The Rings of Power: La quasi Recensione

Bentornati sul blog con le mie opinioni a caldo sulle prime due puntate della nuova serie Amazon “The Lord of The Rings-The Rings of Power” ovvero “Il Signore degli Anelli- Gli Anelli del Potere”. Prima di iniziare vorrei solo puntualizzare alcune cose:

– L’articolo sarà pieno di spoiler e sarà molto lungo ,quindi, se non l’avete ancora vista, evitate di leggerlo

– Parlare con me di Tolkien è come parlare di musica con i metallari o di Religione con le vecchie che vanno a messa la domenica mattina, tanto per farvi capire la mia apertura mentale sull’argomento. Alcuni miei contatti mi hanno sentito ululare per questa serie, ma nell’articolo ho cercato di scindere l’appassionato di Tolkien dal recensore di film e serie tv. Probabilmente non riuscendoci

-Non entrerò nella discussione del colore della pelle di alcuni attori della serie in questo articolo. Ne accennerò sicuramente , ma non voglio che i commenti sotto di esso si concentrino solo su un argomento

– Questo articolo non è una vera e propria recensione, dato che la serie non è uscita interamente e, ovviamente, le mie opinioni sono perfettamente confutabili. Nessuno qui ha la Verità Assoluta.

Bene. Ora possiamo iniziare

La serie si apre con un prologo che, esattamente come succede nella trilogia cinematografica di Jackson, vede Galadriel raccontarci i fatti che portarono alla situazione attuale nella Terra di Mezzo. Solo che questa volta il minutaggio si concentra più sul classico clichè della bambina coraggiosa che pesta i bulletti elfi che le hanno affondato la barca di carta gettandoci contro un sacco di sassi, che non sugli avvenimenti della Prima Era. Perchè? Beh, ci sono diversi motivi: intanto Amazon non ha i diritti su tanti elementi del Legendarium tolkieniano, quindi non li hanno potuti inserire se non accennandoli, le scene dove i bulletti le prendono piacciono un sacco ad Hollywood, allo spettatore medio che guarda le serie tv mentre scorre Instagram non frega un cazzo di chi sia Morgoth e anche perché così viene introdotto il fratello maggiore di Galadriel, Finrod.

Segue dialogo tra i due fratelli:

Finrod: “Sai perché la barca non affonda e il sasso sì?”

Galadriel: “Per le Leggi della Fisica?”

Finrod: “No, sciocchina, ma perché il sasso guarda sempre in basso e la barca, invece, in alto”

Galadriel: “Hai fumato di nuovo l’ Erba Pipa?”

Potrei aver parafrasato qualcosa.

Comunque, in pochi minuti vengono condensati alcuni fatti della Prima Era, ridotti ad un lungo viaggio degli Elfi da Valinor alla Terra di Mezzo con un sacco di battaglie e caduti, la comparsa di Sauron e la morte di Finrod per mano del suddetto. Tutto questo pezzo introduce la nostra eroina nel bel mezzo del posto più freddo al mondo per cercare tracce dell’ Oscuro Signore che è scomparso da così tanto tempo che molti elfi se lo sono praticamente dimenticato o hanno smesso di preoccuparsene, tra cui Gil-Galad ed Elrond. La Compagnia del Ghiacciolo trova, quasi per caso, una fortezza di Morgoth in cui si trovano tracce palesi, ma vecchie, di Sauron e un troll delle nevi non particolarmente gentile che viene ucciso da Galadriel grazie alla tecnica elfica del farsi lanciare da un compagno tramite spadone a mo’ di catapulta. Herbert Ballerina approves. Galadriel vuole continuare la caccia, ma i suoi sottoposti ne hanno i coglioni pieni e la costringono a tornare a casa. Intanto tutti noi ci stiamo facendo una domanda:

Nella seconda sottotrama vediamo i Pelopiedi, antenati degli Hobbit, nascondersi dalla gente alta, in particolare due cacciatori che hanno avuto la brillante idea di vagare per delle zone piene di lupi con dei palchi d’alce legati alla schiena, in una regione della Terra di Mezzo e vivere tipo… I Bimbi Sperduti? Da nomadi, ma senza animali da traino per i carri? Qui conosciamo Nori che sarà l’ equivalente di una Baggins nella serie… Vuole vedere il mondo, ma tutti le dicono di evitare i pericoli e di non andare all’ avventura. Tanto poi si ritroverà un uomo meteora davanti alla faccia. Non scherzo. Cade un tizio tipo meteorite durante la serie. In un’altra regione incontriamo Arondir, un elfo di un avamposto di frontiera che deve controllare che la popolazione locale, umana, non torni a venerare Morgoth o allearsi con orchi e altri mostri, innamorato di Bronwyn, una donna del posto, il cui figlio, Theo, oltre ad essere il bambino dell’ “Era Glaciale” ormai cresciuto, nasconde una spada spezzata con il simbolo di Sauron, mentre fenomeni di corruzione si manifestano per tutta la zona, così come l’arrivo degli orchi, ritenuti scomparsi da tempo. Almeno per gli Elfi. Perché ritornando alla sottotrama di Galadriel, rimandata a Valinor da Gil-Galad perché aveva spaccato i cogl… Cioè volevo dire… Per guarire dalle ferite del suo animo, la nostra eroina all’ ultimo si getta dalla nave da cui era partita e nuotando in mezzo all’ Oceano, senza quasi accusare fatica, incontra dei naufraghi umani che vengono braccati da un pesce-drago-verme di cui sopravvive solo l’ Aragorn dei poveri… Con cui spero non ci sia la storia d’ Amore, ma gli indizi portano a quello, soprattutto quando i due vengono trovati svenuti sulla loro zattera dopo una tempesta da un misterioso capitano…Dicevo? Ah sì… Dall’ Aragorn comprato al discount, veniamo a sapere che lui è scappato dalla sua patria a causa degli orchi. Quindi… Non entro maggiormente nei dettagli perché temo di aver già fatto abbastanza spoiler. Ma cosa possiamo dire di questi due episodi? Escludendo il discorso filologico tolkieniano si può affermare che sono… Mezzabotta? Meh? Gne? Boh? Cioè belli visivamente, ma per un miliardo di dollari d’investimento molte cose lasciano a desiderare. Spesso determinati oggetti di scena, in particolare le armature, si vede che sono finti, in plastica o fatti con la stampante 3D.

Altissima qualità elfica

Nulla da dire sulle musiche e sulle scenografie mentre la computer graphica non è sempre esaltante e non sto apprezzando il vestiario, il trucco, se contiamo anche i capelli o la scelta dei costumi.

E ora parliamo della resa delle varie razze della Terra di Mezzo, umani esclusi perché fino ad ora si sono visti solo contadini generici, e, indirettamente, del cast e del taglio dei personaggi. Partiamo con gli Elfi facendo un gioco. In questa foto c’è un intruso, ovvero uno che non è un Elfo, provate ad individuarlo:

Se avete pensato ad Arondir, non è la risposta giusta.

Allora, io capisco che sia praticamente impossibile rendere gli elfi belli come li immaginava Tolkien e quello va bene… Ma perché pensare che per il suddetto il sinonimo di bellezza divina fosse Norman Osborn? Questa pettinatura, tra l’altro, rende gli attori più brutti di quanto non siano e sono sicuro che se avessero usato delle cavolo di parrucche lunghe si sarebbero risparmiati un sacco di fatica e ci sarebbe stata una resa migliore. Anche la pettinatura di Arondir non si può vedere, dato che è palese che sia stata fatta con il rasoio elettrico. E mi da fastidio perché l’attore è l’unico abbastanza bello da rendere come elfo.

“Ma è nero”

Lo so che è nero, ma in questa serie è davvero l’unico che, pettinatura moderna esclusa, sembra un elfo e un combattente. Cavolo, Celebrimbor, il fabbro più importante per gli Elfi, assomiglia ad un contabile. Il contabile Celebrimbor Fitipaldi Ghileotti…Poi devono spiegarmi perché Elrond non ha i capelli neri che è uno dei tratti distintivi del personaggio… Ma passiamo ai nani.

I nani hanno quella regola non scritta che devono dividersi le gag insieme agli Hobbit e le scene di Elrond a Khazad Dum ne sono la prova. Per quanto io abbia apprezzato certe scelte, come l’uso degli specchi per portare la luce solare sulle coltivazioni nella città sotterranea, non ho amato l’aspetto inutilmente comico dato a Durin e al suo popolo.

I Pelopiedi sarebbero risultati molto più simpatici se non fosse stato per le centinaia di giochi di parole basati sui piedi e le ruote dei carri, per il resto direi che non sono esaltanti.

A parte queste scelte estetiche il cast comunque è valido, se non per l’ aspetto fisico, almeno sulla recitazione. L’ attrice che fa Galadriel è davvero brava. Peccato perché il taglio che hanno dato al personaggio non è eccelso e non parlo del fatto che combatta, cosa non impossibile nell’immaginario tolkieniano o per la generazione cresciuta con “Xena”, quanto gli atteggiamenti da fanatica che manifesta più volte nel corso delle due puntate, in particolare all’inizio e nel dialogo con Elrond, di cui ho apprezzato l’interpretazione.

La serenissima Galadriel

Molto bravo anche l’ attore che interpreta Durin.

Come avrete capito non mi sono esaltato per questi due episodi, anzi. In generale, tralasciando il discorso dell’adattamento, questa serie è nella media, con qualche chicca o alcuni richiami alla trilogia jacksoniana che però decadono con scelte di sceneggiatura discutibili o un ritmo non sempre esaltante. Certo, non fa schifo come dicono alcuni, ma non è nemmeno un capolavoro. Sicuramente questo prodotto comunque piacerà ad una discreta fetta di pubblico, soprattutto tra coloro che non sono così tanto appassionati dei libri, e perfino tra alcuni di questi riscuoterà un certo successo, ma il prodotto poteva essere fatto sicuramente meglio ,almeno da quello che è emerso in questi episodi diretti da Bayona. Vedremo nei prossimi. Intanto fatemi sapere se avete apprezzato o meno la recensione. A presto

Barbari: La Recensione

Attenzione, in caso non abbiate mai aperto un libro di storia romana, potreste incappare in diversi spoiler

La Battaglia della foresta di Teutoburgo, avvenuta nel 9 d.C, ha sempre avuto un forte impatto nell’immaginario tedesco, tanto da essere usato per fini propagandistici già ai tempi di Lutero. Sappiamo con una certa sicurezza che 15000 legionari, 5000 ausiliari e un numero imprecisato di civili che, come è sempre successo nella storia, seguivano la grande armata romana, guidati dall’ex governatore della Siria, Publio Quintilio Varo, vennero massacrati o fatti prigionieri dalle truppe di Arminio, ex prefetto di coorte e principe della tribù dei Cherusci. Ma non voglio ammorbarvi con la storia e sappiamo benissimo che le vicissitudini dei popoli antichi perdono un po’ di sapore per molti lettori e spettatori, a meno che non vengano raccontate da Alessandro Barbero o Alberto Angela a petto nudo con delle giovani studentesse di lettere intente a strusciarsi su di lui. Ritengo che gli sceneggiatori della serie “Barbari”, una produzione tedesca distribuita da Netflix, abbiano pensato la stessa cosa e si siano gettati su una narrazione sicuramente più emozionale… Che è un modo carino per dire che hanno scopiazzato malamente “Vikings” senza riuscirci. Però durante la visione delle 6 puntate avevo la leggera sensazione di aver già osservato certe dinamiche, così mi sono fermato a riflettere: dove potevo aver visto un villaggio di ingenuotti che vivevano in mezzo al bosco, intenti a vivere le loro allegre esistenze, prima di essere perseguitati da un uomo arcigno e particolarmente pirla con l’attaccatura dei capelli fin troppo alta? A quel punto sono arrivato alla conclusione che “Barbari” sia la versione adulta e in stile “Vikings” dei puffi. Non mi credete? Andiamo a esaminare un attimo la trama di questo polpettone teutonico. Tutto inizia con il villaggio dei Cherusci dove gli allegri abitanti passano al tempo a zappare l’orto, rincorrersi, sorridere, fare legna, giocare tra loro, esattamente come i puffi, ma più pelosi. Qui vediamo Thusnelda, detta Puffetta perché “Lagertha del discount” pareva brutto, giocare col fratellino Puffo-Bambino-Generico-Numero-8 che, dopo una colluttazione con l’unico centurione al mondo dotato di un gladio il cui pomo è fatto in ghisa, diventerà Puffo- Bambino-Speciale e, a seguito un tentativo grossolano di infanticidio da parte della madre, Puffo-Bambino-Che-Vede-Cose, amorevolmente adottato dalla sciamana del villaggio, ma quello succederà più avanti. Torniamo al villaggio dei Puffi, dove Grande Puffo, alias Segimer, non capire cose semplici e basilari come il dover versare tributi ai romani. Tributi inutilmente esosi se pensiamo che sono stati richiesti a dei contadinotti in mezzo al bosco e solo un cretino farebbe una simile richiesta… E qui arriviamo a Varo e a suo figlio adottivo: Gaius Iulius Arminius, detto Arminio, ma che noi ricorderemo come “Puffo con la Sindrome di Stoccolma”. Infatti egli è Ari, figlio di Segimer e amico d’infanzia di Puffetta e Fokwin, personaggio insipido come la merda, ma che viene infilato nella trama per rappresentare il fiero e indomito spirito teutonico e per metterci un po’ di sane beghe amorose… Che due coglioni. Ma come mai il piccolo Ari è finito tra le file dei cattivi? Tramite un flashback scopriamo che, mentre era con i suoi amichetti a praticare il tipico gioco nazionale dei bambini Cherusci… Uccidere lupi. Normale, no? Bambini lasciati a pascolare in mezzo alla foresta e che come passatempo hanno lo sterminare la fauna medio-grande del territorio. Vabbè… Comunque, dopo aver ammazzato la povera bestia ed essersi presi un dente a testa, vengono circondati dai cavalieri romani che cercano di rapire Ari e suo fratello, ma i piccoli sono evidentemente troppo svelti per degli uomini addestrati a combattere a cavallo e fuggono verso la casa di Segimer. E qui si scopre che il buon Grande Puffo ha dato i figli in cambio della pace. Beh, cosa ci si aspetta da un genitore che come fiaba della nanna racconta ai propri pargoli del Ragnarok e di come Hati e Skoll, due enormi lupi, divoreranno il Sole e la Luna? Perchè nei film e nelle serie tv ad argomento storico tutti i padri al di sopra del Reno raccontano l’equivalente dell’Apocalisse ai loro figli? Tra l’altro questo è l’unico flashback diverso dagli altri, riassumibili con questa scena:

Tradotta dal latino

Varo: Figlio…

Ari: Dica, Padre

Varo: Il tuo vero padre è un coglione

Ari: Ah…

Varo: Guarda quanto cazzo è bella Roma?

Ari: Sì, padre…

Varo: Quanto amo Roma

Ari: Lo so, padre

Varo: Fosse una donna la scoperei. Anzi, me la farò lo stesso! Schiavo, portami due mattoni tipicamente romani in cui sfregare il mio romano membro!

Ari: Io non…

Ovviamente potrei aver leggermente drammatizzato alcuni eventi, ma più o meno… Andiamo avanti. Quindi Arminio ha subito un lavaggio del cervello? No, perché fin dalla prima puntata si comporta come se volesse fottere l’esercito romano, aiutare i germani e passare il tempo a lamentarsi del fatto che suo padre abbia venduto all’epoca le sue chiappette al nemico, solo per poi frignare quando, dopo aver ricevuto l’onorificenza che aspettava da una vita, Vargamella ( sì, ho unito i nomi “Varo” e “Gargamella”) gli dà il titolo di reik, ovvero capo, dei Cherusci, costringendo Segimer al suicidio, e candidamente spiega al figlio adottivo che, in quanto barbaro, non avrebbe potuto aspirare a nessuna carica più alta a Roma. Arminio si sente tradito e inizia complottare ancora di più. In soldoni, arriva la fatidica battaglia e qui io non so più come spiegare… Io capisco che lo scontro vero e proprio sarebbe stata molto difficile da rendere su schermo, parliamo comunque di tre giorni consecutivi di assalti, spesso sotto la pioggia, ma perché l’avete trasformata in una Royal Rumble con il fuoco? Già la scena di Thusnelda che si fa venire la congiuntivite con il coltello per scimmiottare il sacrificio fatto da Wotan-Odino e ispirare così i guerrieri germanici faceva leggermente cacare, ma davvero, cari sceneggiatori, cosa vi ha fatto pensare che fosse una buona idea far vedere tutto quel fuoco? Tra l’altro, se si ragiona bene, sembra un po’ strano che nessuno dei romani rimasti in campo aperto, mentre la prima legione andava nella foresta in esplorazione, abbia visto o almeno sentito l’odore del combustibile che era sparso un po’ ovunque. Comunque, la battaglia finisce con Varo che si suicida e la sua testa viene tagliata e infilata su un palo dal padre di Puffetta, Segeste, ovvero Puffo Leccaculo. I germani festeggiano direttamente sul campo di battaglia, impiccando i prigionieri e praticando il vilipendio di cadavere, tipo mangiare dei testicoli umani appena tagliati… Però gli incivili erano i romani… Mah… Il finale fa presagire il fato di Arminio, minacciato da Folkwin sul fatto che, in caso di un tentativo da parte dell’ ex soldato romano di diventare re dei Germani, l’amico d’infanzia ed ex pretendente di Thusnelda, ormai sposata con Arminio e incinta di Folkwin, sarebbe il primo ad ucciderlo. Escludendo gli errori storici, comunque inferiori ad una qualsiasi produzione americana, il problema è… Un po’ tutto. Certo, non mi sarei aspettato una visione neutrale della battaglia della foresta di Teutoburgo, soprattutto da una produzione tedesca, o che i romani passassero per i santi portatori di pace e amore, anche perché, essendo comunque un esercito invasore, non sarebbe stato corretto, con buona pace dei nazionalisti, ma nemmeno come dei cazzoni intenti ad insultare e morire male. E’ appurato che Varo fosse un mentecatto e che la sua stretta fiscale sul popolo germanico abbia reso fertile il terreno per una ribellione, ma questo è un altro discorso. Ho apprezzato che i legionari parlassero latino, ma forse è l’unica cosa che si salva in una serie che avrebbe potuto dare molto di più, sia dal punto di vista della ricostruzione storica, sia a livello narrativo.

Non è la recensione di “Cursed”

In una scura notte a Camelot, Re Artù ed i suoi Cavalieri si ritrovarono nella seconda stanza più importante di tutto il castello: La tavernetta con la tv, la Playstation 4, il calcio balilla e il cabinato da bar di Merlino. Artù si sedette sulla comoda poltrona in pelle di drago viola ed accese Netflix.

Artù: Compagni d’arme, cosa guarderemo questa sera?

Galvano: Un film d’azione!

Tristano: Una storia d’amore!

Percival: Un’avventura!

Mordred: Una storia di tradimen… Ehm no, niente…

Artù: Vedo dell’indecisione in questo serraglio di rampolli. Suvvia, fratelli, proveremo questa serie televisiva denominata “Cursed”. Ora accen…

Merlino: Fermati, stolto ragazzo!

Artù: Perchè mi fermi, mio mentore?

Merlino: So dove andrà a parare questa serie e, ti prego, evita se non vuoi farti venire il sangue alla testa

Galvano: Come sapete cosa succederà in questa serie, nobile Merlino? Avete per caso visto il futuro con i vostri poteri?

Merlino: No, ho letto il libro

Artù: Ah… Suvvia, mio vecchio consigliere, sono sicuro che non potrò arrabbiarmi più di quella storia di Lancillotto con Ginevra

Lancillotto: Eddai, ti ho già chiesto scusa…

Artù: Qualcuno ha parlato? Perchè le corna mi crescono fin davanti alle orecchie e mi bloccano l’udito…

Percival: Io ascolterei le parole di Merlino. Vi ricordate quando non gli abbiamo dato retta e ci siamo messi a guardare “Merlin”?

Merlino: Io non ho le orecchie grosse come in quella serie…

Artù: Le orecchie dell’attore sono l’ultimo dei problemi di quella serie. Ma, amici, noi siamo prodi cavalieri e riusciremo sicuramente a guardare interamente questa serie senza soffrire

10 episodi dopo

Artù: Merlino, perdonami…

Merlino: Non mi ascolti mai, testa di cazzo! Non mi ascolti mai!

Galvano: Mi viene da vomitare…

Lancillotto: Perchè ci hanno fatto questo? Perchè?

Artù: Tutta colpa tua, rovinafamiglie…

Lancillotto: Ma perché è sempre colpa mia?

Tristano: La colpa è sempre della figa, amico mio…

Percival: A questo giro è colpa di Netflix

Bors: Ma perché tu non sembri sofferente come noi altri?

Percival: Ho lo stomaco forte

Bedivere: Ma quella coppa che hai in mano da cui stai bevendo…?

Percival: Ehm…Presa su Internet

Morgana: Ciao, perdenti, sono venuta a prendere Mordred… Che avete tutti quanti?

Galvano: Abbiamo guardato Cursed…

Morgana: Non è quella serie dove io sono nera, omosessuale e vado d’accordo col padre di mio figlio, nonché mio fratello?

Tristano: Sì…

Morgana: Ma siete scemi a far vedere queste cose a mio figlio? Poi pensa cose assurde, tipo che possiamo essere una famiglia felice! Andiamo Mordred, saluta il tuo padre-zio e il suo fanclub

Mordred: Ciao, gente… Ciao Pap…Zi… Artù!

Tutti: Ciao

Artù: Ma perché mio padre in questa serie è un cretino? E perché non siamo parenti? Perchè mi interpreta uno che ha fatto Obama? Che maledizione affligge l’attrice che fa Nimue?

Merlino: Cosa intendi?

Artù: Non muove mai i muscoli della faccia

Merlino: Si chiama non saper recitare, Artù

Artù: Ah…

Bors: Perchè io sono sempre uno stronzo od un ubriacone?

Lancillotto: Perché hanno trasformato Nimue in una Mary Sue?

Tristano: Una che?

Lancillotto: Hai in mente le tizie con gli occhioni grandi, lo sguardo imbronciato, brave in tutto e amate anche dai cattivi perché sono perfette in ogni cosa, presenti nelle fan-fiction od in certi romanzi fantasy? Quelle

Tristano: Ah…

Galvano: Ma poi perché dovrei essere il Cavaliere Verde? Quel tizio non mi lascia in pace da quando gli ho dato il mio numero!

DRRRRRRIIIIIINNNNN

Galvano: Ecco, vedete? E’ lui. Ora gli rispondo… Pronto?

Cavaliere Verde: Mon amì, ti va di fare una partitellà a Marteau de Guerre? Io uso i miei Bretonniani e tu gli Uomini Bestia

Galvano: No, non ci gioco a Warhammer con te. Sono stufo di perdere e stare sotto!

Cavaliere Verde: Quello lo ha detto anche tua moglie l’altra sera

Galvano: Cosa?

Cavaliere Verde: Cosa?

Tristano: Secondo me non è così male. Cioè a parte che la metà di noi non è presente, che ci sono etnie a caso, il popolo fatato che non ha senso, l’estetica a mignotte, i cambi scena con quell’ effetto finta pergamena che fa tanto serie tv anni ‘90, i vichinghi messi giusto per seguire la moda del momento, i combattimenti noiosi con qualche effetto visivo per renderli simili alla tavola di un fumetto, fallendo, ovviamente, Merlino che si comporta prima come Jack Sparrow e poi come Raiden di Mortal Kombat e i Paladini Rossi che, caratterialmente parlando, hanno lo stesso spessore di un foglio di carta velina… Direi che ci sta

Tutti:…

Artù: Non hai ancora digerito che nel film dedicato a te abbiano chiamato James Franco come protagonista, vero?

Tristano: Esatto

Merlino: Guardiamo il lato positivo, almeno a questo giro, nonostante gli infiniti errori storici, hanno evitato di mettere troppi filtri “fanghiglia” come nelle altre serie fantasy-medievali

Percival: Penso che sia dovuto al fatto che tutti i filtri sono stati presi da quel signore coi capelli bianchi perennemente imbronciato che caccia i mostri

In un altro universo, intanto

Geralt di Rivia: Mmmmmhhh. Cazzo

Jaskier: Cosa?

Geralt di Rivia: Mi fischiavano le orecchie…

Jaskier: Sai perché ti fischiavano le orecchie?

Geralt di Rivia: Ti prego, non dirmi qualche stronzata sdolcinata sul fatto che qualcuno stesse pensando a me

Jaskier: Assolutamente no. Le tue orecchie stanno fischiando perché chiedono a gran voce la canzone migliore di tutti i tempi… Toss a coin to the Witcher…

Geralt di Rivia: Mmmmhhhh

A Camelot

Merlino: Beh, è comunque un inizio. Magari le prossime stagioni miglioreranno… Sicuramente non possono peggiorare

Artù: Amici, adesso però smettiamo di pensare a questi prodotti tutti uguali che continuano a rivisitare la meravigliosa “Materia di Bretagna”, senza carpirne la vera essenza e torniamo alla nostra impresa… Trovare il Graal

Percival: Secondo me fallirete a questo giro

Bors: Tu, ragazzo, non me la racconti giusta… Non hai passato ore a vomitare davanti a quella serie come tutti noi, ma, anzi, ci hai soccorso, sempre sorseggiando vino da quella coppa. Percival, hai per caso trovato il Graal?

Percival: Assolutamente no, ma cosa te lo fa credere?

Artù: Il fatto che sulla coppa ci sia scritto in ebraico: “Sì, sono il Graal”

Percival: La coppa mente

Merlino: Quest’altra scritta dice: “Percival mente, sono il Graal”

Percival: Non dovevo fidarmi di quell’ incisore…

Galvano: Perchè continui a mentire?

Percival: Sono timido… Odio ricevere troppe attenzioni!

Artù: Ma quindi, se Percival ha trovato il Graal, cosa faremo ora?

Merlino: Intanto dovremmo epurarci da quell’ abominio visivo che ci ha condizionato la serata. Ho trovato! Guarderemo uno dei migliori film mai fatti sulle nostre gesta!

Artù: Excalibur del 1981?

Merlino: Quasi

Galvano: La Spada nella Roccia?

Merlino: No

Lancillotto: King Arthur con Keira Knightley?

Merlino: La figa a te fa male

Artù: Soprattutto quella sposata

Tristano: Ehm… Quello tamarro con Artù pappone e la colonna sonora figa?

Merlino: Ma vi siete bevuti tutti il cervello?

Percival: I Monty Python ed il Sacro Graal?

Merlino: Ecco perché sei il prescelto!

E qui si ferma la nostra storia. Ma presto le gesta di Re Artù, di Merlino e dei Cavalieri della Tavola Rotonda verranno nuovamente utilizzate a membro di loppide per fare soldi facili al botteghino, per cui non disperate. Alla prossima!