perché aveva spaccato i cogl… Cioè volevo dire… Per guarire dalle ferite del suo animo, la nostra eroina all’ ultimo si getta dalla nave da cui era partita e nuotando in mezzo all’ Oceano, senza quasi accusare fatica, incontra dei naufraghi umani che vengono braccati da un pesce-drago-verme di cui sopravvive solo l’ Aragorn dei poveri… Con cui spero non ci sia la storia d’ Amore, ma gli indizi portano a quello, soprattutto quando i due vengono trovati svenuti sulla loro zattera dopo una tempesta da un misterioso capitano…Dicevo? Ah sì… Dall’ Aragorn comprato al discount, veniamo a sapere che lui è scappato dalla sua patria a causa degli orchi. Quindi… Non entro maggiormente nei dettagli perché temo di aver già fatto abbastanza spoiler. Ma cosa possiamo dire di questi due episodi? Escludendo il discorso filologico tolkieniano si può affermare che sono… Mezzabotta? Meh? Gne? Boh? Cioè belli visivamente, ma per un miliardo di dollari d’investimento molte cose lasciano a desiderare. Spesso determinati oggetti di scena, in particolare le armature, si vede che sono finti, in plastica o fatti con la stampante 3D.

Nulla da dire sulle musiche e sulle scenografie mentre la computer graphica non è sempre esaltante e non sto apprezzando il vestiario, il trucco, se contiamo anche i capelli o la scelta dei costumi.
E ora parliamo della resa delle varie razze della Terra di Mezzo, umani esclusi perché fino ad ora si sono visti solo contadini generici, e, indirettamente, del cast e del taglio dei personaggi. Partiamo con gli Elfi facendo un gioco. In questa foto c’è un intruso, ovvero uno che non è un Elfo, provate ad individuarlo:

Se avete pensato ad Arondir, non è la risposta giusta.
Allora, io capisco che sia praticamente impossibile rendere gli elfi belli come li immaginava Tolkien e quello va bene… Ma perché pensare che per il suddetto il sinonimo di bellezza divina fosse Norman Osborn? Questa pettinatura, tra l’altro, rende gli attori più brutti di quanto non siano e sono sicuro che se avessero usato delle cavolo di parrucche lunghe si sarebbero risparmiati un sacco di fatica e ci sarebbe stata una resa migliore. Anche la pettinatura di Arondir non si può vedere, dato che è palese che sia stata fatta con il rasoio elettrico. E mi da fastidio perché l’attore è l’unico abbastanza bello da rendere come elfo.
“Ma è nero”
Lo so che è nero, ma in questa serie è davvero l’unico che, pettinatura moderna esclusa, sembra un elfo e un combattente. Cavolo, Celebrimbor, il fabbro più importante per gli Elfi, assomiglia ad un contabile. Il contabile Celebrimbor Fitipaldi Ghileotti…Poi devono spiegarmi perché Elrond non ha i capelli neri che è uno dei tratti distintivi del personaggio… Ma passiamo ai nani.
I nani hanno quella regola non scritta che devono dividersi le gag insieme agli Hobbit e le scene di Elrond a Khazad Dum ne sono la prova. Per quanto io abbia apprezzato certe scelte, come l’uso degli specchi per portare la luce solare sulle coltivazioni nella città sotterranea, non ho amato l’aspetto inutilmente comico dato a Durin e al suo popolo.
I Pelopiedi sarebbero risultati molto più simpatici se non fosse stato per le centinaia di giochi di parole basati sui piedi e le ruote dei carri, per il resto direi che non sono esaltanti.
A parte queste scelte estetiche il cast comunque è valido, se non per l’ aspetto fisico, almeno sulla recitazione. L’ attrice che fa Galadriel è davvero brava. Peccato perché il taglio che hanno dato al personaggio non è eccelso e non parlo del fatto che combatta, cosa non impossibile nell’immaginario tolkieniano o per la generazione cresciuta con “Xena”, quanto gli atteggiamenti da fanatica che manifesta più volte nel corso delle due puntate, in particolare all’inizio e nel dialogo con Elrond, di cui ho apprezzato l’interpretazione.

Molto bravo anche l’ attore che interpreta Durin.
Come avrete capito non mi sono esaltato per questi due episodi, anzi. In generale, tralasciando il discorso dell’adattamento, questa serie è nella media, con qualche chicca o alcuni richiami alla trilogia jacksoniana che però decadono con scelte di sceneggiatura discutibili o un ritmo non sempre esaltante. Certo, non fa schifo come dicono alcuni, ma non è nemmeno un capolavoro. Sicuramente questo prodotto comunque piacerà ad una discreta fetta di pubblico, soprattutto tra coloro che non sono così tanto appassionati dei libri, e perfino tra alcuni di questi riscuoterà un certo successo, ma il prodotto poteva essere fatto sicuramente meglio ,almeno da quello che è emerso in questi episodi diretti da Bayona. Vedremo nei prossimi. Intanto fatemi sapere se avete apprezzato o meno la recensione. A presto


